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Mentalist (The)

The Mentalist – 5.01 The Crimson Ticket

E’ tornato finalmente il nostro mentalista dal ciuffo improbabile e dalla lingua tagliente con i suoi abiti sempre abbinati e gli occhi spenti.
Per chi non si ricorda alla fine della scorsa stagione i nostro CBI aveva inscenato la morte di Teresa Lisbon per consentire a Patrick di guadagnarsi la figura della sua nemesi: Red John.
E tutti, persino l’FBI aveva creduto che Patrick avesse perso il senno e così hanno impedito l’incontro di Patrick con in suo nemico riuscendo però a non far scappare la sua fanatica ammiratrice: Lorelei che aveva catturato il cuore di Patrick.
L’operazione prende però una brutta piega e durante la sparatoria viene ucciso il capo del CBI Luther Wainwright.
E’ un po’ un dispiacere vedere “eliminato” il loro nuovo capo, il personaggio non era dei migliori per dirigere un intero dipartimento di forze dell’ordine, non aveva polso, ma forse compensava con la sua simpatia e la sua bonarietà. Ben più triste sarebbe stato vedere ucciso il mitico La Roche, personaggio ben più caratterizzato che infondeva anche allegria con la sua aria da buono. La puntata si apre proprio dalla fine della scorsa stagione dove vediamo Patrick intento a scrutare l’unica persona in grado di comunicare con Red John, Lorelei.
Sembra però che non si voglia subito affrontare la faccenda della pazzoide donna e tutta la puntata è incentrata su un caso in cui non sembra esserci molti indizi; le persone uccise non si conoscevano e così il CBI e Patrick possono solo dedurre fino alla fine della puntata il movente dell’omicidio.
La soluzione la da inconsciamente Van Pelt illuminando così la mente di Patrick.
Trovo che tutta la situazione della lotteria sia un buon movente, il problema è che per tutta la puntata i nostri sceneggiatori hanno voluto mettere dei messaggi “subliminari” di questa soluzione mostrando spesso questa estrazione della lotteria( vedi l’autobus che passa con la scritta della lotteria e il giornale che legge il tipo quando viene interrogato).
Il caso però in questa puntata viene messo in secondo piano mentre il vero filone è la supremazia del “potere” tra CBI e FBI e la contesa dell’indagata Lorelei.
Il litigio un po’ infantile tra lo staff del CBI e dei due agenti dell’FBI è forse un po’ troppo esagerato; sembra veramente che a controllare l’America ci siano degli agenti con i nervi a fior di pelle che non attendono altro che fare a botte. Patrick riesce però con un trucco ingegnoso a sbarazzarsi dell’FBI sul caso e a vincere la temporanea custodia di Lorelei.
La parte più interessante è per certo quella in cui Patrick entra nella stanza degli interrogatori per mettere sotto torchio Lorelei e abbattere quel muro di rispetto e fiducia verso Red John. Patrick ottiene la fiducia di Lorelei con un bacio mettendo su tutte le furie Lisbon (spero che ora non inizi quella scontata storia d’amore tra Patrick e Teresa) e le offre una via di fuga se lei avesse rivelato informazioni su Red John.
Verso la fine della puntata c’è un colpo di scena, Lorelei sta per essere trasferita in prigione ma l’FBI interviene e prendendola sotto la loro custodia la scorta personalmente verso il carcere. La parte interessante è quando Patrick cerca di impedire che venga portata via e la faccia e le suppliche che fa Lorelei per non staccarsi da Patrick; questo vuol dire che lei aveva cambiato idea ed era pronta ad aiutare Patrick evitando così una sua morte certa.
Patrick sa, tramite Lorelei, che all’interno dell’FBI c’è una spia di Red John e lotta perché Lorelei venga riaffidata al CBI salvandola dalla prigionia di Red John. Ma una volta arrivato alla prigione scopre che è troppo tardi; all’interno del carcere c’è si una Lorelei, ma non quella che noi conosciamo.
La puntata non è deludente per come è strutturata, ben meno convincente però è la continua sfiga di Patrick nel poter avvicinarsi a Red John.
In 5 anni di questo telefilm non ha mai fatto un passo avanti nelle indagini; le persone che è riuscito ad avvicinare che avevano contatti con la sua nemesi non hanno dato nessun aiuto per lo svolgimento della trama; ogni singolo caso portava a un vicolo cieco e quando Patrick era vicino per avere più informazioni, queste persone o venivano uccise da altri adepti di Red John oppure scappavano al controllo del CBI. Penso che questa continua
routine di non dare aiuto a Patrick sia un po’ troppo ripetitiva, sembra strano che in tutto questo tempo non si sappia nulla di più di Red John. Possiamo paragonare il rapporto di Patrick e Red John con quello di Sherlock Holmes e il professor Moriarty, le analogie sono che entrambe le accoppiate si sfidano a suon di ingegno e cercano di sopraffare l’altro grazie all’astuzia e a giochetti estremamente accurati.
Patrick come Sherlock risolve i casi grazie alla sua capacità di osservare e cerca di avvicinarsi sempre più a conoscere veramente il suo nemico che stranamente è sempre un passo più avanti. Questo strano eroe-mentalista verso cui noi proviamo una profonda compassione riuscirà alla fine di questa serie a conoscere qualcosa in più del suo nemico o sarà costretto a fare sempre la parte della vittima?
Stay tuned

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