Mentalist (The)

The Mentalist : Recensione dell’episodio 6.22 – Blue Bird

Dopo 6 anni passati a Sacramento per risolvere il caso più importante della sua vita, l’uomo da ciuffo più statico del mondo (alias Patrick Jane) ha deciso finalmente di rivelare la sua vera persona in una sola frase, che incornicia questo racconto che non può che finire con un lieto fine. Sei anni passati al fianco di una persona con cui ha condiviso i suoi timori, le sue ossessioni e le geniali intuizioni e che alla fine, uno davanti all’altro, in una stanza d’attesa della TSA, decidono di mentalist-updated-1dichiararsi il loro amore con un bacio che però NON pone la parola fine al telefilm The Mentalist.

Sono più volte intervenuto con svariate recensioni su questo telefilm che mi ha appassionato, sei anni fa, proprio per la trama orizzontale che faceva da perno per le vicende della squadra del CBI e che è riuscita a costruire un puzzle molto articolato in un arco di tempo molto dilatato dove la parola Red John fungeva da chiave di volta. Dopo sei anni, dove il nome del serial killer compariva a sprazzi tra un omicidio e un altro, Bruno Heller ha deciso di svelare il mistero, costruendo l’inizio della sesta stagione in una corsa contro il tempo dove le pedine dell’ “Indovina Chi” cadevano una dopo l’altra lasciandoci, alla fine dell’ottava puntata, con un solo nome sulla scacchiera, quello dello sceriffo Thomas Mc Allister. Dopo quell’episodio inizia a parer mio un altro telefilm una svolta di registro dove casi minori venivano risolti nella sede dell’FBI di Austin e in cui l’unico legame con il vecchio The Mentalist erano gli attori stessi che si sono cambiati d’abito e si sono immedesimati in agenti federali, cancellando completamente gliThe-Mentalist-6x22 ultimi sei anni di CBI. Da una parte sono contento di come Bruno Heller abbia provato a disintossicare Patrick e noi dalla figura pedante di Red John, spostando addirittura l’ambientazione dalla California al Texas e presentandoci un Patrick non più vestito di tutto punto ma con una camicetta, souvenir dalla sua fuga dopo l’omicidio di Red John. Quella camicia, che porta ossessivamente dalla nona puntata e creata personalmente da un sarto durante le sue vacanze, è il simbolo effettivo di come si sia lasciato tutto alle spalle, in contrasto però con la sua fede nuziale che porta ancora al dito e che ci rimanda, ogni volta che la vediamo, alla fatidica sera dove Patrick ha perso la famiglia. Sono rimasto deluso da questa seconda parte del telefilm per come sono stati gestiti i tempi dei racconti, avrei preferito una suddivisione diversa, lasciando ovviamente la scena del lieto fine con il bacio a Lisbon.

Ogni volta che vedevo la fede al dito di Patrick non potevo non ricordare come McAllister, prima di morire, ci abbia messo la pulce nell’orecchio sussurrando al mentalista la domanda: “come ho fatto secondo te ad avere la tua lista di sospettati?”. Questo dubbio mi ha perseguitato durante tutta la sesta stagione e pensavo addirittura che il legame tra Patrick e McAllister fosse lo stesso Abbott, che si è rivelato essere solo un finto cattivo, diventando, in questo finale di stagione, addirittura un “amico” di Patrick, che riesce a capire cosa prova veramente il mentalista verso Lisbon. Durante il resto della sesta stagione non si è più fatto BmVqx-OCQAAgbE4accenno a Red John e il telefilm ha deciso di crearsi una strada diversa, passando da un feroce assassino che ha ucciso La Roche e messo in pericolo Rigsby e Van Pelt, fino a un mercato nero di traffico di modelle che ha occupato le ultime quattro puntate della stagione. La storia dell’assassino di La Roche che ha messo subbuglio tra i nostri protagonisti è stato molto entusiasmante, in verità, durante il primo omicidio, ho pensato si trattasse proprio di un adepto di Red John venuto per urlare vendetta verso il suo “mentore” ma poi la verità è venuta a galla e ci ha mostrato una vecchia conoscenza, decisa a vendicarsi contro il vecchio staff del CBI per le torture subite dal defunto agente dell’FBI Bob Kirkland.Purtroppo quella piccola parentesi è stata molto intensa ma (ahimè) breve e Bruno Heller ha dovuto tirar fuori dal cilindro un altro super caso che ha nuovamente salvato la serie da una fatidica cancellazione.

Una cosa che non condivido è il voler far continuare The Mentalist anche quando la lieta e giusta fine era arrivata incorniciando questi sei anni passati a rincorrere un’ossessione solo per un fatto di audience e di ascolti. Patrick si meritava sì un bacio con Lisbon ma non vedo come sia possibile costruire un’altra stagione dopo aver scoperto il mistero più grande del telefilm The Mentalist: la vera faccia di Patrick Jane e la sua vera umanità. Di sicuro lo spettro del mistero della lista di Patrick in mano a Red John aleggerà ancora su tutta la prossima stagione e spero che Bruno Heller se lo ricordi così da poter finalmente vedere Patrick togliersi latumblr_n5tizi9aOF1sluddxo8_500 fede della sua defunta moglie per lasciare spazio a un futuro spensierato e a un altro anello con una nuova storia da raccontare. Per il momento, affezionati al mentalista e alla serie, gustiamoci questo “nuovo” telefilm: CSI-Patrick Jane.

Stay tuned

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