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The Leftovers: Recensione dell’episodio 1.03 – Two Boats and a Helicopter

 Il terzo episodio di The Leftovers è, come si sul dire, Christopher Eccleston-centrico.

The Leftovers-103-1Matt Jamison, il reverendo della comunità di Mapleton è talmente al centro assoluto di questi 50 minuti che quello che abbiamo imparato a considerare il protagonista della serie, Kevin Garvey, ha solo un’apparizione fugace. Giusto il tempo di raccogliere la deposizione di Matt a seguito di un’aggressione, poi c’è solo il reverendo!
Quello che è certo, dopo questi tre episodi è che The Leftovers non è una serie indirizzata a tutti, o meglio, è sbagliato considerarla la serie evento dell’estate, com’è stata presentata, perché questo comporta un certo grado di mainstream del prodotto che The Leftovers, a mio avviso non ha.
La firma di Damon Lindelof potrebbe aver confuso e deluso qualcuno che davanti a questa nuova serie si aspettava misteri da svelare, ritmo e intrighi. O a chi, leggendo HBO, in basso a destra si aspettava una cura maniacale nella regia.
No, perché The leftovers è prima di una serie un libro di narrativa, non un thriller o un giallo, Tom Perrotta è uno scrittore elegante e brillante e nella sua idea centrale di The Leftovers c’è l’indagine umana.
E’ quasi un esperimento sociologico quello che descrive Perrotta: Se scomparisse il 2% delle persone, cosa farebbero i sopravvissuti? Questo è il cuore della serie, il resto, tutto il resto passa automaticamente in secondo piano.

The Leftovers-103-3In Two Boats and a Helicopter c’è il punto di vista del reverendo Jamisons che ritiene che la sparizione sia un test per chi è rimasto, opera quindi di Dio, anche se a dirla tutta, neanche lui ci crede, quando lo spiega alla sorella che ha perso tutta la famiglia nel giorno x.
Matt per riuscire a racimolarle la somma che le permetterebbe di tenere la chiesa, non guarda in faccia niente e nessuno arrivando a gesti estremi ed estranei a quello che dovrebbe essere, secondo la morale comune, il comportamento di un uomo di chiesa mostrandoci così un uomo disperato e alienato dal fardello che gli grava sulle spalle: la missione del quale si sente investito da Dio e la moglie, rimasta paralizzata il giorno della scomparsa massiccia.

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Guardando, però trasversalmente Two Boats and a Helicopter, appare chiaro il messaggio sottile che lascia; dopo il 14 ottobre di 3 anni prima le persone hanno smesso di credere a Dio, la secolarizzazione è totale, tanto che alle funzioni domenicali ci sono solo una manciata di persone, i sacramenti hanno perso il loro valore perché, nonostante il fine ultimo della religione sia quello di aiutare le persone a gestire e giustificare le sfide della vita, per l’evento che si è verificato questo non serve. Non c’è una tomba su cui piangere, non c’è speranza che chi è sparito possa essere in un luogo migliore. C’è quel senso di smarrimento paralizzante che non permette di andare avanti, che non permette alle fasi del lutto di essere completate. Non a caso vediamo passare alla tv, una pubblicità che offre servizi di “finta cremazione” o “sepoltura” per permettere alle persone di ritrovare la speranza.

The Leftovers-103-4Anche per Matt non c’è speranza, la sua chiesa viene comprata, ironia della sorte, dai The Guilty Remnant a simboleggiare che il mondo dopo il rapimento è cambiato, la speranza offerta dalla chiesa è ora inutile, sono i tizi in bianco che possono aiutare chi è rimasto ad accettare questo evento.
In conclusione The Leftovers con questo terzo episodio, si conferma una serie elegante, brillante e soprattutto molto intensa, in grado di far interrogare lo spettatore, intrisa com’è di riferimenti sociologici, filosofici ed esistenziali. Two Boats and a Helicopter in particolare è un episodio a mio avviso sebbene intimo anche ben ritmato; le scene al casinò sono state per me ansiogene come il tentativo di furto del delinquente fuori dal casinò, questo è un pregio per una serie che non gioca su questi elementi ma che grazie all’inserimento di queste scene più adrenaliniche sa mantenere viva l’attenzione dello spettatore per tutta la durata dell’episodio! Per me The Leftovers è promosso a pieni voti.

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1.03 - Two Boats and a Helicopter

Brillante

Valutazione Globale

User Rating: 4.52 ( 6 votes)

Maura Pistello

Fondatore/ Admin Giornalista pubblicista Serie tv dipendente, accanita lettrice, amante del cinema e dell'arte

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5 Commenti

  1. Eccleston per me è difficile da vedere in panni che non siano il “nono” soprattutto quando sorride e io automaticamente ripeto ad alta voce :” Fantastic”. Però detto questo credo che la serie inizi a far intravedere il suo difetto più grande: Troppe cose!. Troppe cose messe insieme, abbiamo citazioni a fiumi, dialoghi lunghissimi e minuti di silenzio assoluto, e troppa angoscia. Come ho scritto nella rece del pilot, ho capito che questa serie non è per tutti perchè non ci sarà spazio nè per il mister nè per gli intrighi ma il vero protagonista sarà l’uomo in ogni sua forma e scelta, e come mi aspettavo ecco che iniziano episodi “monografici” che però a mio avviso risultano troppo pesanti perchè troppo pieni in questo caso di Ecclestone, in altri caso di chi sarà il personaggio indagato. I temi sono forti e importanti, e le modalità di narrazione originali, non vorrei che la trasposizione sciupasse un po’ il tutto…

  2. Non ho letto il libro per cui non so se ci siano altri temi trattati oltre a quelli mostrati finora nella serie. Come dice Maura e dicevo anche io nella recensione dello scorso episodio, “The leftovers” non e’ facile da seguire proprio perché ha le troppe cose di cui parla Caterina. Vuole indagare le conseguenze di quell’ evento e si cura poco di piacere a chi guarda, ma solo di essere fedele al suo proposito di essere una attenta ed elegante e, forse, anche esaustiva (lo sapremo solo alla fine) analisi di come le persone reagiscono all’impossibile che le ha colpite. Se finora avevamo visto le reazioni di Kevin e della sua famiglia e la risposta muta che i GR avevano dato, adesso e’ il turno di Matt come rappresentante della religione ufficiale. Una religione che non sa dare risposte nemmeno a se’ stessa per cui si abbandona al controsenso di voler convincere le persone a credere razionalmente (il senso dei volantini di Matt e’ dimostrare che il suo messaggio e’ quello giusto) e non con il cuore come invece dovrebbe essere per un fedele.

    Cmq, i GR sono alquanto misteriosi. Non si capisce bene infatti chi li finanzi e perche’ siano così ossessivi nella loro lotta contro chi non aderisce alla loro filosofia. A che pro infatti mostrarsi nel giorno degli eroi ? A che pro comprare la chiesa per zittire le voci dissonanti dal loro mutismo ?

    P.S.: fra l’altro, ma da quando le Chiese si ereditano e si possono vendere e comprare come immobili qualsiasi ? Vabbene che siamo negli US invece che in Italia con il Vaticano, ma non dovrebbero essere cmq beni non commerciabili ? Boh !

  3. Winny, temo di no. Credo che in America pure tu possa aprire una chiesa trasformando la tua casa. Dipende molto dal tipo di professione di fede. Secondo me ce ne sono così tante e così varie che non ci sono regole. Differente se fosse una chiesa cattolico cristiana… credo.

    Comunque fortissimo episodio da mal di stomaco eppure ben bilanciato. C’è tanta sfiga suprema ma anche momenti irriverenti. Mi piace come, con il prete, ci sembra di vedere un disegno, un senso (con i piccioni e il rosso del semaforo) e poi tutto va al diavolo perchè il prete ha fatto il primo gesto decente della giornata e aiutando il prossimo finisce fregato e perde la sua chiesa. E ancora peggio è scoprire che sono stati proprio i bianchi a prendersela. Bianchi che per ora sono il vero grosso mistero. Non mi sento ancora di sbilanciarmi per definire cosa sono e cosa vogliono. Quello che è certo è che se me li trovassi davanti li prenderei a pugni pure io! °_°

    Hai ragionissima Maura quando dici che questa serie è uno studio sociologico. Adoro questo genere di cose.
    E’ anche vero che non sono sicura di voler vedere episodi interamente monografici. Ma sono così ben fatti che potrei anche riuscire a rassegnarmici.

    Però guardando questa serie ho sempre l’impressione di essere troppo lenta e di perdermi un sacco di cose.

  4. Resto un attimino perplesso dalla presenza della religione nella serie: esattamente come la serie, anche la sigla è bella/strana ma con quell’aura religiosa di sottofondo che non può non urtare uno come me… XD
    A parte questo molto bello l’episodio. La seconda metà è stata una serie di pugni sullo stomaco non indifferenti. Devo ancora capire bene la direzione che prenderà la serie e non credo che sarà mai tra le mie preferite, ma la seguo bene e la trovo molto interessante e curiosa, nonostante a volte faccia fatica a distinguere alcuni personaggi e i loro legami (la sorella di Ecclestone è la stessa che ha fatto il discorso nella commemorazione del pilot, giusto?)

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