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The Magicians: Recensione degli episodi 1.07 – The Mayakovsky circumstance e 1.08 – The strangled heart

The Magicians 1x07 1x08

Chi va piano va sano e va lontano. La pazienza è la virtù dei forti. Non correre, pensa a me. Achille e la tartaruga. E così viam citando a piacere tutti i proverbi, gli aforismi, i motti di spirito, le favole con morale che possono venire in mente quando si vuole giustificare un ricercato rifiuto o giustificabile timore di correre. Devono essere venuti tutti in mente agli autori di The Magicians questi motti, e devono averne fatto una bussola irrinunciabile nello scrivere questa serie. Perché quello che poteva sembrare un ritmo compassato, studiato per lasciar empatizzare gli spettatori con i personaggi e il mondo di Brakebills e della magiam è ormai diventato un inaccettabile perdere tempo. Una trama orizzontale potenzialmente interessante esisterebbe anche, ma le si dedica così poco spazio che quasi ci si dimentica il motivo per cui i suddetti personaggi sono in scena.

The Magicians 1x07 1x08Ne è un esempio illuminante proprio il settimo episodio, The Mayakowsky circumstance, in cui Quentin e Alice, Peggy e Kady sono alle prese con un arrogante insegnante della succursale antartica della Brakebills. Nelle intenzioni degli autori magari questo soggiorno tra i ghiacci perenni avrebbe dovuto mostrare il costante aumento delle capacità magiche di Quentin, che non solo supera la difficile quanto inutile prova assegnata al solito gruppo (c’è davvero bisogno di un incantesimo per piantare un chiodo?), ma va oltre, imparando a controllare gli oggetti senza bisogno della voce, dimostrando di poter sentire la magia scorrere in lui. Ma era davvero necessario dedicare un intero episodio a questo upgrade delle capacità dell’impacciato primo della classe suo malgrado? No, perché l’impressione che si ha è che una recensione dell’episodio potrebbe ridursi ad un sommario e poco professionale “burbero e simpatico ubriacone toglie la voce ai quattro, così la smettono di frignare, e convince Alice e Quentin a fare sesso, così la finiscono di flirtare come due adolescenti e ci danno dentro come dovrebbero, ché ci siamo pure un po’ tutti rotti i cosiddetti di ‘ste scenette vorrei ma non so se posso e poi ciao e arrivederci alla prossima’, ché non ci viene in mente niente più da dire”. Non il massimo come commento, ma anche tremendamente prossimo alla realtà dei fatti. Perchè, dopotutto, null’altro di significativo accade a parte le pene d’amor perduto vissute a suo modo da un Penny lasciato da Kady, dopo la rivelazione ampiamente telefonata alla fine dell’episodio precedente. Troppo poco per poter strappare almeno la sufficienza, mentre la scena finale con gli occhi improvvisamente azzurri iridescenti di Mike appaiono come un furbesco amo lanciato per far abboccare lo spettatore che si stava chiedendo quando sarebbe finito l’ennesimo momento comedy inscenato dal duo Eliot – Margo.

The Magicians 1x07 1x08Farsi catturare da quell’amo significa essere nuovamente delusi accorgendosi che The strangled heart si muove inizialmente sullo stesso ripetitivo binario del suo precedente, tornando a proporci gli stucchevoli tira e molla di Alice, la quale non si capisce bene per quale motivo si pente di aver espresso in modo tanto inequivocabile i suoi sentimenti, e con Quentin che trasforma la sua impacciata timidezza in un ossessivo tampinare che lo fa assomigliare più ad un fastidioso stalker (Penny dixit) che ad un sincero innamorato. Né aiuta l’assenza forzata di Margo che priva la serie anche di qualche momento leggero che distrarrebbe dalla noia dei piccioncini indecisi o dalla love story nata ex abrupto tra un insolito Eliot e l’insicuro Mike (ma solo a me ricorda uno dei Backstreet Boys?). Invece, quando sembrava che un commento analogo al virgolettato di prima dovesse scriversi sulle pagine di questo sito, finalmente gli autori si ricordano che avevano una trama da portare avanti. E lo fanno anche bene. Perché l’assalto improvviso di Mike a Quentin con il proditorio intervento di Penny fa aumentare positivamente la tensione, costringendo i protagonisti a darsi da fare e smetterla di cincischiare in amoreggiamenti vari ed eventuali. Le potenzialità della serie vengono decisamente sfruttate, presentando un villain sanguinario come pochi altri, che non si accontenta di uccidere ma adora massacrare le sue vittime. Scene sicuramente forti come la testa staccata al coniglietto o la doccia di sangue dopo la morte di Eliza (che ricorda vagamente la morte di Oberyn in Game of Thrones) hanno poco a che fare con il canovaccio quasi teen che il resto della serie segue, iscrivendola nel registro di un fantasy più adulto e perciò più interessante. Sebbene non sia del tutto comprensibile il piano della Bestia, che da Fillory vuole invadere il resto del mondo, e troppo rapidamente sia liquidata la scoperta che Eliza era proprio Jane Westerling, la sua crudeltà e la sua potenza sono rese efficacemente e donano un gradevole tono dark (da cui viene contagiato lo stesso Eliot, il quale dimostra per la prima volta di avere insospettabili poteri), rafforzato dalle parole amare del decano che prefigurano un disastro ineluttabile invece che sciogliere i timori di Quentin e degli spettatori in un consolatorio discorso intriso di speranza che ci si sarebbe potuti attendere, data l’atmosfera solare che dominava in precedenza.

The Magicians 1x07 1x08Parallela alla storyline principale e quasi paritaria per importanza considerato il minutaggio dedicatole, la parte dedicata a Julia prosegue anch’essa con un ritmo, se possibile, ancora più lento. Per quanto possa essere innovativa la descrizione della passione per la magia come una malevola droga che può divorare ogni tua energia fino a distruggere ogni tuo rapporto con gli altri, non è tuttavia chiaro dove si voglia andare a parare. Soprattutto, le avventure di Julia sono farcite da troppi ”perché” che restano sospesi in attesa di risposte convincenti. Su tutti il ruolo di Marina. Presentata come una pericolosa minaccia, la più potente delle streghe di New York si limita ad apparire a caso e a mostrarsi cattiva quanto basta ma senza uno scopo preciso. Tanta fatica per recuperare i suoi ricordi da magici per poi farne cosa? Tanta violenza nel difendere i suoi segreti per arrivare a cosa? Possibile, inoltre, che del furto a nessuno importi in quel di Brakebills? Ed, infine, la magia non doveva essere un dono prezioso e raro? No, perché qui pare che ce l’abbiano tutti tra baristi di terz’ordine, streghe dilettanti con tanta voglia di imparare e psicologi in centri di riabilitazione. Insomma, la domanda fondamentale resta quella: a che serve tutta la storia di Julia?

The Magicians si conferma una serie con un buon potenziale che offre la possibilità di offrire un prodotto adulto e intrigante. Se solo gli autori se lo ricordassero un po’ più spesso!

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1.07 - The Mayakovsky circumstance / 1.08 - The strangled heart
  • Oh, finalmente… bip… ma a parte questo?
  • Oh, finalmente succede qualcosa di serio!
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