fbpx
0Altre serie tv

The Last Czars: Il fascino (mancato) della Russia Imperiale. Recensione della docu-serie Netflix

the last czars netflix recensione
Credits: Adrian J. McDowall, Netflix

Per una docu-serie come The Last Czars bisognerebbe iniziare la recensione partendo da due considerazioni diametralmente opposte. Se da un lato si può infatti elogiare un prodotto interessante e ben fatto, dall’altro non può che sorgere spontanea la domanda: una serie tv vi faceva schifo? C’era davvero bisogno di un documentario in sei puntate sulla caduta dei Romanov? Perchè non una serie tv, piuttosto? Domanda che io, da spettatrice ma anche da grande appassionata dell’Impero Russo, mi sono (purtroppo) fatta. 

Il gap occidentale sulla storia russa

the last czars netflix recensione

The Last Czars Recensione, Credits: Adrian J. McDowall, Netflix

I risvolti storico-politici di paesi come Francia e Inghilterra sono noti ai piu proprio grazie all’ampia rosa di documentari, serie tv e film dedicati al tema. Al contrario la Russia (prima di un elenco in cui si potrebbero tranquillamente inserire anche paesi come Italia o Spagna) non ha mai avuto l’onore di una cinematografia adeguatamente ampia e dettagliata. Non nei paesi occidentali, comunque.

Mancano produzioni, con l’eccezzione degli ennesimi remake di Guerra e Pace, risalente però ad un’epoca totalmente differente, sulla storia russa. Infatti non si parla unicamente della Rivoluzione d’Inverno, in se un tema estremamente interessante e corposo, bensì della storia russa come intero. C’è un concetto difficile da smuovere: in Occidente non sanno (o non vogliono) investire nella storia russa.

LEGGI ANCHE: Caterina La Grande: Trailer, cast e trama della serie tv Sky con Helen Mirren

Tralasciando i motivi alla base di questa affermazione, The Last Czars era un’opportunità incredibile per Netflix di dimostrare di non avere paura di creare una serie tv bella, passionale, perfino una concorrente di The Crown, perché no? Ma per paura o per mancanza di fondi quello che abbiamo avuto è stata una docu-serie. Una serie tv ma, senza livelli recitativi tali da poterla analizzare con sguardo critico, e un documentario, ma senza il fascino di Alberto Angela come voce narrante. Provo quindi a descrivervi le mie sensazioni su The Last Czars, prima come docu-serie passabile e poi come serie tv mancata.

Una docu-serie sugli ultimi decenni dell’Impero Russo

alexandra fedorovna romanov

The Last Czars Recensione, Credits: Adrian J. McDowall, Netflix

La serie in sei puntate, prodotta e distribuita da Netflix in 3 luglio, si concentra sull’ascesa al trono e la conseguente rovinosa caduta dell’ultimo zar di Russia, Nicola II. Non a caso la serie tv inizia proprio con la morte di suo padre, Alessandro III, ed il conseguente ingresso di Nicola nella non semplice dinamica di corte, politica e sociale di un paese vastissimo e, al tempo stesso, incredibilmente complesso. A differenza di un tipico documentario, in cui i pareri degli esperti è fondamentale, in The Last Czars si sente poco o nulla l’importanza degli “esperti” interpellati. Forse in parte perchè esperti non lo sono affatto.

Il grande pregio di questa serie è tuttavia quello di analizzare gli aspetti spesso trascurati della storia dei Romanov nei loro ultimi anni di regno. Nicola II, padre affettuoso e marito devoto, si dimostra tuttavia un inetto e privo di spina dorsale, incapace di rendersi conto non soltanto dei consigli antiquati di suo zio e dei suoi consiglieti ma anche di imporsi in situazioni che avrebbero richiesto una mano ferma. Un uomo, in poche parole, che ha scelto di chiudere gli occhi davanti all’evidenza fino a quando è stato davvero troppo tardi.

Alla figura dello zar seguono ritratti interessantissimi anche della zarina Alessandra e di Rasputin, che ha poco a che vedere con il monaco visto nella versione animata del 1997 firmata 20th Century Fox. Alessandra si rivela essere una donna assuefatta dalle credenze popolari e miti, desiderosa di aggrapparsi a quel minimo di speranza che possa fornirle un ciarlatano qualsiasi per la salvezza di suo figlio. Rasputin, invece, oltre a Nicola, è il vero protagonista della docu-serie. Un uomo carismatico, spietato ma anche affascinante, che ha saputo fare tesoro dei mezzi che aveva per arrivare ai vertici più alti della Russia imperiale.

The Last Czars: La serie tv mancata

the last czars netflix recensione

The Last Czars Recensione, Credits: Adrian J. McDowall, Netflix

A questo punto viene spontaneo domandarsi: dal momento che gli interventi da parte dei cosidetti “esperti” non erano nè illuminanti nè indispensabili, c’era davvero bisogno di inserirli? Ma, ancor più importante, non avrebbe avuto più senso investire quella parte (considerevole) di budget in qualcos’altro? Magari uno sceneggiatore che rendesse i dialoghi tra gli attori meno banali e più concreti? Avevano davvero paura di creare una serie tv che facesse competizione a The Crown, magari?

LEGGI ANCHE: Belgravia – Tutto quello che sappiamo del period drama di Julian Fellowes

Ciò che la docu-serie non riesce a creare è quel legame indispensabile tra lo spettatore e i personaggi che si vedono sullo schermo. Se in un documentario non si riesce mai a dimenticare che si tratta di attori che recitano una parte, meramente accessoria ad un racconto e una spiegazione, una serie tv fa il passo successivo. Qui gli attori non sono meri strumenti ma personificazioni di ciò che è stato. Sono incarnazioni di personaggio vissuti realmente, in grado quindi – con il giusto livello di pathos, una buona recitazione e un’ottima sceneggiatura – di rdargli nuova vita. Questo è quello che avrei tanto voluto vedere e che, purtroppo, non ho visto.

Nulla da dire su costumi e sceneggiatura, che a mio avviso non avevano nulla da invidiare ad altri sceneggiati storici dello stesso spessore. Anche il cast avrebbe potuto avere maggiore risalto. Con una buona sceneggiatura è indubbio infatti che gli attori che hanno interpretato Nicola (Robert Jack), Alessandra (Susanna Herbert) e perfino Rasputin (Ben Cartwright) avrebbero potuto dare una sfumatura straordinaria al racconto.

Errori storici e inaccuratezze che non sono sfuggite

famiglia romanov

The Last Czars Recensione, Credits: Adrian J. McDowall, Netflix

Come sottolineato da Oleg Yegorov su Russia Beyond, ci sono tanti pregi in The Last Czars ma anche tantissimi svarioni storici. Imperdonabili se, come lui, si è russi, soprattutto. Basti guardare ai frame che inquadrano la Piazza Rossa, in cui si vede il monumento a Lenin 20 anni prima della sua dipartita. Si aggiungano le sorelle “nere”, il cui pregio per il documentario sarebbe stato quello di presentare Rasputin ai Romanov. Peccato che non siano mai state “nere” e, al contrario, la similituine al nero nel loro nome si riferisce al paese di provenineza: erano infatti montenegrine, ecco tutto.

Errori meno trascurabili sono le espresioni di soldati e nobili, che usano una tipologia di espressioni del tutto fuori contesto per il periodo storico e classe sociale di appartenenza. Se una serie tv come Chernobyl può pregiarsi di essere accuratamente storica, pur essendo stata prodotta da un americano, non c’è scusa che tenga con una docu-serie che, proprio per il suo valore informativo, dovrebbe elevarsi al di sopra di questo genere di critiche.

Banalmente se posso perdonare (in parte) libertà storiche ad una serie tv non posso farlo con un documentario. È così, punto e basta.

Verdetto inclemente per The Last Czars

the last czars netflix recensione

The Last Czars Recensione, Credits: Adrian J. McDowall, Netflix

Si arriva al dunque. Non so se posso effettivamente staccarmi dalla duplice analisi fatta di un prodotto come The Last Czars. Da un lato vorrei perdonarne le mancanze stilistiche giustificando il format di documentario. Dall’altro non posso sorvolare sui gravi errori storici che, proprio in quanto documentario, un prodotto del genere non dovrebbe permettersi. Perchè se l’intento è quello di fornire allo spettatore un quadro dettagliato degli anni immediatamente precedenti la fine dell’Impero Russo, Netflix non può permettersi leggerezze nel racconto e nella sua trasposizione.

Resto quindi della mia idea. Si tratta di una bella rappresentazione del periodo finale della dinastia dei Romanov, a tratti spennellato con tinte macabre ed eccessivamente sensuali (per un prodotto come questo, sia chiaro). Non di meno penso che Netflix e noi spettatori saremmo stati tutti più contenti di una serie tv. Perchè di buoni prodotti storici e period drama non se ne ha mai abbastanza: Netflix, che aspetti a produrne alcuni di livello?!

Comments
To Top