fbpx
Interviste

The Leftovers: Tom Perrotta e Damon Lindelof parlano della terza ed ultima stagione

Leftovers
HBO

In una lunga intervista rilasciata a Variety, i due creatori della serie The Leftovers, Tom Perrotta e Damon Lindelof, raccontano quali sono i retroscena della terza stagione della serie che andrà in onda il prossimo 17 aprile. Sarà il capitolo finale di una delle serie più intriganti degli ultimi anni.

Kevin Garvey (Justin Theroux), dopo essere tornato dal regno dei morti, è di nuovo capo della polizia. Mancano due settimane al settimo anniversario della scomparsa, e alcune persone pensano che l’evento possa ripetersi. La famiglia Garvey, ancora una volta, parte in cerca di risposte: questa volta in Australia. Il perché, lo scopriremo lunedì. I due produttori della serie assicurano che è il viaggio e non le risposte, a contare di più in questa serie:

Quali erano le sfide più grandi nel confezionare il capitolo finale dello show?

Lindelof: La più grande sfida è che un buon finale rivela la serie per quel che è. Cosa sta a cuore agli spettatori, e come poteva essere fatto un finale semplice? Penso che alcuni finali col tempo diventino sempre più grandi, e parlo per esperienza personale. Più grande un finale è, più cose ci sono dentro che possono essere lontane dall’idea fondamentale dello show. Noi, sostanzialmente, abbiamo tolto tutte quelle cose intorno alla trama principale e ci siamo chiesti: “Questa storia, cosa ha a che fare con quella da cui siamo partiti?” Siamo all’episodio 28, ora, come vogliamo sentirci quando tutto questo sarà finito? Chi ci deve essere nella scena finale? Cosa ci interessa davvero di quello che vediamo?

Come sapevi che otto episodi andassero bene per finirla qui?

Lindelof: Perché è quello che ci ha dato la HBO. Non siamo in una posizione forte, nei negoziati con il network. Non ha ratings molto alti e pensavamo che non avremmo ottenuto una terza stagione, e poi, grazie alla critica e agli spettatori la HBO ci ha chiesto se volessimo fare altri episodi, e noi abbiamo detto di si, ma a patto che fosse il capitolo finale. Questo perché ci sentiamo più vicini alla conclusione che all’inizio, e noi vogliamo mettere la parola fine.Leftovers

GUARDA ANCHE: il trailer dell’ultima stagione

Questa pressione che hai sui finali, è per via di Lost?

Lindelof: Si. Ma sono due cose diverse. So che il mio lavoro viene comparato a Lost perché li ho fatti entrambi io, ma Leftovers non ha nulla a vedere con il mio lavoro precedente.

C’erano delle domande a cui volevate rispondere nel capitolo finale? Avete dato la risposta?

Perrotta: Dovevamo decidere chi fossero i personaggi essenziali della serie, e quali domande essenziali essi portassero con loro. Questa è stata una bella sfida. Vedrete che, con l’andare avanti della stagione, ci sono personaggi che sono stati importanti per lo show, e le loro storie non sono state approfondite come altre. Abbiamo costruito un gran numero di storie e personaggi, ma non siamo stati capaci di seguirle tutte per bene.

LEGGI ANCHE: una nuova foto dal set con Justin Theroux e Carrie Coon

Ok, ma siete riusciti a dare una risposta alle domande cui volevate dare risposta?

Lindelof: Si, assolutamente. Credo non si possa prevedere la reazione del pubblico. Una delle cose che abbiamo imparato dalla prima stagione, era che si può fare una stagione soddisfacente per tutti anche se non si risolvono i misteri più grandi. Pur non rispondendo a tante domande, gli spettatori non si sono lamentati. Alla fine della seconda stagione, altre domande non hanno avuto risposta. E anche qui, agli spettatori è andato bene. Allora abbiamo capito che se agli spettatori sta bene fin dove siamo arrivati, tutto quello che faremo nella terza stagione è in più. Ma in ogni caso non credo che questo sia l’approccio migliore per la serie. The Leftovers non è uno show sui misteri e sulle risposte ai misteri. E se uno guarda lo show solo per avere le risposte…

No, io non lo faccio.

Lindelof: Le nove persone che ancora guardano The Leftovers sono come te allora.

Questo show parla alle persone in maniera diretta. Soprattutto quando si parla di perdite. C’è un sacco di lavoro straordinario di donne in questo show, come Ann Dowd e Carrie Coon.

Lindelof: Abbiamo anche donne straordinarie dietro le telecamere, eh. Metà dei nostri sceneggiatori è donna. La regista Mimi Leder è straordinaria. Bisogna lodarla tanto, perché è parte del cuore e dell’anima di questa serie, che non sarebbe stata la stessa senza di lei.

Comments
To Top