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The Magicians: Recensione dell’ episodio 1.03 – Consequences of Advanced Spellcasting

the magicians

Questo The Magicians continua ad essere una strana creatura. Non si può dire che sia qualitativamente eccelso, considerato che alcuni elementi della sceneggiatura potrebbero essere ben limati e che molti personaggi rimangono, anche in questo terzo episodio, un po’ stereotipati, ma ha una sua bizzarra complessità che lo rende per lo meno interessante. Ammesso che si riesca ad ignorare quella strana aura anni ’90 che lo pervade tutto: Alice sembra Alicia Silverstone catapultata da Batman direttamente ai giorni nostri.

the magiciansPrima di vederlo non sapevo che anche questo telefilm, come tutti quelli che ci hanno invaso in questi mesi, è tratto da una serie di romanzi urban fantasy piuttosto recenti di grande successo e considerati, a torto o a ragione, un Harry Potter per adulti. Ecco qui spiegato uno degli strani particolari del telefilm: la bizzarra età degli attori/personaggi. La storia al suo inizio prevede che i protagonisti abbiano finito il liceo, ma poi li segue fino all’età di 35 anni. Per i creatori del telefilm è quindi sembrato più giusto prendere degli attori che potessero passare vagamente per dei liceali, piuttosto che prendere degli sbarbatelli che non sarebbero mai stati, più tardi, degli adutli credibili. Giusta o sbagliata che sia, questa scelta aiuta anche il telefilm a smarcarsi dalla tendenza attuale di legare il fantasy ad un pubblico molto giovane e quindi a certe tematiche e semplificazioni adolescenziali di cui ne abbiamo, ormai, fin sopra ai capelli.

Anche la strana struttura della trama è da ricondursi ai libri. Per esempio il personaggio di Julia diventa centrale nella storia soltanto nel secondo libro, mentre qui lei e Quentin sembrano procedere su dei binari paralleli, senza per ora riuscire a farci capire se le due storie convergeranno presto o tardi o come lo faranno. L’incontro/scontro tra i due in questo episodio risulta insolito ed imprevedibile. Presentatici come i classici migliori amici necessari ad ogni storia, con lui sfigato e segretamente innamorato, quando finalmente si ritrovano non vanno per il sottile e se le cantano alla grande. Conoscendo poco i personaggi, è difficile capire se le accuse di Quentin sul carattere di Julia siano vere o false, se quello di lei sia solo un tentativo cocciuto di rivalsa o se lui si stia comportando come un simpatico stronzetto che, trovata la torta, ora vorrebbe mangiarla tutta da solo e ciao ciao gli altri.
the magiciansQuel che è vero è che la cocciutaggine di Julia (che quanto a simpatia non brilla) incomincia quasi a farmela piacere, mentre la nerdaggine impacciata e estrema di Quentin lo rende a tratti decisamente antipatico. Questo contrasto si inserisce perfettamente in una storia un po’ intricata, dove i tanti pezzi della scacchiera lottano per ottenere un po’ di attenzione senza riuscire ancora a delinearsi al meglio, vedi Penny, e a rendere del tutto chiaro il loro ruolo nella narrazione, vedi l’apparentemente svampita e bella Margo o ancora peggio l’evanescente Kady che in questo episodio ha ben poco da fare. Anche i professori, con le loro mezze parole e riferimenti a misteri e profezie, restano ancora un po’ grigi, ma siamo al terzo episodio e c’è tempo per costruire, svelare e approfondire. Speriamo, però, che ad un certo punto si riesca a fare chiarezza.

Rimangono sullo sfondo la bestia e le profezie, mentre ci buttiamo a capofitto nella ricerca della verità su Charlie. Credevo che il mistero sul fratello di Alice si sarebbe trascinato più a lungo e si sarebbe rivelato molto più complesso, invece delude un po’ scoprire che la sua scomparsa sia legata ad una storiella amorosa tra un professore e un’alunna e ad una magia andata storta. La sua storia aiuta a dare corpo all’idea che in questo mondo la magia vada trattata con molta cautela e non semplicemente come un’emozionante avventura e  l’apparizione psicopatica di Charlie  compensa un po’ la delusione. La scena è di effetto e ci ricorda che al timone c’è una veterana di Supernatural (Sara Gamble) che certe cose le sa fare bene. Ma sarà tutto qui o questo è solo l’inizio?

the magiciansInsomma, anche in questo episodio alcune cose mi sono piaciute parecchio, come il personaggio di Eliot che è quello che mi incuriosisce di più, e la ricerca del libro scomparso, resa piuttosto bene con il giusto equilibrio tra comicità e tensione. Altre invece rimangono un po’ pasticciate. Resta sempre molto piacevole la resa degli incantesimi, con degli effetti speciali più che decenti e i movimenti delle mani molto affascinanti che ho scoperto essere stati coreografati con cura ed estratti da una sorta di hip hop che si balla solo con mani e braccia. Ma sospendo ancora per un po’ un giudizio definitivo sull’insieme, riservandomi di guardare ancora un paio di episodi per vedere l’evolversi della storia e dei personaggi.

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1.03 – Consequences of Advanced Spellcasting
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