fbpx
Leftovers (The)

The Leftovers: la verità di Kevin Garvey sr. sulle Vie dei Canti | Recensione dell’episodio 3.03

leftovers
Photo by Ben King - © 2017 - HBO

The Leftovers è uno scrigno di citazioni, rimandi, richiami letterari e cinematografici. Non è, in poche parole, una serie che lascia il tempo che trova, che a fine visione ti abbandona e si lascia facilmente dimenticare. Se da un lato questa “ricchezza” rende la visione più che appagante, dall’altra può diventare difficile tenere in ordine una matassa di idee, trame e sottotrame, che ad un certo punto (e quel punto è prossimo alla fine della serie) ci si chiede come e se Tom Perrotta e Damon Lindelof riusciranno a dare una degna chiusura alla loro storia.

LA GRANDE TRIBOLAZIONE

Tra i tanti riferimenti che possiamo rintracciare in The Leftovers, il più importante e utile per comprendere appieno gli avvenimenti (e magari sapere anche cosa potrebbe accadere successivamente) è quello ai testi sacri cristiani. Sono in particolare il Vangelo di Matteo e l’Apocalisse di San Giovanni a guidarci schematicamente tra ciò che è accaduto dal quel 14 ottobre e quello che presumibilmente avverrà ora. Sette (numero sacro che indica completezza) sono infatti gli anni che intercorrono tra il Rapimento della Chiesa e quel giorno in cui dovrebbe compiersi il giudizio di Dio (Armageddon) e che dovrebbe coincidere con la seconda venuta del Cristo. Un lungo periodo in cui il mondo dovrà affrontare guerre sanguinose, terremoti, carestie e altri eventi naturali catastrofici e mettersi così alla prova la sua fede, visto anche il proliferare di falsi profeti.

Senza addentrarci troppo in territori per cui è necessaria una certa preparazione (in merito soprattutto alle varie interpretazioni che le correnti all’interno del cristianesimo hanno dato a queste parole) è evidente come Perrotta e Lindelof, esaurito il materiale del libro del primo, abbia attinto a piene mani nelle Sacre Scritture. Un modus operandi noto ai fan di Lost, di cui Lindelof è co-creatore insieme a JJ Abrams e Jeffrey Lieber.

leftovers

Photo by Ben King – © 2017 – HBO

LEGGI ANCHE: 5 motivi per cui The Leftovers è il nuovo Lost

WALKABOUT E LE VIE DEI CANTI

Ma, come era accaduto anche nella serie della ABC, all’interno del racconto vivono diverse anime spirituali, come i culti aborigeni australiani. 

Dopo il primo episodio dedicato a Kevin e il secondo a Nora, Crazy Whitefella Thinking si concentra su Kevin Garvey senior e sul suo viaggio di tribolazione nell’arido e desolato outback. È lui stesso a raccontare a noi spettatori, durante l’incontro con Christopher Sunday, delle voci comparse 5 minuti dopo la Dipartita e della perdita di senso che la sua vita ha avuto da quel momento in poi, fin quando non ha deciso di accettarle e anzi seguirle. Un lungo viaggio verso l’Australia, un incontro casuale con un hippy che gli chiede se vuole parlare con Dio e che lo porta invece a svegliarsi sotto acido in un hotel (lo stesso hotel in cui si è ritrovato il figlio in International Assassin?) a Perth. E poi la profezia di un pulcino (unico sopravvissuto in una piccola città di 14 anime) chiamato Tony, che gli indica la nuova strada che deve percorrere. Si può dare credito ad un crazy whitefella, la cui determinazione è proporzionale all’insensatezza del suo racconto? 

A rischio di diventare ripetitivi, è bene sempre ricordare che The Leftovers è un atto di fede ed è quindi insensato porsi certe domande. Non ci resta quindi che mettere da parte la razionalità (come potrebbe poi essere razionale la risposta umana alla fine del mondo?) e seguire Kevin sr., mentre percorre la sua Via dei Canti e mette insieme i pezzi di un memorabile canto che crede possa fermare il diluvio che porterà all’estinzione della razza umana. Siamo con lui mentre si trascina nel deserto e viene messo alla prova per poi finire esanime sotto una croce, simbolo che universalmente rappresenta il sacrificio estremo.

Anche qui le somiglianze con la sopracitata serie che ha decretato il successo (e non poche delusioni) di Lindelof sono facilmente rintracciabili. La lunga sequenza sonora di Kevin Sr. riporta alla mente Desmond Hume e la sequenza 4 8 15 16 23 42, che lo stesso doveva digitare ogni 108 minuti affinché il mondo fosse salvo. Il suo tormentato cammino somiglia molto a quel walkabout a cui John Locke non ha mai potuto partecipare. E infine quell’uomo che gli chiede, appena prima di darsi fuoco, se ucciderebbe un bambino se questo significasse curare un cancro: un medico tormentato vestito con un completo nero, vi ricorda qualcuno?

leftovers

© 2017 – HBO

LEGGI ANCHE: Kevin è davvero il Messia? Ecco cosa ne pensa Justin Theroux

YOU’RE MY PERSONAL JESUS

Crazy Whitefella Thinking si apre con la versione di Richard Cheese di Personal Jesus. Come annunciato da Lindelof, ogni episodio di questa stagione sarebbe stato dedicato ad un personaggio e ogni sigla sarebbe servita come apertura.

Le note dello storico brano dei Depeche Mode suonano allora come l’introduzione perfetta alla storyline di Kevin. Investitosi del potere di salvare il mondo, il vecchio poliziotto deve scontrarsi con l’incapacità di Matt di non aver compreso che non è del figlio la storia da conoscere, che Kevin jr. non è che un Isacco e lui è Abramo, pronto a sacrificare il figlio come Dio sacrificò il suo. Un figlio al cui amore però Kevin sr. non riesce a rinunciare, portandosi dietro quel piccolo pezzo di passato sotto forma di vecchio nastro. 

E l’amore per i propri figli è al centro della commovente e straziante scena finale, in cui il nostro protagonista incontra Grace, la donna che si è presa cura di lui quando credeva di essere giunto al capolinea. La riconosciamo subito, è una dei quattro Cavalieri dell’Apocalisse che nel precedente episodio hanno ucciso un altro Kevin, credendolo in grado di oltrepassare il confine della morte e permetterle di parlare con i suoi figli. La storia di Grace ci porta a vedere da un’altra angolatura la disperazione e l’incapacità di processare un evento come la Dipartita, ma ci permette soprattutto di scoprire che quelle “particolari qualità” Garvey jr. possiede le ha ereditate dal padre. Come spiegarsi altrimenti quei giovani, fisicamente del tutto simili ad una versione cresciuta dei figli deceduti di Grace, intenti a costruire un’arca che permetta loro di salvarsi dal Diluvio?

Mimi Leder firma la regia di uno degli episodi di The Leftovers più intensi, in cui parte di quel gomitolo aggrovigliato trova a suo modo un capo e una coda. Tra canti rituali, cieli carichi di pioggia e un’ostinata fiducia nella possibilità di toccare con mano la fede. Quella fede che può essere l’unica valida risposta ad una domanda più grande di noi.

Per restare sempre aggiornati su The Leftovers con foto, news, interviste e curiosità, vi consigliamo di passare per The Leftovers Italia e ricordatevi di mettere like alla nostra pagina Facebook per tutte le novità su tv e cinema.

3.03 - Crazy Whitefella Thinking
  • Reach out and touch faith
Sending
User Review
4.5 (2 votes)
Comments
To Top