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The Leftovers: il creatore della sigla ne spiega il significato

HuffPost TV ha intervistato Garson Yu, fondatore di  yU+co, studio di design specializzato nella realizzazione delle sigle di film e telefilm, come Vita di Pi, Il grande e potente OZ, The Terminal, The Walking Dead, Desperate Housewives per citarne alcuni.  yU+co è anche dietro la realizzazione della sigla iniziale di uno dei successi televisivi dell’estate, The Leftovers.

o-COP-900Yu  ha rivelato all’ HuffPost TV che all’inizio i creatori della serie Damon Lindelof e Tom Perrotta non avevano idea di cosa avrebbero voluto per la sigla iniziale.

“Lo show ha a che fare con un sacco di aspetti emotivi, un sacco di storie sulla reazione dell ’uomo alla tragedia e alle oppressioni. Così mi è venuta questa idea di rappresentare queste storie in un affresco rinascimentale.” Per sottolineare i temi religiosi della serie, Yu ha voluto che gli affreschi fossero collocati in una chiesa. “Nulla è più epico del camminare in una cattedrale. La sua grandezza non è solo fisica, ma anche spirituale. Questo è quello che abbiamo cercato di realizzare con questa sigla.
“L’intento di Yu era quello di rappresentare una varietà di tipi umani e di emozioni, realizzando un atlante di varie sculture e dipinti rinascimentali e cercando di attivare una sorta di catarsi nello spettatore. “Abbiamo diviso i diversi tipi di emozioni, il desiderio, la disperazione, l’estasi, la paura e l’orrore. Tutte queste emozioni sono gli elementi più importanti della sigla.” Yu voleva che lo spettatore, guardando la sigla, si sentisse come davanti ad un dipinto di Mark Rothko “Un sacco di gente si alza in piedi davanti ai suoi dipinti e piange e nessuno realmente capisce il motivo. Penso che l’emozione derivi dalle nostre esperienze di vita personali, dai nostri ricordi. Questo è quello che mi auguro che accada con questa sigla, questa crescita interna dal centro che assorbe il pubblico. ”

Due sono le scene che Yu ha voluto analizzare con l’ HuffPost TV. La prima mostra la figura di poliziotto arrabbiato, trattenuto da una donna e una ragazza, ispirato al personaggio di Justin Theroux. Yu ha rivelato che questa figura trova ispirazione anche dal reale e in particolare dal pestaggio a morte perpetrato dalla polizia di Oklahoma nello scorso febbraio ai danni di un uomo nero.

o-BABY-JESUS-900L’altra invece è di un messia bambino, immagine che ha finito per essere strettamente connessa ad un episodio della serie senza che Yu se ne rendesse conto. Il designer aveva incluso la sequenza senza aver ancora visto il quarto episodio, che tratta proprio della sparizione del Gesù Bambino nel presepe della città. Yu ha ammesso che aveva visto solo i primi tre episodi durante la creazione della sequenza, ma ha voluto includere il Bambino Gesù per dare allo spettatore un senso di speranza. “Penso che le persone siano in attesa in qualche modo del prossimo messia, del prossimo salvatore. Così ho voluto includere anche questa idea di speranza. ”

 

 

Valentina Marino

Scrivo da quando ne ho memoria. Nel mio mondo sono appena tornata dall’Isola, lavoro come copy alla Sterling Cooper Draper Price e stasera ceno a casa dei White. Ho una sorellastra che si chiama Diane Evans.

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18 Commenti

  1. niente, io invece adoro pure quella…. la trovo emozionante… o forse è perché so che sta per iniziare un nuovo episodio.. non so… nessun difetto a The Leftovers per questa annata … 😀

  2. Perchè dovrebbe essere un difetto? Non guardarla con occhi ottusi di una donna che é estranea alle emozioni della vita. Io credo che sia eccezionale, una vera opera artistica (se ci pensi anche la pop art con tutti quegli scarabocchi, sembra un arte che pure i bambini sanno fare, ma ora ha la sua bellezza) ciò che per te è un difetto per altri è un pregio. Quando critichi dovresti anche darne il motivo. 🙂

  3. Quando definisci una persona “estranea alle emozioni della vita” magari dovresti conoscerla…che dici?. Comunque, é un difetto perché a mio parere cozzava un po’ con la serie stessa e la sua forte portata drammatica e stranamente attuale. Poi sarà lo stile digitale portato all’estremo che non mi piace più di tanto, o la musica di sottofondo. Ho amato questa serie dal primo all’ultimo episodio, ma la sigla mi spiace ma non mi piace…e quello che per altri è un pregio per me è un difetto…capita.

  4. perdonami ma come fai se hai amato la serie a non apprezzarne “la sigla”?vai oltre al digitale e al fatto che ricordi il dipinto di una chiesa. Ci sono delle persone a cui vengono tolti gli affetti più preziosi da un’entità sconosciuta, il che è il concept della serie stessa. In un minuto l’opening riesce a cogliere l’essenza di tutto il progetto, oltre a essere originale e a mio parere tecnicamente molto ben fatta. La musica dell’intro e il theme di tutta la serie che anche qui secondo me è uno dei punti di forza per la drammaticità e l’atmosfera che riesce a creare, sono di Max Richter, uno dei compositori contemporanei più apprezzati. E’ vero ognuno ha i propri gusti, ma alcune cose rimangono oggettive, altrimenti nessuno studierebbe cinema e televisione.

  5. C’è chi ama la pizza e ne scarta la crosta…porca miseria non mi piace la sigla di The Leftovers…la skippavo avanti tutte le volte…capita…succede… non muore nessuno e potete tranquillamente continuare a studiare cinema e televisione…

  6. nessuno critica nessuno si fa per parlare e confrontarsi in maniera costruttiva. mi incuriosiva capire le motivazioni per cui davi un giudizio così negativo e speravo si andasse oltre ad un mi piace/non mi piace, ma non è così. tutto qui 🙂

  7. Scusami Daniele, ma a me pare che Caterina abbia chiaramente espresso le sue motivazioni. Io concordo con lei. Non mi piace la resa artistica. Non mi piace lo stile pittorico, nè l’animazione. Se poi tu hai dei canoni di bellezza indiscutibili che riesci ad applicare a tutto e a tutti, ottimo. Il gusto personale resta appunto personale.

  8. stiamo dicendo la stessa cosa. il gusto è assolutamente personale ci mancherebbe e non lo sto criticando. Bisognerebbe però sempre fare una distinzione tra gusto e giudizio oggettivo. Perchè altrimenti su tutte le discipline creative come la musica, il cinema, l’arte nessuno scriverebbe libri di testo o le studierebbe a scuola, università, ma ci ritroveremmo al bar a parlarne come si fa per le partite di calcio. Detto questo ho sbagliato io a voler capire se ci fossero motivazioni che vanno oltre al gusto personale, però non puoi venirmi a dire che “la musica di sottofondo non mi piace” (parlando di Richter) o “lo stile pittorico dell’animazione non mi piace” possano essere argomentazioni valide. per il resto ovviamente rispetto le vostre idee.

  9. Ma scusami tanto io posso trovarmi davanti a un quadro di Bruegel e dire che non mi piace perché non mi entusiasma il suo stile pittorico, il suo modo di rappresentare la realtà. Posso oggettivamente dire che è un ottimo artista ma potrò dire che a pelle non mi piace, l’arte è trasmissione di emozioni giusto? A me in questo caso la sigla dei “rimanenti” non trasmette nulla di quello che invece mi ha dato la serie. Non mi piace lo stile pittorico che trovo animato anche in maniera sbagliata, e la musica di sottofondo non mi fa impazzire perché a mio parere non resta in testa… e comunque ragazzi è una sigla di un minuto e venti…potrà generare impressioni e sensazioni diverse o bisogna dire che è bella per forza perché l’ha fatta mastro Pinco Pallo??

  10. non ci capiamo eppure stiamo dicendo la stessa cosa. Il problema è che tu non hai detto la colonna sonora o l’intro sono ottime, ma non mi piacciono. Non le hai giudicate solo secondo i tuoi gusti, ma le hai commentate tecnicamente non avendo gli strumenti per farlo o meglio non dando argomentazioni e dando un giudizio assoluto. Non puoi dire ” è animato in maniera sbagliata” per un opening a cui ha lavorato un team di professionisti e su cui gli autori hanno puntato particolarmente visto che ormai molte serie si limitano al titolo e basta. Richter il compositore ha lavorato con Scorsese, Estwood e Ridley Scott e quindi non è proprio l’ultimo arrivato. La serie ha assolutamente e volutamente dato un rilievo molto importante sia alla colonna sonora che all’intro scegliendo personalità molto importanti. Poi puoi preferire quello di Master of Sex o di House of Cards, ma ti assicuro che il lavoro che c’è dietro è infinitamente più impegnativo rispetto agli opening di entrambe. Liberissimi dunque di dare il proprio parere personale, ma se ci si addentra in ambito tecnico meglio farlo con cognizione di causa perchè il qualunquismo in questo settore è dietro l’angolo.

  11. Ma se ci limitassimo a dire “questo é fatto benissimo perché usa la tecnica x o perché l’ha fatto Tizio” che recensori saremmo. Io devo ai miei lettori non una cronaca, non un elenco di dettagli tecnici ma delle emozioni e delle sensazioni. Vogliamo parlare di tecnicismi? Parliamone a patto che siano utili per sostenere perché un’immagine mi piace o non mi piace. Dove sta la differenza tra assumere Picasso per una opening e il peggior falsario dei sobborghi di Parigi, se poi il prodotto finale riesce a dare delle emozioni forti lo stesso. Hanno impiegato energie e sforzi creativi e tanto lavoro? Bravi, applausi continua a non piacermi ma non perché non ne riconosca il valore, ma solo perché non mi trasmette nulla. Sarò una fredda acida signora inglese? Probabile. Questo non esclude che ad altri piaccia. Bravi, beati loro. Meno tempo da perdere a rispondere a commenti così.

  12. I tecnicismi sono alla base nel recensire qualsiasi cosa, a maggior ragione una serie o un film visto che non siamo al bar. Non puoi criticare una scena senza sapere la differenza tra montaggio alternato e parallelo , così come non posso criticare la struttura di un palazzo se non ho studiato architettura. Detto questo se la tua intenzione è condividere con i “tuoi lettori” (scrivo anche io qui) le emozioni che ti suscita una serie con dei giudizi personali sei padronissima, ma non vedo l’utilità dato che chiunque anche un bambino è in grado di farlo e non sei Daria Bignardi. Ma se vuoi aggiungere particolari o osservazioni tecniche come hai fatto nei commenti precedenti, bisognerebbe prima perlomeno documentarsi, per evitare di scrivere cose false e rendere il tutto meno banale, superficiale e dare anche alla televisione e al cinema una dignità superiore al bar. A maggior ragione per il fatto che hai la fortuna e la responsabilità di essere letta da molte persone, perchè se no a questo punto tutti potrebbero scrivere di e su tutto e non funziona proprio così. C’è altro rispetto al gusto personale quando si parla di televisione e cinema, anche se ti sembrerà strano.

  13. Bogart diceva che “tutto quello che devi al pubblico è una buona performance” e come sempre Humphrey ha ragione, cosa ci incastra il montaggio alternato o sapere cosa sia quando quello che vedi ti rapisce. La conoscenza della parte tecnica aggiunge valore all’esperienza finale, ma non la muta radicalmente. Ma poi tu le recensioni del sito le leggi? Quanti tecnicismi appaiono scritti nei pezzi di TC? Quanto peso viene dati ai “montaggi paralleli”? Nessuno, perché la parte tecnica conta se è essa stessa capace di cambiare un prodotto ed elevarne i contenuti (tipo la regia di TD di Fukunaga lo scorso anno), ma per il resto è il coinvolgimento di una serie o di un film che conta. Poi volete studiare cinema, liberissimi di farlo, e vi faccio i miei complimenti, ma scrivere recensioni non vuol dire scrivere un film, o dirigere un set…iniziamo a ritornare nei ranghi del sano ragionamento. Si parla di una opening, non certo di Quarto Potere.

  14. Fammi capire, siccome uno usa una tecnica complessa, ci ha messo tanto tempo e ha un grande nome il risultato non può che essere eccelso? E poi, seguendo il tuo ragionamento, bisogna pensare che oltre ad essere esperto di cinema e TV tu sia anche pittore e critico d’arte? Perchè se no il tuo giudizio vale come quello di chiunque.
    Auguri a scrivere recensioni solo su tecnicismi e teorie, immagino l’entusiasmo dei lettori.
    Non dico che tu non abbia in parte ragione, ma secondo me stai esagerando e non cacoli la componente emotiva che ha valore quanto tutto il resto.

    Temo per altro che secondo i tuoi altissimi standard questo sito (composto da semplici appassionati) dovrebbe chiudere causa incompetenza generalizzata.

  15. quello della definizione di montaggio era ovviamente un esempio, te ne avrei potuti fare altri mille. Io capisco che in un mondo dove Selvaggia Lucarelli fa la giornalista e Fabio Volo scrive, possa passare il concetto che tutti possano fare tutto, ma mi piace credere ancora che la gente studi per essere competente più di altri nel proprio campo, il che include anche scrivere di serie e cinema proprio perchè si possiede la conoscenza teorica, come in tutte le altre materie di studio.Che ti piaccia o no esistono i critici cinematografici, professori che insegnano la serialità televisiva e le riviste specializzate e sono persone che certo non hanno studiato architettura o medicina. Detto questo qui nessuno è pagato nè io nè te quindi è giusto che ad ognuno sia data la possibilità di scrivere, ma ti ripeto se commenti o giudichi delle cose tecniche prima di sparare a zero bisognerebbe documentarsi. Sul fatto che un tecnicismo non cambi radicalmente il tuo modo di conoscere e giudicare ciò che vedi bè… spero un giorno tu possa montare o girare qualcosa di tuo o fare un piano sequenza in modo da capirne la bellezza e le difficoltà..poi mi dici se quando ti troverai a guardarne uno al cinema o in tv non lo apprezzerai in maniera totalmente differente.

  16. Non mettermi parole in bocca che non ho detto. Io non ho dato dell’incompetente a nessuno, nè ho le facoltà per farlo ci mancherebbe. E la pittura la musica il cinema sono esempi di materie simili che hanno una componente creativa e una oggettiva meno lampante proprio perchè ci comunicano qualcosa. Dico solo che quando da appassionati e mi ci metto dentro anche io, parliamo di cose tecniche bisogna stare attenti, perchè dire che non mi piace l’intro e la colonna sonora di Leftovers è un conto, ma dire che l’animazione è sbagliata o la canzone è casuale è un altro. Non c’entrano gli standard, non bisogna essere scienziati per documentarsi prima di scrivere e per fortuna nel 2015 essere appassionati di cinema e serie non è un alibi per argomentare ancora con “l’animazione è sbagliata perchè non mi piace”.

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