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Leftovers (The)

The Leftovers: Recensione dell’episodio 2.03- Off Ramp

L’anno scorso, con la sua prima stagione, The Leftovers era stata sicuramente una delle serie che aveva fatto più discutere, perché non c’erano mezzi termini. La nuova serie targata Damon Lindelof o la si odia o la si ama. É una serie complessa, che mette a nudo l’anima degli uomini ed i suoi bisogni attraverso storie inverosimili, chiedendo allo spettatore di osservare il tutto con occhi diversi da quelli che si concedono ad altre serie.

Personalmente avevo il timore che la serie potesse poi non avere più argomentazioni e diventare ripetitiva, raccontando storie già viste, e fermarsi ad un punto di stasi dal quale non avrebbe saputo ripartire per andare avanti, piuttosto che indietreggiare. Al momento sembra, peró, che le mie paure fossero del tutto infondate. Gli autori sono stati in grado non soltanto di andare avanti nelle storie che avevamo lasciato nella stagione precedente, ma anche di introdurre, con successo, nuove ambientazioni e nuovi personaggi.

Ma nonostante i primi due episodi di questa stagione avessero eccellentemente introdotto Jarden/Miracle, la nuova vita dei Garvey (Kevin, Nora, Jill e la piccola Lily), restava la curiositá di capire cosa fosse successo a Mapleton dopo l’incendio, o quantomeno la curiosità di entrare nella vita di alcuni dei personaggi che avevamo conosciuto nella prima stagione e con i quali non avevamo avuto una chiusura. Gli autori mi hanno subito accontentata.

Off Ramp si concentra, infatti, su i due membri mancanti della famiglia Garvey, Laurie e Tommy che ritroviamo in circostanze diversellunnamedjpg-996a65_1280w da quelle in cui li avevamo lasciati,  almeno in parte. Laurie non è più parte dei Guity Remnant, ma li combatte cercando di tirare fuori dalla setta, perché sostanzialmente è di questo che si tratta, quante più persone possibili, e Tommy non è altro che il suo agente sul campo, sotto copertura. Il senso di colpa che Laurie prova per aver messo in pericolo la vita di sua figlia, però, non le permette di essere completamente lucida nella sua missione, perché non le permette di ricordare le ragioni che avevano portato lei e gli altri ad aggregarsi ai Guilty Remnant: la necessità di sentirsi parte di qualcosa, la necessità di non essere soli nel dolore, o quantomeno di non sentirsi soli nel dolore é una spinta forte, che spinge spesso gli uomini a fare scelte che agli occhi di chi sta fuori possono sembrare insensate, come decidere di ammutolirsi, vestirsi di bianco e fumare come turchi, o peggio.

Laurie questo lo sa, e cerca di fare in modo che le persone si rendano conto di non essere soli, il problema però è che non è abbastanza forte, non è abbastanza stabile da poter dar forza e stabilità e sostegno a coloro che le chiedono aiuto. Una persona, che combatte con i suoi demoni, fa fatica a combattere contro una struttura solida come i Guilty Remnant. Non basta buttarli sotto con l’auto uno ad uno, bisogna da loro un alternativa altrettanto forte e chi meglio del Santo Wayne può rappresentare un alternativa?

TheLeftoversep3Il Santo Wayne non c’è più, ma c’e Tommy, che, come pare evidente, è in uno stato migliore di sua madre, è più forte, ed ha capito ciò che attrae le persone ai Guilty Remnant, la fede. I Guilty Remnant danno l’impressione di sapere qualcosa, di saperne di più. Credono fermamente in quello che fanno, non c’è esitazione e questo alle persone deboli dà una sensazione di sicurezza, una sicurezza che Laurie non può dare, perché lei stessa non può garantire di essere completamente fuori da quelle che sono le dinamiche del gruppo di cui faceva parte, come dimostra il suo crollo nello studio dell’editore.

Tommy non ha mai smesso di credere a ciò che predicava il Santo Wayne e non ha mai smesso di credere nei suoi poteri, ma è realmente convinto di averli ereditati? Questo ancora non possiamo saperlo, ma sappiamo che sembrava esserlo agli occhi degli altri. Ha mostrato la forza di un leader, quella sicurezza alla quale potersi aggrappare. Certo, in questo modo la missione che Laurie aveva iniziato con buoni propositi, non è altro che la creazione di una setta alternativa alla setta, il che non la aiuterà a riconquistare la fiducia di Jill.

Una standing ovation va sicuramente a Amy Brenneman e Chris Zylka. La prima è una sicurezza e aveva dimostrato il suo valore già nella scorsa stagione, senza nemmeno avere la possibilità di parlare, mentre quest’anno possiamo vederla in un’altra veste e non ne siamo certamente delusi. Zylka non aveva avuto abbastanza spazio per brillare in precedenza, ma gli è bastato un episodio per dimostrare quale sia, realmente, il suo potenziale. Avremo sicuramente altre occasioni per vederli in azione e per vedere  che ne sarà dei loro personaggi. E che ne sarà di Meg, la cui breve apparizione è stata abbastanza drammatica da volerne sapere di più. Poi mi chiedo..  ha usato protezioni? 🙂

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2.03- Off Ramp
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