fbpx
Musketeers (The)

The Musketeers: Recensione episodio 2.10 – Trial and punishment

All for one. One for all.

Dopo dieci episodi si conclude anche per quest’anno l’avventura targata BBC dei Moschettieri, e a differenza dello scorso anno ne sentiremo la8179192-high- mancanza. Perché finale a parte questa seconda stagione ha saputo rubarci il cuore e farci ricredere su tutti i dubbi espressi riguardo la prima. Questo decimo episodio è il sunto delle buone qualità che sono venute fuori quest’anno: ritmo veloce, tante scene d’azione, un bel po’ di romanticismo, sguardi di Athos (patrimonio dell’umanità) e un immenso cattivo da eliminare.

La forza di questa stagione è stata quella di non perdersi nei casi di episodio ma di dedicare più tempo alle singole storyline dei protagonisti grazie a episodi dedicati interamente a loro. Quest’anno ogni moschettiere ha avuto il suo momento di gloria, e anche il Re e Constance hanno potuto avere più spazio per mostrare la tridimensionalità dei personaggi. Questo ha comportato un maggiore pathos nella seconda metà di stagione che è andato aumentando fino a culminare con questo decimo episodio.

p02m69djMa non è solo l’introspezione psicologica a dare alla serie una marcia in più rispetto allo scorso anno, infatti l’uso sapiente delle scene di combattimento e d’azione garantiscono sempre un bello spettacolo e un ritmo mai pesante. Tutto scorre veloce, senza perdersi in spiegazioni o discorsi filosofici. Constance viene liberata nei primi cinque minuti di episodio, Aramis poco dopo e Porthos dopo una serie di scene alla Rambo (con tanto di faccia dipinta per nascondersi tra le frasche) viene raggiunto dagli altri nel giro di due secondi. Questo perché The Musketeers ha compreso di essere intrattenimento e di dover puntare su questo per poter fare bene. Quindi poco importa la coerenza temporale o narrativa basta che l’ora di episodio scorra senza che lo spettatore se ne accorga, e così è.

Oltre al ritmo molto buono mi sento di sottolineare la recitazione e il livello generale della stessa. A parte il meraviglioso e sempre bravissimo Burke, la vera scoperta è Ryan Gage. Grazie ad episodi a lui dedicati e a questo finale di stagione infatti abbiamo la possibilità di scoprire un Re Luigi fantastico: ironico e molto divertente ma anche terribilmente fragile e bisognoso di affetto. La recitazione di Gage capace di saper essere caricaturale ma anche intensa ci regala un personaggio inaspettato, che non possiamo più odiare o non capire. Ad oggi è impossibile che Re Luigi sia indifferente al pubblico perché è pieno di sfumature quanto i Moschettieri stessi. Anche Tamla Kari si dimostra molto brava nella scena iniziale e nella chimica con Luke Pasqualino (che ci sia anche nella vita reale? 3..2…1…ship). 

Ma una buona storia non è ottima se non c’è un antagonista di livello. Rochefort passa l’esame “Richelieux” a pieni di voti e rischia di essere8179270-high- anche un cattivo migliore. Se infatti Capaldi lo scorso anno ci presentava un villian interessato solo al potere e capace di essere subdolo e meschino per perseguire il suo interesse, rimanendo fedele solo a se stesso, la storia di Rochefort è quella di un uomo innamorato. La sua passione per la regina lo spinge a fare quello che fa, lo porta a servirsi di donne che le somigliano, lo porta ad essere cieco di gelosia, lo porta a morire per mano di D’Artagnan dopo un duello con tutti i moschettieri. Rochefort non aveva nessun movente politico o di sete di potere, era solo un cattivo dal movente nobile che grazie al bravissimo Marc Warren è stato capace di farci capire ogni motivazione della sua condotta. Un cattivo capace di reggere da solo ben dieci episodi come unico villian, cosa che a Richeliuex non era riuscita e pare quasi un peccato averlo perso.

Una seconda stagione splendida per i Moschettieri, che si chiude con il matrimonio dei Costagnan e la corsa dei tre moschettieri a salvare Aramis dalla tonaca, proprio come nel romanzo. Una stagione capace di essere calibrata e di stabilizzare la serie come prodotto di qualità e di piacevole intrattenimento. Una regia un po’ più dinamica, i costumi fantastici (aspettatevi un “Ma come ti vesti”) e le location mozzafiato sono tutti elementi che si aggiungono a quelli sopra citati e formano i motivi per cui non  è possibile non promuovere la stagione a pieni voti, e di conseguenza il suo finale.

Angolo della vipera:

-Porthos super cecchino tra gli abeti che spara è la scena più bella dell’episodio.

-La bromance tra Aramis e Porthos è alle stelle…lacrime, baci, abbracci…ma io li shippo!

-L’utilità di Lady Marguerite a parte quella di avere la faccia da sogliola, non la sapremo mai.

-Athos non ti preoccupare di Milady ce ne sono tante…una a Firenze ad esempio!

-Ma la prima notte di matrimonio passata nell’armeria?? D’Artagnan…ma almeno un B&B da due soldi lo potevi trovare…

-Parliamo degli abiti della regina e del completo da spadaccina di Constance…favolosi!

Al prossimo anno Moschettieri!! Ci mancherete tanto!

Good Luck!

Per restare sempre aggiornati su The Musketeers, con foto, news, interviste e curiosità, vi consigliamo di passare per The Musketeers Italia Mi nutro di serie tv

Comments
To Top