
The Newsroom: Recensione dell’episodio 2.01 – First Thing We Do, Let’s Kill All the Lawyers
Torna The Newsroom e come primo regalo Sorkin ci ha cambiato la sigla, lunghetta pure questa ma almeno si lascia guardare.
A parte questi piccoli dettagli, l’esordio della seconda stagione mi è piaciuto, con ancora alcuni aspetti di cui capirne l’evoluzione, ma sostanzialmente il tema c’è in questa premiere ed è decisamente forte, il ritmo è, come da buona abitudine Sorkiniana, decisamente elevato e Daniels e la Mortimer su tutti sono assolutamente eccezionali.
Certo, c’è da capire ancora come gestiranno e quanta rilevanza e quale stile avranno le parti “sentimentali”, ma per ora sembrano integrarsi bene al contesto narrativo.
Partiamo dal tema di questa premiere: ci sarebbe da discutere di politica all’infinito su tutta la serie di episodi che ci vengono proposti, ma non ho ritenuto che questo fosse il luogo migliore per farlo, almeno per la mia recensione, perché stiamo raccontando una serie tv e non le singole idee politiche; d’altronde ognuno dei lettori e spettatori di The Newsroom può avere un idea diversa del capitalismo, della politica americana od occidentale, anche se Sorkin,
pur mascherandosi dietro ad un Will repubblicano moderato, è chiaramente Democratico e si vede, ma credo che l’argomento più forte e netto che ci abbia voluto raccontare, a prescindere dai singoli episodi, sia il dilemma di, qualsiasi idea tu abbia, quanto sei disposto a scendere a compromessi per poter fare quello che fai o per poter difendere la tua squadra?
La linea narrativa principale, infatti, prende l’abbrivio da quanto fatto da Will alla fine della scorsa stagione, dal suo durissimo attacco all’ala più radicale dei Repubblicani, il Tea Party. Questo attacco ha conseguenze, prevedibili e previste, di ostracismo nei confronti della testata giornalistica da parte degli ambienti che si sono ritenuti offesi dalle esternazioni di Will. Ma se è vero che chi fa giornalismo “d’assalto” deve comunque mettere in conto di attirarsi diverse antipatie, qui ci viene mostrato un sistema in cui, per motivi di sponsor, commissioni politiche e opportunità mancate che si tramutano in costi, la tendenza del giornalismo sia quella di “dover” prendere una posizione più morbida e meno incisiva (sempre che non si sia totalmente schierati e quindi si sia interessati solo ad un pubblico di parte e a sponsor che quella parte guardano, ma questo è un altro discorso). 

Su questa storyline se ne inserisce un altra, che è poi quella da cui prende avvio l’episodio, ossia (tecnica narrativa che Sorkin ha dimostrato di apprezzare) il momento corrente su cui si inserisce il racconto di cosa è successo prima. Abbiamo capito che una serie di conseguenze e casi fortuiti ha portato la Redazione a dare una notizia di cui si è pentita amaramente, una notizia di quelle che “fanno vincere premi e cadere Presidenti” ma ancora non abbiamo troppe informazioni su cosa e come lo abbiano raccontato e soprattutto sul perché abbiano fatto marcia indietro. 

Questa serie di eventi fortuiti, di cui parlavo prima, si inserisce ed è generata dalla parte di narrazione legata agli sviluppi sentimentali. Nella prima stagione questo era stato uno dei punti più deboli e criticati dello sviluppo dello script. C’erano stati troppi triangoli/quadrangoli amorosi e si era indebolita la parte più seria, per un probabile eccesso di “rendiamola più piacevole per tutti”. La parte sentimentale c’è ancora, ma in questa premiere sembra che Sorkin voglia spezzare il circolo vizioso: dopo un tre quarti di puntata nella quale Maggie e Don sembrano felicemente fidanzati e Jim disperato come un quindicenne decide che ha bisogno di due settimane in corriera per dimenticare la sua bella (dando origine agli eventi di cui sopra) e Sloan si impappina 

Ecco, quello che è riuscito decisamente bene a questa premiere di The Newsroom è stato abbinare le tematiche importanti di cui parlavamo all’inizio con una leggerezza e divertimento di fondo che non scadono in un patetico “piacionismo” ma sono brillantezza e danno il giusto alleggerimento di tono che serve. Meravigliosi in questa particolare esigenza sono la già citata Munn e il bravissimo Waterston.
Insomma, una premiere riuscita, che corregge alcune storture della prima stagione e presenta temi e sviluppi assolutamente interessanti. Bentornato The Newsroom
2.01 - First Thing We Do, Let's Kill All the Lawyers
Intenso
Valutazione Globale











Discreta la prima puntata della seconda stagione (abbiamo una sigla nuova di zecca).
Will per aver “offeso” i repubblicani viene estromesso da una trasmissione dedicata all’11 settembre.
Intanto Jim per allontanarsi da Maggie (terribile il suo nuovo) si fà spedire volontariamente a seguire la campagna elettorale dei Repubblicani, poi Dan vede il video dove Maggie ammette che gli piace Jim e Dan rompe (ancora una volta) con lei.
Sloan fà il filo a Dan, mentre il network è sotto inchiesta per una ancora non meglio imprecisata “operazione Geoa” .