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The Last Tycoon: La recensione dell’episodio 1.01 – Pilot

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Il pilot di The Last Tycoon, con Matt Bomer e Lily Collins. Piacevole ma non ci ha fatto saltare per l’entusiasmo. Una buona interpretazione del lavoro di Fitzgerald.

Pensare a Zelda e Francis Scott Fitzgerald è pensare ai ruggenti anni Venti, alla sregolatezza di un’era fatta di bellezza e agiatezza, l’era del proibizionismo e dei sogni non ancora disillusi. Pensare a Fitzgerald, in particolare, è pensare al Grande Gatsby – e non solo al film con Di Caprio – e ad un quadro di una società che difficilmente si riesce a distaccare dalle pagine minuziosamente dettagliate del suo libro, tanto breve quanto intenso. The Last Tycoon è il suo ultimo romanzo, lasciato incompiuto, che ancora una volta dimostra quel carattere libertino e spensierato dello scrittore e sceneggiatore statunitense. Tradotto in italiano come Gli Ultimi Fuochi, il romanzo ha già una trasposizione cinematografica che, tuttavia, non ha impedito alla HBO di farne un pilot (poi recuperato da Amazon) che, se dovesse essere scelto, ci regalerebbe una serie con protagonisti un frizzante Matt Bomer ed un’elegantissima Lily Collins.

matt bomerHollywood, anni ’30. La storia ruota intorno a Monroe Stahr (Matt Bomer) un brillante direttore di una casa di produzione cinematografica che vive con il ricordo della moglie Minna Davis (Jessica De Gouw), morta in circostanze piuttosto misteriose. Per onorarne la memoria Monroe è intenzionato a fare un film che parli della sua vita, ma le difficoltà non sono poche, tra cui i primi sussurri delle limitazioni naziste nei confronti degli Ebrei, che bloccano la produzione a Berlino. La vita di Monroe viene smossa dalla conoscenza di una giovane commessa, Kathleen Moore (Dominique McElligott) che gli ricorda moltissimo la moglie. Mentre la donna respinge le sue lusinghe, tuttavia, la figlia del suo capo, la giovane Cecelia Brady (Lily Collins), non manca di rimarcare il suo affetto e la sua devozione verso Monroe, sperando che un giorno il giovane possa notarla e innamorarsi di lei.

Mentre pochissimo riusciamo a comprendere o perfino a notare il personaggio di Kathleen, con una Dominique McElligott per nulla memorabile, spiccano nei 60 minuti del pilot i personaggi di Matt Bomer e di Lily Collins, i veri protagonisti di questa storia sulle antiche glorie di Hollywood. Matt Bomer veste dei panni a lui particolarmente congeniali, che fanno venire nostalgia di White Collar, in cui il suo sorriso e fascino conquistano tutti indistintamente, tanto da rendere sottilissimo il confine tra attore e personaggio. Non si riesce quasi a ricordare dove finisca Matt Bomer e dove inizi Monroe Stahr. La storia che lo introduce, come spesso accade per quelli ‘belli’ è anche tormentata e solo degli accenni rimandano ad un passato pieno di ombre che non ci è dato (ancora) di conoscere. Molte, sicuramente, legate alla moglie deceduta.

last tycoonUna moglie sulla bocca di tutti che la giovane Cecelia vorrebbe disperatamente fargli dimenticare. Donano moltissimo gli abiti d’epoca a Lily Collins, che è la dolcezza e la pacata quiete in contrapposizione allo spiccato dinamismo di Matt Bomer. I due insieme hanno un’intesa unica che non si fa affatto fatica a notare.

Se funzionano bene cast e costumi, non si può altrettanto dire della sceneggiatura. La storia di Fitzgerald, proprio in quanto incompiuta, non può essere considerata sicuramente il suo capolavoro e proprio come tale una sua trasposizione televisiva dovrebbe evidenziarne i pregi e non marcarne i difetti. La storia incede lentamente, forse perfino troppo, e le scene si prolungano in eccessivi silenzi e minuti rubati, incentrati su dettagli di cui lo spettatore non solo non sente il bisogno, ma vorrebbe dimenticare al più presto. La scenografia che fa da contorno ad una sceneggiatura non particolarmente brillante e una regia leggermente sotto la media, è quella di un’era vicina al suo declino, immortalata volutamente in spazi scenografici e quasi surreali, che sembrano usciti da un blocco da disegno, colori pastello e stravaganti, finti. Di certo, la cornice che creano ben si allinea con il tipo di storia che la narrazione propone.

last tycoonIn conclusione il pilot sembra ben poca cosa per poter realmente anche solo iniziare a dare un giudizio sulla serie. Mentre la trama si avvia lentamente ci sono ancora molte lacune da colmare, sia che si tratti del quadro generale che dei singoli personaggi. Mentre indubbia resta la grande performance si entrambi Lily Collins e Matt Bomer, poco o nulla si può (per ora) dire del resto del cast, introdotto a malapena. Un pilot senza troppa critica o lode, che svolge bene il suo compito di introduzione ma non si spinge oltre, appassionando quanto basta ma comunque non abbastanza. Vedremo se Amazon deciderà di investire nella serie: per vedere Matt Bomer con quegli abiti – o Matt Bomer in generale, in qualsivoglia veste – noi diciamo sempre e solo si!

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