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Leftovers (The)

The Leftovers: Recensione dell’episodio 2.06 – Lens

In tutto c’è un margine di miglioramento. Gli atleti si impegnano per battere il proprio miglior tempo, le ballerine per aumentare sempre di più il numero delle piroette, i piloti per togliere centesimi di secondo al giro di pista precedente. The Leftovers, invece, incrementa il proprio margine di miglioramento di puntata in puntata, sforzandosi di superare – e riuscendoci in pieno, anche – il livello raggiunto dall’episodio precedente. Se la scorsa settimana avevamo visto il trionfo di Ecclestone e il percorso che l’aveva portato ad abbandonare quel porto (relativamente) sicuro che è Jarden, stavolta sono due donne a rubare interamente la scena dell’episodio: Nora e Erika. Due donne tanto diverse quanto simili, con delle esperienze di vita che le hanno portate a pochi metri di distanza mentre la loro mentalità ed il loro approccio alla vita non potrebbe essere più diverso.

leftovers_206_3Nora ha perso la sua famiglia ed ha dovuto fare i conti con questa realtà per tanto, troppo tempo. L’episodio Guest ci aveva mostrato proprio il modo in cui la donna aveva tentato, fallendo e poi riprovandoci fino a riuscirci, di superare la dipartita della sua famiglia. Con la presunta dipartita di Evie, invece,  una realtà con cui non pensava più di dover fare i conti torna a tormentarla, per giunta nel peggiore dei modi. Quante volte ci siamo sentiti colpevoli, responsabili di qualcosa che era successo ad uno dei nostri cari? Che fosse stata una caduta dalla bicicletta, un semplice livido, una svista, quante volte abbiamo pensato di dover chiedere scusa anche se probabilmente la colpa non era neppure nostra? Nora si trova davanti alla porta di casa uno scienziato che non solo l’accusa di essere responsabile della dipartita della sua famiglia ma persino della dipartita della stessa Evie, come se Nora Durst non fosse altro che una calamità per disgrazie. Se la paura più grande di Nora, fino  ad ora, era di ritrovarsi di nuovo davanti i fantasmi del suo passato e veder scomparire qualcuno di quelli che ama, una paura molto più grande subentra al posto della precedente: la paura di essere responsabile, in qualche modo, di ciò che è successo.

Ma è pur sempre di Nora che siamo parlando. Parliamo di un personaggio forte, concreto, determinato, scritto tanto bene da intimidirci con la sua sicurezza e decisione. Una decisione che non la rende meno diffidente, tuttavia, verso la possibilità che qualcosa di vero, di autentico, dopotutto, ci sia in quella ricerca scientifica. Ecco allora che la determinazione inizia a diventare ossessione e porta la donna a rubare il nuovo questionario per i dipartiti. Una parte di me sperava che il questionario fosse un modo di mettere a tacere i suoi dubbi e mai mi sarei invece aspettata che sarebbe stato il mezzo per confrontare direttamente Nora e Erika. Invece le due donne si ritrovano sedute l’una di fronte all’altra, ciascuna con più debolezze in vista di quante una persona dovrebbe essere in grado di mostrare, una vulnerabilità che colpisce lo spettatore nello stomaco e lo lascia ipnotizzato ad ascoltare i dialoghi che si susseguono, le parole che si rincorrono, le verità che si rivelano, loro malgrado.

leftovers_206_4Verità che riportano Nora con i piedi per terra e che mettono a fuoco un nuovo personaggio. Un personaggio che avevamo tralasciato, un personaggio che emerge per davvero solo in questo episodio. Perché pensavamo di conoscere Erika Murphy ma ciò che conoscevamo era solo un’infermiera, una madre, una moglie. Ciò che invece non sapevamo era che si trattava anche di una donna forte, una donna in grado di alzarsi in piedi e lottare per le proprie convinzioni. Sua figlia è scomparsa e, malgrado abbia difficoltà ad ammetterlo, è costretta a fare i conti con questa scomoda realtà: non ci sono miracoli a Miracle. Erika inizialmente si distanzia dalle madri delle due ragazze scomparse con Evie, come ultima barriera e difesa dall’imminente contraccolpo con la realtà, ma è alla raccolta di beneficenza che si scontra con la verità, nuda e cruda. Quando impedisce ad un pazzoide di uccidere l’ennesima capra, quando grida contro la sua comunità e i suoi concittadini, quello che Erika sta facendo è prendere una posizione. Una posizione contro l’ipocrisia delle falsità e della facciata di una comunità che non ha nulla di perfetto se non, probabilmente, una fortuita serie di circostanze.

Erika parla di sua nonna, di come lei credesse nei miracoli e spiega finalmente la storia degli uccellini (mi stavo scervellando!). Spiega di come volesse scappare, lasciarsi alle spalle John e la sua apparentemente perfetta famiglia. Spiega quello che ha sopportato, spiega le motivazioni di una scelta che non aveva necessariamente bisogno di perché. Ma sono le ultime due frasi a sottolineare e marcare l’interpretazione di Regina King. Sono le due frasi, leftovers_206_5taglienti come lame, che fanno piangere Nora, e la pietra scaraventata contro casa sua – la stessa che Nora aveva lanciato contro la sua di finestra, a inizio episodio – è il sigillo che certifica, senza ombra di dubbio, la stoffa di cui è fatta questa donna.

Come se le emozioni scatenate da Nora e da Erika non fossero abbastanza, ci mettono del loro anche i Garveys, rispettivamente Lorie da una parte e Kevin dall’altra. Laurie chiama Nora per via di Tommy, scomparso qualche tempo fa, come sappiamo spedito in qualche buco introvabile da Meg. La caratteristica degli episodi di Leftovers è che non ti fanno pensare ad altro, lasciandoti immergere nella storia fino ad un punto tale da farti dimenticare qualsiasi altra cosa. Ci dispiace per Tommy, moltissimo, ma nessuno aveva pensato a lui fino a quando Laurie non ha chiamato; e non perché non ci importasse ma, semplicemente, perché il livello di coinvolgimento della trama di Miracle era tale da rendere impensabile distogliere l’attenzione anche solo per un secondo!

Per non parlare della confessione di Kevin. Ci domandavamo dall’inizio della stagione se mai avrebbe trovato il coraggio di confessare a qualcuno di essere in grado di vedere Patti. La confessione che fa a Nora non potrebbe arrivare nel momento più sbagliato e non sfugge la duplice valenza delle sue parole: I’ve been seeing somebody. Si, leftovers_206_2perché non ha solo ‘visto’ Patti ma lo stesso nascondere la sua ‘esistenza’ a Nora era come un tradimento, come un’amante scomoda dietro la tenda, pronta a rovinare qualsiasi momento felice. Kevin ha confessato, adesso non resta che vedere cosa comporteranno le sue parole per il rapporto che ha instaurato con Nora: sarà il momento di stallo che metterà in crisi il loro rapporto o sarà proprio Nora ad aiutarlo a superare questa fase?

Un episodio che lancia definitivamente la seconda stagione nello spazio, lasciando che si allinei con le costellazioni ed entri così nel firmamento. Una regia straordinaria, una scrittura egregia e una recitazione divina  tanto per Carrie Coon che per la King che da sole reggono l’episodio sulle proprie spalle. Un climax ascendente che continua a curvare verso l’alto, quello di The Leftovers, e che fa guadagnare all’episodio cinque meritatissime stelle.

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2.06 - Lens
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