fbpx
Leftovers (The)

The Leftovers: Nora contro le macchine. Recensione episodio 3.02

The Leftovers

Guest, episodio della prima stagione di The Leftovers, rimane probabilmente uno dei capitoli più belli in assoluto di questa serie ed è impossibile non pensare a lui durante la visione di questo Don’t Be Ridiculous, dove Nora è ancora una volta meravigliosa protagonista e Carrie Coon un’interprete straordinaria.

Se avevamo creduto che sarebbe stato Kevin a portarci in Australia alla ricerca di suo padre, ci eravamo ingannati alla grande, sarà Nora che seguiremo in un viaggio dall’esito del tutto incerto e probabilmente sarà proprio lei il motore di questa ultima stagione (passatemi i fazzoletti!).
E’ passato tanto tempo da quel Guest, tanti anni, e la Nora di adesso non è certo quella di allora, ma allo stesso non ne è così distante come avremmo sperato. La seconda stagione per lei era stata una storta di rinascita, di una riconquista di una precaria serenità mista ad un feroce ottimismo. Nora era la sopravvissuta che si riaffacciava alla vita. Ma il dolore, come ha detto la Coon in una recente intervista, non è un processo lineare, non vi si riemerge con lenta costanza. Il dolore per una perdita è un saliscendi che confonde e spiazza, che ti ributta a terra proprio quando credevi di esserti finalmente rialzata.

Non dobbiamo aspettare molto prima di scoprire cosa sia successo a Lily e questa volta non si tratta di un dramma soprannaturale, ma semplicemente di una madre naturale, Christine, che ha deciso di riprendere con sé sua figlia. Per Nora è un dolore che si rinnova: lei, che si era aggrappata ad una nuova figlia che sembrava esserle stata donata dal cielo, come una nuova speranza nel momento di maggiore bisogno. Ma nuovamente si ritrova non più madre. Forse avrebbe potuto lottare per tenere con sé Lily, ma per una sorta di profonda rassegnazione, la lascia andare andare, tornando di nuovo al punto di partenza. Che cos’è Nora, se non una madre? Lei non riesce a vedere una risposta alternativa a questa domanda. Anzi, ancora peggio non riesce a scrollarsi di dosso l’idea di essere maledetta. Come se il mondo continuasse ad accanirsi contro di lei. E’ forse questa allora la sua identità? Quella di una vittima prescelta?

The Leftovers
Nora Cursed

Anche le macchine che continuano a incepparsi intorno a lei, rischiando di farla uscire di testa, sembrano volerlo confermare. Ancora una volta quanto di quello che vediamo accadere intorno a noi è reale e quanto è frutto della nostra mente che cerca di dare un significato a eventi che non ne hanno? E’ forse questo il modo di Nora di “metabolizzare il dolore”? Non tanto dissimile dal ritirarsi in cima ad un pilastro come il vecchio santone che apre l’episodio.
Ma la morte del vecchio santone è tutta una finzione, non è davvero dipartito, è morto schiantandosi al suolo per un attacco cardiaco. Lei lo sa ed è una certezza a cui aggrapparsi, così come lo è stata la morte di Eve per Erika. Quello che per alcuni è una bella favoletta, un motivo di speranza, per lei è una indegna menzogna che va combattuta, anche a costo di schiacciare le speranze altrui. In fondo è questo il lavoro di Nora, scoprire le truffe, trovare certezza dove non sembra essercene, ma anche impedire agli altri di impadronirsi di una tragedia di cui lei ha il primato, di cui lei è la vera regina.

Eppure quando Mark Linn-Baker la chiama per offrirle una favola, una flebile speranza di rivedere i suoi figli, è difficile distinguere dove arrivi il suo senso del dovere e inizi la speranza insensata. Essere disintegrati da dei raggi misteriosi nella speranza di raggiungere chi è svanito, è una soluzione assurda e risibile. Chi potrebbe mai credere ad un’idiozia simile? Apparentemente centinaia di persone, e non si tratta solo di sciocchi boccaloni, ma di gente istruita. Di gente disperata. Qual è quindi l’istinto che muove Nora nel decidere di andare in Asutralia? Quello professionale di porre fine a una truffa o l’irresistibile speranza che qualcosa ancora si possa aggiustare? Che si possa riprendere il controllo. Che sia possibile tornare indietro a quello che era.

LEGGI ANCHE: Kevin è davvero il Messia?

La relazione tra lei e Kevin, che doveva essere basata sull’assoluta sincerità, vacilla pericolosamente. Nora lo scopre in uno dei suoi tentativi di soffocamento (ma Kevin lo fa davvero per sentire qualcosa come lei si faceva sparare dalle prostitute?) e se da una parte l’orrore è evidente, dall’altra c’è una sorta di sollievo nello scoprire che tutti e due, per quanto siano andati avanti con le loro vite, sono ancora profondamente sperduti. Mentre lui con un nuovo bambino vorrebbe salvarsi buttandosi selvaggiamente verso il futuro, lei si ritrae, cercando di rimanere ancora attaccata ad un passato ormai irrecuperabile. Almeno il viaggio lo faranno insieme e questo ci regala un poco di speranza per il loro futuro.

The Leftovers

Mark Linn-Baker da battuta a protagonista

Forse alcuni si ricorderanno dello scherzo ricorrente delle passate stagioni su Mark Linn-Baker. L’attore di telefilm che era dipartito assieme a tutto il suo cast e che poi era stato scoperto nascosto in Messico, dopo aver finto la sua scomparsa. Ebbene Mark Linn-Baker è effettivamente un vero attore americano che faceva parte del telefilm Perfect Strangers, una comedy degli anni ’80. Ad essa è dedicata la musica di apertura (era la sigla del telefilm) e un po’ tutta la splendida colonna sonora anni ’80 di questo episodio. Lo stesso titolo Don’t Be Ridiculous era una frase ricorrente del telefilm. Lindelof e i suoi hanno un po’ scherzato sull’idea di far apparire in un episodio proprio l’attore, ma poi lo scherzo non gli è sembrato più così assurdo e a Mark Linn-Baker è stata affidata una delle parti più importanti dell’episodio.

LEGGI ANCHE: Damon Lindelof parla della nuova sigla della terza stagione

Un’altra conclusione spiazzante

Anche questo secondo episodio, terribilmente commuovente, decide di lasciarci con un finale bizzarro e spiazzante. Ancora una volta siamo in Australia, e se all’inizio potevamo pensare di trovarci nella stessa ambientazione del primo episodio, verso la fine diventa evidente che non siamo nel futuro, ma nel presente. Troviamo il padre di Kevin in compagnia di queste bizzarre anziane cowboy, impegnate nella ricerca di un Kevin apparentemente immortale. Che stiano seguendo una sorta di profezia che forse è stato lo stesso Garvey Senior a suggerire? Sono altre domande che si aggiungono alla lista, ma che con pazienza mettiamo da parte in attesa che prendano posto all’interno di questo emozionante dipinto.

Per restare sempre aggiornati su The Leftovers con foto, news, interviste e curiosità, vi consigliamo di passare per The Leftovers Italia e ricordatevi di mettere like alla nostra pagina Facebook per tutte le novità su tv e cinema.

3.02 - Don’t Be Ridiculous
  • Doloroso
Sending
User Review
4.8 (5 votes)
Comments
To Top