fbpx
Leftovers (The)

The Leftovers: sacrificarsi o sacrificare, il dilemma dell’episodio 3.04

The Leftovers 3x04
IMDb

L’ottimistico detto “l’unione fa la forza”. O il più rassegnato consolatorio “mal comune mezzo gaudio”. O ancora la formula rituale “nella buona e nella cattiva sorte finché morte non vi separi”. Frasi che hanno in comune la convinta speranza che ogni ostacolo per quanto alto potrà comunque essere saltato se ci si prova in due. Che persino ogni gioia abbia un gusto più inebriante se condivisa. Perché in ogni modo bisogna sfuggire alla condanna (evocata nei versi di Quasimodo) dell’essere “solo sul cuor della terra trafitto da un raggio di sole” prima che sia “subito sera”.

The Leftovers 3x04

United we stand, divided we fall

Prima che essere l’efficace claim di Captain America – Civil War, la frase qui riportata era apparsa per la prima volta in una canzone patriottica scritta da John Dickinson nel 1792 per celebrare la prossima unione del Kentucky agli allora nascenti Stati Uniti d’America. L’unione vista come antidoto alla sconfitta, come più efficace difesa contro ogni crollo. Ed è proprio questa la filosofia implicita che ha tenuto insieme Nora e Kevin fino a questo momento. Due anime sofferenti che si sono incontrate, riconoscendo nel dolore lacerante dell’altro una somiglianza più forte di ogni diversità. Leggendovi, soprattutto, una richiesta di aiuto che aspettava da troppo tempo di essere ascoltata.

Se Paolo e Francesca erano “colombe dal disio portate”, Nora e Kevin sono stati piuttosto poli opposti di una calamita spezzata che non potevano che attrarsi in modo ineludibile. Come gli esseri mitici separati dagli dei greci prima dell’inizio dei tempi, Nora e Kevin si sono cercati senza dirselo, trovando nell’altro quel complemento che serviva a fare di due solitudini in agonia una comunione di spiriti che volevano rinascere. Nora voleva sentirsi amata ed avere qualcuno su cui riversare quell’amore e quelle attenzioni che non poteva più dare e ricevere alla sua famiglia strappatale via dalla dipartita improvvisa. Abbandonato da Laurie senza un perché, lasciato solo da Tommy, osteggiato da Jill, tradito soprattutto da un se stesso incapace di accontentarsi di quel che aveva, Kevin era una fragile barca alla deriva tra mari in tempesta ed in Nora aveva trovato l’ancora alla cui saldezza affidarsi.

Ma in ogni unione possono esserci delle crepe e anche la diga più imponente può crollare rovinosamente, per il logorio costante di un flebile rivolo di acqua che costantemente erode la sua base. Ed è questo che è accaduto a Nora e Kevin. Perché aver perso Lily ha riaperto in Nora la ferita che non si era mai completamente sanata. Perché l’anniversario imminente di quell’evento che tutto ha cambiato ha caricato Kevin di responsabilità che sono diventate immense, quando Matt e John gli hanno adombrato la possibilità che il suo compito sia più grande di quello che chiunque potrebbe portare a termine.

LEGGI ANCHE: Musica Seriale: alla scoperta delle colonne sonore delle serie tv | The Leftovers

The Leftovers 3x04

La paura di essere ciò che si deve essere

Perché la domanda che l’episodio scorso aveva rimandato è ancora là in sospeso tra le pagine di quel libro che finora non aveva trovato il coraggio di bruciare. Kevin è davvero il nuovo messia che salverà il mondo dall’apocalisse della prossima dipartita? Soprattutto, che cosa ci si aspetta da lui? In fondo, anche lo stesso Gesù, in un momento di umanissima paura prima che la passione iniziasse, aveva rivolto al padre celeste la richiesta di allontanare da lui il calice amaro. Se solo fosse possibile. Ma Kevin non è il Figlio di Dio diventato Figlio dell’Uomo.

È soltanto un essere fragile su cui altri (Matt con quello che Kevin Sr. aveva definito il sequel della Bibbia, ma anche Nora con il suo silenzio carico di attesa e rimprovero) stanno caricando pesi, troppo grandi per chi si addossa ancora la colpa del fallimento della storia con Laura, della morte di Patti e della scomparsa di Evie. Eventi che hanno scavato solchi profondi nella sua anima tormentata e che finiscono per intrecciarsi, fondendosi in un unico crepaccio in cui Kevin precipita ogni giorno di più senza trovare appigli per frenare la caduta.

Fuggire lontano da tutto e tutti in una Australia ai confini del mondo era sembrata a Kevin l’ultima speranza per perdersi in una salvifica lontananza, ma neanche questo è servito a niente. Perché i fantasmi che lo tormentano non sono fuori di lui nel viso incolpevole di una bibliotecaria compassionevole, ma dentro di lui nei suoi occhi che proiettano su quella inconsapevole estranea il volto di quella Evie che è per lui solo la più recente delle colpe. E quindi neanche Nora può essere più un aiuto, perché il destino ignoto deve compiersi e non è un caso che Kevin Sr. e Grace arrivino proprio quando Kevin sta per andare via. Perché è tempo che il cammino finale inizi, ora che tutte le altre strade sono state lasciate alle proprie spalle. Quale che sia la meta ultima, quale che ne sia il senso, quale che sia il sacrificio finale che qualcuno dovrà inevitabilmente compiere.

LEGGI ANCHE: The Leftovers: Damon Lindelof parla della nuova sigla della terza stagione

The Leftovers 3x04

Una domanda che non può avere risposta

In marcia verso un dove che forse neanche esiste. Come è per Nora che ha viaggiato all’altro capo del mondo per tornare allo stesso punto di partenza. Alla ricerca di un modo per ricongiungersi di nuovo a quei figli persi anni prima in una inspiegabile dipartita, che ha causato una lacerante separazione a cui ora un altrettanto inspiegabile macchina promette di metter fine. Non è un caso che la frenetica Nora, sempre in moto, sempre di corsa, sempre in attività, sia l’unica a passare il test della clausura nella scatola buia con il cuore innaturalmente calmo. Perché in quella quiete del lasciarsi andare nelle mani di altri ha finalmente la possibilità di non pensare, di non dover agire, di poter aspettare che le cose accadano invece che doverle eternamente rincorrere.

Ma anche questa promessa si rivelerà una beffarda bugia e a condannarla sarà quella stessa domanda che il suicida dell’episodio scorso aveva posto a Kevin Sr prima di darsi fuoco. Si può uccidere un bambino innocente pur di guarire il mondo intero dal cancro? Il disperato suicida aveva risposto di no ed era stato condannato alla sua disperazione. Nora ha risposto di si, ma ha scoperto che anche questa risposta è sbagliata. Semplicemente perché è una domanda a cui non si può dare una risposta, perché ogni vita conta e tutte le vite non valgono una sola. Anche perché la risposta è irrimediabilmente personale. Il giubilo che accoglierebbe universalmente l’annuncio di una cura per il cancro sarebbe accompagnato dalla tragedia di chi di quel bambino sacrificato era la madre.

Può una gioia essere comprata con un dolore? Può la felicità che Nora avrebbe se davvero potesse ricongiungersi ai suoi cari dipartiti essere pagata con la tristezza che questo abbandono causerebbe a chi ora crede in lei? Torna il tema del sacrificio. Come Abramo avrebbe sacrificato Isacco per obbedire al suo dio, così Nora avrebbe sacrificato Kevin per riavere i propri figli. Ma alla fine è Nora a restare sola, con la mesta consapevolezza di non aver ottenuto nulla più che altre lacrime. Che forse non saranno mai asciugate se il flash forward visto nella première è davvero il seguito ultimo del finale di questo episodio.

G’Day Melbourne è il nome del programma che la tv in camera trasmette. Ma è tutto tranne che un buongiorno quello che ha accolto Kevin e Nora a Melbourne.

Per restare sempre aggiornati su The Leftovers con foto, news, interviste e curiosità, vi consigliamo di passare per The Leftovers Italia e ricordatevi di mettere like alla nostra pagina Facebook per tutte le novità su tv e cinema.

3.04 - G'Day Melbourne
  • Sacrifici che dividono
Sending
User Review
5 (5 votes)
Comments
To Top