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The Magicians: Recensione dell’episodio 1.04 – The World in the Walls

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The Magicians introduce l’elenco della presunta follia, con un tema spesso affrontato in questo genere di telefilm. Il quarto episodio è dunque Quentin-centrico.

Qualsiasi serie che introduca l’elemento fantastico o fantascientifico deve fare i conti, prima o poi, con l’episodio ‘anti-realtà’. Non credo che si chiami propriamente così ma non sono in grado di trovare un termine migliore per definirlo. Si tratta di un episodio che cerca di minare la realtà fantastica in cui vivono i protagonisti, di solito con l’espediente della pazzia o di un ospedale psichiatrico – o, addirittura, entrambe le cose. L’ha fatto Joss Whedon nella sesta stagione di Buffy l’Ammazza Vampiri, l’hanno fatto Alfred Gough e Miles Millar nella sesta stagione di Smallville e persino La Spada della Verità ha avuto un episodio in cui Richard pensava di non essere il fantomatico ‘Cercatore’. Era solo questione di tempo, insomma, che anche The Magicians pensasse bene di sfruttare questo espediente e far dubitare Quentin dei suoi poteri e della scuola di magia recentemente scoperta.

magicians_104_2Quando si crede tanto in qualcosa, è inevitabile cercare di aggrapparsi fino all’ultimo alla speranza. Quentin non è da meno, dal momento che tenta in tutti i modi di dimostrare ai dottori, e quindi a se stesso, di possedere la magia e di essere in grado di usarla. Il dubbio tuttavia inizia ad insinuarsi anche in lui, finchè alcuni dettagli non iniziano a screpolarsi e la perfetta prigione ideata per lui e a sue spese inizia ad apparire per ciò che è: un’illusione, un miraggio, una trappola. Il personaggio di Quentin non è ancora riuscito ad entusiasmarmi tanto da apprezzarlo o tifare per lui, ma confesso che ho apprezzato il modo in cui è riuscito a cavarsela, utilizzando l’aiuto di Penny. A differenza del protagonista, il burbero Penny è un personaggio scritto molto meglio, senza quella spasmodica voglia di piacere agli altri che rende Quentin, per quel che mi riguarda, un personaggio davvero irritante il più delle volte. La canzoncina intonata con tanto sforzo nel tentativo di farlo arrabbiare è stata forse la scena più esilarante che la serie abbia saputo regalarci fino ad ora.

Altro personaggio che non riesco in alcun modo ad odiare, ma che anzi ritengo fondamentale, è quello di Julia. Mi piace perché, malgrado sia evidentemente su un sentiero autodistruttivo, è evidente che ha delle ragioni più che valide e, a dirla tutta, non la si può biasimare. Dopo averle detto che era speciale e averle promesso magia e speranza, le hanno tolto tutto nel giro di pochi istanti, come un osso sventolato magiciansdavanti al naso di un cane e poi gettato via senza troppe cerimonie. Julia non è stupida e non è una sciocca. E’ una ragazza determinata, è forte, è decisa e non è disposta a lasciar che altri decidano quello che è meglio per lei. Certo, non si rende conto del guaio in cui si è cacciata finchè non capisce che Quentin è in pericolo di vita ma fa la scelta giusta. Ormai è chiaro, a distanza di centinaia di diverse serie tv e personaggi che hanno fatto errori madornali, che non è l’errore ma il modo in cui si decide di rimediare ad avere più senso. Julia sceglie di salvare Quentin, di avvisare quelli di Brakebills circa l’incantesimo che lei stessa ha contribuito a lanciare. Alla fine rimane comunque fregata, ovvio, ma quello purtroppo era chiaro. Se c’è una cosa che tutti i cattivi hanno in comune è una: non seguono le regole e non hanno senso dell’onore.

Sono solo piccoli spiragli quelli che si intravedono della restante trama e degli altri personaggi. Continua ad apparire chiaro un legame tra Quentin e Jane, che continua ad apparirgli in veste di ‘Angelo Custode’ nella speranza di proteggerlo (da cosa di preciso ancora non lo sappiamo, ovviamente). Interessante il modo abbastanza noncurante con cui il preside riacquista la vista, in compenso. Dato il putiferio che si era creato mi aspettavo che, quantomeno, restasse cieco a vita. Ma, dopotutto, siamo in una scuola di magia, dico bene?

La trama s’inflittisce con questo episodio ‘anti-realtà’ e ci insinua più in profondità nei segreti di Brakebills. Quentin inizia a capire che il mondo della magia non è tutto rose e fiori e anche a rendersi conto che non sempre potrà essere in grado di fare tutto da solo. La scena in cui si unisce a Eliot per ‘festeggiare’ è un chiaro segno proprio del fatto che sta iniziando a capirlo. Julia si è cacciata – ovviamente – in un pasticcio più grande di lei e ora le stelle sul suo braccio rappresentano un pericolo non indifferente. La trama scorre piacevolmente, facendoci capire che forse, dopotutto, The Magicians non sarà una serie brillante, ma qualcosa di giusto l’ha fatto. Se non altro, per meritarsi una seconda stagione deve essere senz’altro così.

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1.04 - The World in the Walls
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