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The Last Ship: Recensione degli episodi 3.01/3.02 – The Scott Effect/Rising Sun

The Last Ship

Tutti apprezziamo una storia scritta bene, una regia efficace, una fotografia senza sbavature, una profondità dei temi trattati, una caratterizzazione scrupolosa dei personaggi, una originalità dei contenuti. Solo che non è che si può sempre avere tutto. Anzi, alle volte neanche lo si cerca a patto che la serie che si decide di seguire sappia fare quello che è, dopotutto, lo scopo primario di ogni prodotto televisivo: intrattenere. È qualcosa di simile a quel che accade con il cinema; ogni anno arrivano nelle sale centinaia di film, ma la lista di quelli che ricorderemo si riduce spesso ad essere tanto breve che bastano le dita delle mani per contarne gli elementi.

The Last Ship S03E01 S03E02Si finisce, quindi, con l’affezionarsi anche a una serie come The Last Ship che inaugura con una doppia premiere la sua terza stagione. E conferma ancora una volta tutto il bene e tutto il male che la serie si porta appresso lasciando allo spettatore la libertà di decidere se apprezzare il primo è sufficiente per dimenticare il secondo. Il finale della scorsa stagione aveva visto gli eroici marinai della Nathan James trionfare, infine, riuscendo a diffondere il vaccino contro il virus pandemico offrendo, quindi, una concreta possibilità di avviare la difficile ricostruzione di una società collassata. Un colpo di pistola allo stomaco era stato il cliffhanger con cui la serie aveva salutato i suoi fan lasciandoli nel dubbio se la dottoressa Scott sarebbe riuscita o meno a salvarsi. È emblematico il modo in cui questa questione viene liquidata nella premiere. Mostrare il tentativo disperato di salvarle la vita? Sciogliere la coriacea corazza del prode Tom Chandler colpito dall’agonia di quella Rachel con cui aveva una relazione che da puramente professionale poteva e stava diventando sempre più affettiva? Avrebbe significato aggiungere una nota diversa alla monolitica caratterizzazione del protagonista e questo non è né nelle capacità degli autori né nella volontà degli spettatori. E, quindi, niente. Rachel è morta mesi fa; il vaccino funziona e sta guarendo l’America; il presidente riluttante è ora pienamente convinto di svolgere il suo fondamentale compito; l’efficiente pragmatismo a stelle e strisce ha rimesso su una macchina organizzativa che riavvia la produzione agricola, le trasmissioni radiotelevisive, le comunicazioni e persino le banche. Addirittura, il problema adesso non è sfamare la popolazione superstite distribuendo tessere annonarie, ma convincere gli abitanti delle diverse zone a non tornare subito al capitalismo sfrenato dove il concetto di razionamento è il nemico pubblico numero uno e chi più ha più vuole e peggio per gli altri che non possono permetterselo.

TheLastShip3x0102GreenIl salto temporale è la scelta ideale per una serie come The Last Ship che non può permettersi fasi statiche come possono essere quelle di una complessa e faticosa ricostruzione e nemmeno può affrontare il difficile distacco di personaggi amati che lasciano il cast in cerca di nuove opportunità (ciao ciao Tex). Meglio quindi resettare tutto e ripartire con le pedine già disposte sulla scacchiera. Il capitano Tom Chandler è il comandante delle operazioni navali; il presidente Michener ha uno staff completo di consiglieri tra cui spicca il tenente Foster sbarcato a Terra perché madre del figlio del prode marine Green; l’hacker Valkyrie ha optato per un look più elegante ed è di casa negli uffici dirigenziali. Intanto, la Nathan James continua a girare i sette mari consegnando il vaccino agli ordini del neo comandante Slattery coadiuvato dai fidi volti noti (Jeter, Burke, Granderson, Gator, Rios, Miller, Garnett) e dalla new entry Cameron Burke, fratello maggiore di Carlton (e adesso attenzione a non confonderli). Tutti personaggi (quelli a terra e quelli in mare) che non hanno cambiato di una virgola il loro carattere nonostante le vicissitudini passate e i nuovi ruoli in una situazione mutata. E d’altra parte neanche avrebbe avuto senso cambiare qualcosa dal momento che subito i nostri devono confrontarsi con un nuovo avversario da affrontare con la usuale miscela di fervido patriottismo, testardo eroismo, sapienti strategie, sovrumane abilità tecnologiche (tipo riconoscere il tipo di imbarcazione dal rumore del motore nell’acqua o comprendere la direzione e la velocità di una nave dal modo in cui le onde colpiscono lo scafo), indomito coraggio (per cui essere in due contro otto diventa una passeggiata). Senza dimenticare ovviamente una buona dose di scontri a fuoco con proiettili volanti che colpiscono sempre i cattivi e mai i buoni ed esplosioni quanto serve e se ce ne sono di più fa niente, lasci pure.

The Last Ship S03E01 S03E02The Last Ship abbonda di stereotipi e situazioni al limite del credibile che si risolvono sempre a favore di chi porta in giro per il mondo le tre lettere magiche USA (o, almeno, è schierato saldamente da quel lato). Eppure, anche se ogni situazione potenzialmente pericolosa si stempera nella certezza che il vincitore è già scritto, la serie riesce a fare il suo lavoro egregiamente proprio perché, come si diceva all’inizio, conosce i suoi limiti e non prova neanche per un attimo a spingersi oltre. Soprattutto, gli autori conoscono il loro pubblico e sanno, quindi, che chi sta guardando le mirabolanti gesta dell’inaffondabile Nathan James si aspetta proprio questa distinzione elementare tra buoni e cattivi con i primi che, lasciati sul campo il numero minimo indispensabile di vittime amiche (vedi Valkyrie e, forse, Mason in questa doppia premiere), finiranno per salvarsi fosse anche all’ultimo minuto disponibile prima dei titoli di coda. E quindi pronti via e salpiamo a sconfiggere il nuovo villain che, avendo già giocato la carta russa, non può che essere cinese (come spudoratamente indicato persino dalla nuova sigla) per rispettare il gusto dell’americano medio che vede nella Cina l’unico avversario degno della superpotenza unica a stelle e strisce.

Consapevoli di cosa ci aspetterà e mediamente felici di poter lasciare andare in automatico la visione facendo lavorare il cervello al minimo dei giri, salpiamo anche noi con la Nathan James pur sapendo già che alla fine i nostri marinai preferiti usciranno indenni anche dai ladri di sangue immune. Buon viaggio!

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3.01/3.02 – The Scott Effect/Rising Sun
  • Senza infamia e senza lode ossia quello che si sapeva
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