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Leftovers (The)

The Leftovers: Recensione dell’episodio 1.10- The Prodigal Son Returns

Durante il corso di questa stagione The Leftovers è stata capace di collezionare elogi e critiche così agli antipodi come raramente ne ho visti nei miei pochi anni di esperienza da telefilm addict. Ma guardando la serie non poteva essere altrimenti.

Non c’è nulla e non c’è mai stato nulla nella storia della televisione che possa anche lontanamente essere paragonato a The Leftovers. E’ una serie che non può essere guardata con gli stessi occhi con cui ci si affaccia a qualsiasi altra serie, non si può chiedere coerenza nella trama e non si possono chiedere risposte. E questa è una cosa che ho imparato a mie spese. Una trama coerente e sensata è sempre stata fondamentale per me affinché potessi amare una serie (fattaepisode-10-1024 eccezione per alcuni casi eccezionali) e durante il corso di questa stagione mi sono chiesta più di una volta cosa mi portasse ad andare avanti episodio dopo episodio quando tutto ciò che mi ritrovavo davanti per me non aveva alcun senso. Poi ho realizzato che la grandezza di The Leftovers, almeno ai miei occhi, sta nel fatto che non ci si ritrova davanti ad una semplice serie televisiva. The Leftovers è un percorso spirituale, mistico, che lo spettatore intraprende al fianco di personaggi costruiti in modo magistrale dagli autori e dagli attori.

Di fronte ad un avvenimenti a cui né la scienza e né la religione sanno dare una risposta, in cosa crediamo? In cosa credono coloro che restano e devono fare i conti con la perdita ed il vuoto che la mancanza di una spiegazione porta con sé. Non sapere è forse la cosa peggiore che possa capitare all’uomo. Non sapere in cosa credere e non soltanto da un punto di vista religioso, perché anche chi non crede in Dio, crede in qualcosa: crede nell’uomo e nel suo intelletto, crede nella scienza. Ma quando anche le risposte certe non ci sono più, cosa ne è del nostro spirito?

The Leftovers porta lo spettatore attraverso il percorso spirituale di ognuno dei suoi personaggi, che cercano di riempire, ognuno a suo modo, il vuoto lasciato non solo dalle persone care disperse, ma anche da quelle risposte e da quelle spiegazioni di cui l’uomo ha bisogno per stare in piedi.

Il season finale, “The Prodigal Son Returns” (Il ritorno del figliol prodigo), non le dà queste risposte, perché probabilmente la risposta unica è non cercare risposte. 772225_tl110s2_062314_ps33687-e1410181876330Potrebbe sembrare deludente che nel finale di stagione di una serie non ci sia niente di ‘apparentemente’ concludente, che non si diano delle spiegazioni valide ai ‘misteri’ che si sono susseguiti in questi dieci episodi: cos’è successo il 14 Ottobre? Perché queste persone sono sparite o sono state prese in qualche modo? Wayne era solo un impostore o riusciva davvero a compiere dei miracoli?

Ma è davvero necessario trovare delle risposte a queste domande? Sia per lo spettatore che per i personaggi stessi. E’ davvero necessario impazzire pur di riuscire a darsi delle risposte? No. Perché proprio nel momento in cui si è toccato il fondo, proprio nel momento in cui tutto esplode e tutto brucia si ritrova la speranza.

Il titolo dell’episodio, “The Prodigal Son Returns”, “Il ritorno del figliol prodigo” non poteva essere più giusto e pertinente e per quanto il riferimento più ovvio potesse essere Tommy, non ci si può soffermare, anche perché in The Leftovers non c’è niente di ovvio. Kevin è il figliol prodigo. Dopo anni trascorsi a chiedersi il perché della scomparsa, arriva alla conclusione che solo i buoni sono stati portati via e che quelli che sono rimasti, in realtà sono i cattivi, conscio del fatto di aver tradito la moglie proprio in quel fatidico 14 Ottobre e questa cosa gli sta risucchiando l’anima e offuscando la mente. E’ stato proprio il suo personaggio a coinvolgermi maggiormente: non ha perso nessuno il 14 Ottobre ma è stato proprio da quel momento che ha iniziato a ‘perdere’ la sua famiglia. E’ un uomo distrutto, ma deve mantenere la sua forza di fronte agli altri perché il suo lavoro lo richiede, la città gli chiede di essere forte, sua figlia ha bisogno che lui sia forte, ma lui in realtà è crollato in mille pezzi. Sono proprio le sue scene, soprattutto quelle con Matt a rendere questo episodio straordinario a mio parere. Quando sono nella foresta a seppellire il corpo di Patty, Kevin si ritrova davanti dei versi della Bibbia che lo fanno crollare e il momento in cui si ripulisce dal sangue è sembrato quasi come un battesimo, ripulirsi dai peccati. jpeg

Ci sono tante cose però che forse andrebbero commentate, ma che non riesco a spiegarmi, come il sogno o l’incontro con Wayne, ma credo di non averne bisogno perché alla fine Kevin ritrova la sua speranza, la speranza di riavere una famiglia dopo aver salvato la figlia dalle fiamme e dopo aver rivisto sua moglie per un istante, quando ha messo da parte i Colpevoli Sopravvissuti, e ha urlato il nome di Jill.

Anche Laurie è il figliol prodigo, perché per quanto non si conosca il suo destino, sembra molto lontana dalla donna che ha mantenuto il silenzio anche quando le è stata data l’opportunità di parlare, perché la sua famiglia è più importante di qualsiasi principio.

Il cane è il figliol prodigo. Dopo la scomparsa dei loro padroni, i cani si sono imbestialiti, generando terrore. Torneranno mai ad essere i cani di un tempo o sono delle cause perse? I cani sono l’emblema dell’intera società, che dopo la scomparsa ha perso qualsiasi spirito morale e qualsiasi credenza, trasformandosi in un surrogato di ciò che era stata un tempo. Ed è proprio quando il cane che Kevin aveva cercato di riabilitare si avvicina, docile, che si percepisce un messaggio di speranza, arricchito dalla presenza di Nora fuori la porta con un bambino (figlio di Wayne e Christine) in braccio, che gli dice “Guarda cosa ho trovato!”.

Perché anche Nora ha trovato la sua speranza, proprio quando era pronta a mollare, facendo cosa non si sa, ha trovato ‘qualcuno da amare’

“The Prodigal Son Returns” è stato un finale di stagione degno di una serie straordinaria dall’inizio alla fine, che mi ha più di una volta lasciata perplessa ed estremamente confusa, che ha mancato di coerenza o di logica il più delle volte, ma che è riuscita a catturare la mia mente ed il mio spirito, tenendomi incollata allo schermo, incapace di allontanarmi. Il più delle volte non riuscivo a capire cosa avevo di fronte, e ancora adesso non riesco ad avere una visione chiara su questa serie (e mi scuso se dovesse venir fuori nella recensione), so solo che è riuscita ad attrarmi come poche volte mi è capitato.

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