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Newsroom (The)

The Newsroom: Recensione 2.04 – Unintended Consequences

C’era una volta una bionda giornalista in Uganda, un cuore infranto alle calcagna di Romney, un idealista che si fa in quattro per una intellettual-snob anarchica, un ambizioso produttore fissato con i tweet pakistani e poi beh, il solito anchorman un po’ arrogante. In perfetto stile Social Network (cavallo vincente non si cambia) Sorkin apre questa puntata con la frammentaria ma intrigante ricostruzione dei fatti che hanno portato allo scandalo Genoa e a “una causa milionaria per licenziamento senza giusta causa” (intentata da chi? no, non credo si tratti del parrucchiere di ACN). Questa volta tocca a Maggie con il suo orribile tupé rosso fuoco testimoniare e convincere Rebecca, l’avvocatessa col piglio da psicologa, di non essere uscita di senno.

Imitando il climax della puntata, ripercorriamo la catena di “conseguenze involontarie” innescate dalle azioni e dalle fisse educative dei maestrini di News Night (un viziaccio, quello della vocazione educational, che è tanto americano quanto il marchio di fabbrica di questo show). RIDD Schermata 08-2456512 alle 23.16.30

On the Road
Jim, Hallie e il Baffo reggi-moccolo sono ormai i reietti della truppa stampa al seguito di Romney. Il nostro reporter-che-non-la manda-a-dire tira talmente la corda che la PR finisce per piantargli un sonoro “Fuck you” (realizzando il sogno un po’ di tutti), che tuttavia gli vale un’intervista al candidato repubblicano. Jim, a cui fondamentalmente non frega niente di tutta questa campagna elettorale, cede l’intervista a Hallie per farle recuperare punti col misogino capo Evan (sicuri che sia solo il suo capo? mmm, troppi anni di Beautiful mi fanno dubitare di tutto), scatenando le ire di Mac che lo rimuove dall’incarico. Offesa da cotanta cavalleria, anche la figlia di Meryl Streep (Hallie per chi non l’avesse ancora scoperto) si infuria senza capire che il vero scopo del gesto (lezione n.1) era insegnarle lo spirito di collaborazione! Lui le risponde con la piazzata “E adesso ti devo pure chiedere scusa” (lezione n.2) e cala l’asso: scoppia la passione e lei (che ha studiato al Vassar College, non so se mi spiego) capisce che il ruolo di seconda scelta sentimentale per Jim-zazzera impazzita-Harper le si addice alla perfezione.

In the Newsroom RIDD Schermata 08-2456512 alle 23.20.01
L’ Operazione Genoa continua, ma i tweet si sono inspiegabilmente fermati. Per fortuna c’è Neal che ci ricorda (lezione n.3) come nel terzo mondo non tutti abbiamo la disponibilità economica di ricaricare il cellulare. Sempre Neal ottiene un’intervista in prima serata per la sua rossa amichetta di Pijama Party, o Occupy Wall Strett come preferite, ma l’impavido Will la viviseziona in diretta distruggendone autostima e credibilità (lezione magistrale n. 4). Lei che, ok non è andata a Vassar, ma che “teaches college!” (lezione implicita n.5: mai tirarsela di fronte a chi se la tira più di te) se la prende a male e giura vendetta eterna. Senonché la ragazza conosce chi può fornire informazioni strepitose su Genoa, ma non ha intenzione di farsi coinvolgere a meno di scuse formali con bolla papale. La rossa straccia le scatole al mondo (noi compresi) finché riesce ad ottenere ciò che vuole da un Will con finta coda tra le gambe, a cui riesce pure ad infilare un paio di dritte sentimentali (lezione n. 6), che lui ricambia con qualche epifania profondissima che non ricordo, ma sicuramente coerente con una tal diga indiana (lezione n. 7).

In Africa
Eccoci finalmente a Maggie, che si scopre improvvisamente cresciuta a pane e Uganda e snocciola un tono di superiorità quando si tratta di spelling e di sarcasmo ai danni di gretti avvocati che non sanno nulla di genocidi mondiali. Insieme al collega Gary Cooper (sì, come Gary Cooper, abbiamo capito la battuta, quante volte dovete ripeterla?) arrivano in un orfanotrofio di bambini tanto neri neri quanto buoni buoni e intervistano i formidabili militari americani che fanno volontariato umanitario (lezione n. 8 e complimenti per il watchdog journalism). Quello che segue è semplice e drammatico: il cuore di Maggie è rapito dal bisognoso bimbo Daniel che, pur conoscendo solo una parola in inglese, si fa leggere (lezione n.9) un libro di favole americane “again again and again“. Probabilmente non ne capisce nulla, ma i capelli di Maggie sono irresistibilmente biondi. Richiuso il libro, si fa notte e con il favore delle tenebre arrivano i banditi, che “pam pam pam” colpiscono il piccolo che muore tra le sue braccia. Uno shock che porta Maggie a dire addio alla sua chioma dorata. RIDD Schermata 08-2456512 alle 23.18.02

Menzioni speciali
– Don è l’unico che non ha la falsa ipocrisia di omettere il nome del ranch del teapartyano Rick Perry, “Niggerhead“. Gli altri hanno orecchie troppo delicate per nomi razzisti.
– Sloan, traumatizzata da Titanic, che segue con indolenza gli alti e bassi della borsa, mi ha ricordato i miei colleghi di redazione che seguono gli improvvisi stravolgimenti del totocalcio.
– Le parolacce.
– Ancora non ho capito per che cosa paghino Charlie, ma vedere un idiota che sbatte contro una porta a vetri durante una riunione è sempre divertente.

La seconda stagione è partita tiepida (è un complimento) – meno arrogante, meno ripetitiva e più genuina della prima – e, nonostante qualche debolezza narrativa (Jim e la Crociata dei Reporter antiRomney), sta costruendo dei personaggi meno macchiettisti e infallibili, grazie soprattutto all’abbandono della comicità da sitcom e all’affaire Genoa che per ora tiene botta.

Rimangono solo due cose da temere:
1. Quando affronteremo il dilemma morale di Will che fuma?
2. Riuscirà a concludersi almeno un triangolo amoroso in sole 9 puntate?

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