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The Leftovers: Recensione dell’episodio 2.02 – A Matter of Geography

Leftovers

The Leftovers, dopo la prima puntata assolutamente fuori da ogni schema che ha lasciato lo spettatore spiazzato in positivo, torna per presentarci un secondo episodio che rientra molto più in una trama a schema classico e semplice. Se, infatti, la prima settimana ci sono state fatte vedere situazioni di personaggi fino a quel momento a noi sconosciuti, per arrivare a mostrarci solo nei minuti finali la famiglia Garvey in arrivo a Miracle senza sapere cosa li avese spinti fin lì e quale percorso di vita avessero fatto per giungere in questa cittadina, questa puntata vuole proprio rispondere a questi ultimi quesiti, dando risposte concrete agli spettatori.

LeftoversCi si può chiedere se ne sentivamo davvero il bisogno, nel senso che così facendo l’episodio assume tratti didascalici volti a farci vedere cosa è accaduto nella vita dei Garvey dal momento in cui Nora trova la bambina sotto il portico di casa fino al giorno in cui arrivano a Miracle sotto lo sguardo della famiglia Murphy. In effetti il tutto non è altro che il racconto molto semplice e lineare del loro vissuto, la storia in versione drama dei protagonisti come tante altre viste e riviste in televisione, con certamente qualche elemento particolare a cui ci aveva abituati la prima stagione, ma, guardando la storia nel suo complesso, sembra quasi di vedere un’altra serie tv e non il Leftovers che è stato fino al precedente episodio: forte, emotivamente duro e sconvolgente.

Insomma, puntata troppo esplicativa per gli standard della serie che in passato ha lasciato all’interpretazione dello spettatore e alla sua capacità cognitiva questioni molto più pregnanti di questo “cosa potrebbe essere successo prima”. Perché in fin dei conti non è tanto importante il come i Garvey siano arrivati fin lì (cosa che potrebbe essere avvenuta in vari modi diversi ma che, sapendo la proprietà particolare di Miracle, si sa perché chiunque vorrebbe vivere lì), ma cosa capiterà da qui in avanti, in un luogo che è molto meno sicuro di quello che tutti pensano. Al di là di tutto ciò, però, un episodio del genere ci può stare per soddisfare la curiosità di alcuni, ma soprattutto perché ci viene mostrato meglio cosa è Miracle, “la città-museo” che tutti vogliono visitare (per la felicità di chi ci guadagna dei soldi) e dove tutti vorrebbero vivere, ma dove si incontrano serie difficoltà per riuscirci tanto che molte persone si accampano fuori dalle sue recinzioni mentre altre tentano imbrogli e dove ci sono regole molto rigide.

LeftoversLa puntata è inoltre importante perché ci viene data una risposta sui dipartiti: alcuni studi pensano che sia tutta una “Metter of Geography” e che quindi le persone siano svanite se si trovavano in un punto particolare. Questi studiosi affermano che l’evento della dipartita potrebbe benissimo ripresentarsi ed è per questo che Nora è molto convinta di vivere a Miracle dove si sente al sicuro. Questo volere è la causa di piccoli screzi con Kevin, che però si risolvono subito perché in fin dei conti loro due con la bambina e Jill hanno raggiunto un certo equilibrio che li porta ad essere felici di ciò che hanno. Le confessioni iniziali dicono tutto ed è molto bello vedere quest’unità familiare e l’intesa nata tra Nora e Jill, oltre ai migliori rapporti tra quest’ultima e il padre.

Ci viene raccontata la loro vita prima di Miracle, come abbiano adottato la bambina e come Kevin abbia scampato la galera dopo la confessione riguardo il suicidio di Patti (parte un po’ straniante, ma da una agente con una benda sull’occhio non ci si poteva aspettare altro) e credo che tutto ciò sia utile per chiudere una cerchio, per permettere ai Garvey di chiudere la storia di Mapleton prima di iniziare quella di Miracle. Ma altri elementi veramente fondamentali dell’episodio oltre ai già citati sono il discorso di Jill con suo fratello Tom e lo “spettro” di Laurie nel loro breve incontro; il padre di Kevin in partenza per l’Australia e dimesso dall’ospedale psichiatrico, ma non certamente perché non sente più le voci: è rinsavito perché ha iniziato a dar loro ascolto. Messaggio subliminale rivolto a Kevin che vede Patti, ma cerca di ignorarla in tutti i modi possibili (mette spesso le cuffie per ascoltare la musica anche quando è solo con Lily: bello l’inizio quando sembra non voler sentire il pianto della bambina che fa credere che le cose tra lui e Nora non funzionino, invece lo fa solo per non sentire Patti e tutti loro si vogliono molto bene). Ultima cosa importante in ordine temporale e forse la più interessante per quanto riguarda la parte fantascientifica della serie, è Kevin che alla fine si risveglia nel fiume in cui sono sparite le tre ragazze con un peso attaccato al piede che fa subito pensare ad un tentativo di suicidio con vicino una Patti a cui volente o nolente dovrà cominciare a dare ascolto.

LeftoversQuindi un episodio con vari elementi su cui riflettere e da tenere presente e con momenti sentimentali che coinvolgono lo spettatore, ma che nel suo complesso cala tutto ciò in un episodio un po’ anomalo per The Leftovers che la scorsa stagione ci aveva abituato a puntate sempre sopra l’ordinario. Ma, come detto, credo che questa puntata sia stata utile come presentazione del nuovo assetto e della nuova ambientazione, ma da questo momento in avanti, considerando anche l’ultima scena, credo che le cose torneranno ad essere quelle che erano.

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2.02 - A Matter of Geography
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