Newsroom (The)

The Newsroom – 1.02 News Night 2.0

Dopo un pilot di grande impatto sia stilistico che narrativo, arriviamo al secondo episodio dello show con molte aspettative, certo anche legate al nome dell’autore e al canale che lo tramette (a differenza di Micra, che ha ben commentato il pilot, io di HBO ci vivo, ci mangio, ci piango, insomma.. per me spesso è oro ciò che luccica) e quello che possiamo notare in questo episodio è che Sorkin sta per il momento seguendo uno sviluppo abbastanza canonico della narrazione. Se il primo episodio era d’impatto, il secondo serve a introdurre e delineare maggiormente alcuni personaggi, non solo i protagonisti principali, ma anche alcuni comprimari e le logiche basilari della storia o, almeno, quelle che sembrano le logiche basilari al momento.

Come lo fa? inserendo diversi topoi nel racconto; le prime difficoltà e i primi dubbi, le UST e i triangoli.

Vediamole per punti. Le prime difficoltà: il primo show è stato un successo epico, sono arrivati per primi sulla notizia e hanno elargito lezioni di giornalismo d’assalto e indipendente alle masse come fossero caramelle, ma non è sempre domenica, se sei leader non devi fare come i tuoi inseguitori e sbranarti sulla notizia del momento, sei tu che devi decidere la notizia del momento e farla diventare tale, mantenendo l’integrità nello scegliere quelle che ritieni siano le notizie più importanti e più utili per i tuoi spettatori, quelle insomma che li aiutano a capire e decidere con la propria testa. Ma questa volta va male, gli ospiti sono deludenti, l’organizzazione ha falle e viene subito tolta la patina supereroistica che ricopriva i nostri protagonisti nel corso dell’episodio pilota.

Poi ci sono i primi dubbi, quelli in pratica che ha ogni novello supereroe prima di lanciarsi a capofitto nella lotta contro i malvagi: “perché io? Non posso starmene seduto in poltrona a guardare il basket anziché saltare da un palazzo all’altro appeso a ragnatele?” che nel mondo delle news si traduce in “devo proprio rischiare per fare qualcosa di innovativo e magari perdere i miei dati d’ascolto? E di conseguenza tutti i bei soldini che vengono dietro con gli sponsor?”. Argomento già per altro accennato nel pilot e qui reso un po’ troppo oggettivamente didascalico, anche grazie alla lunga passeggiata del nostro anchorman Will con l’”uomo dei rating”

UST e triangoli: il rapporto di Unresolved Sexual Tension (UST) tra le due figure principali di conduttore e produttrice, tra il bravo Jeff Daniels e la bravissima Emily Mortimer, così come il triangolo amoroso accennato tra i principali comprimari, Maggie, Don e Jim, portano lo show su un ben più rodato terreno della componente voyeuristica delle serie tv (chi sta inseguendo adesso i rating, caro Aaron?), che sicuramente può essere una componente di ogni storia, senza essere un male, ma la percepisco molto spinta a forza in una posizione troppo centrale dello spettacolo.

Poi c’è anche la parte costruttiva dell’episodio, in cui già sembra che ci sia una struttura di trama netta e compartimentata nel modo più a canone possibile: prima parte di preparazione dello show – lo show – il post show, gettando così anche una traccia di procedurale che si va ad inserire sulla trama orizzontale. Insomma tutto molto scolastico in questo secondo episodio e non certo innovativo.

Certo, i dialoghi sono di Sorkin e si vede, le sue peculiarità sono tutte rispettate e la qualità intrinseca dei botta e risposta è indubbiamente buona, anche se non ancora paragonabile ai suoi momenti migliori, ed è anche inserita una certa dose di ironia e sarcasmo che promettono per la maggior parte dei momenti molto bene. Forse quello che manca è una zona di indefinitezza della ragione, quell’area grigia che molte volte si percepiva in The West Wing, dove si avvertiva maggiormente una lotta morale tra diverse opinioni e una genesi delle soluzioni più elaborata, ma la potenzialità ci sarebbe se sfruttata a dovere.

Non è The West Wing dove la costruzione della storia era molto diversa, ma questo non è un male, perché i tempi e le tematiche non sono le stesse, anche se tangenti le une alle altre, e perché è giusto sperimentare qualcosa di diverso.  Mi sembra comunque che voglia portarsi dietro da quello show alcune fortunate caratterizzazioni: a me Jim e Maggie ricordano molto Josh e Donna, anche se al momento non hanno lo stesso spessore. Spezzando però una lancia a favore nel confronto tra i personaggi dei due show, in The Newsroom devo dire che noto una maggiore freschezza, dovuta al fatto che qui i personaggi sono under construction, mentre in The West Wing erano già rodati e scafati

Attori e personaggi ci sono sicuramente e la capacità di scrivere anche, ma ora si dovrebbe uscire un po’ dallo scolastico e dallo stereotipo per incanalarsi su qualcosa di più approfondito e interessante, magari lasciando in sottofondo e non troppo presenti vari triangoli e UST e concentrandosi maggiormente sulla parte “idee”

Siamo in rodaggio e ogni show necessita dei suoi tempi, e a Sorkin si può decisamente concedere un po’ di riscaldamento.

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