Killing (The)

The Killing: Recensione dell’episodio 4.02 – Unraveling

The Killing mi era mancato molto; quando ero quasi rassegnata a non vedere più Linden e Holden è arrivato, un po’ telefonato bisogna essere onesti, il colpaccio di Netflix che concedeva gli ultimi sei episodi a Veena Sud per finire la storia lasciata aperta. Dopo una premiere emozionante, considerata la curiosità con la quale attendeva questa nuova stagione, il secondo episodio mostra, a mio avviso, qualche problemino.

The Killing_402-3 Gli elementi che avevano reso grande e amata dalla critica e da parte del pubblico The KIlling, erano proprio quegli elementi che lo allontanavano dal classico poliziesco americano e lo avvicinavano al noir d’autore: la fotografia evocativa, la lentezza quasi estenuante e un ritmo delle indagini, con sbagli e marce indietro, per lo spettatore a volte frustanti, che però fotografavano al meglio la realtà investigativa senza falsi sensazionalismi.
Questa ultima stagione, un po’ per i pochi episodi a disposizione, un po’ per rifuggire a quelle accuse di lentezza che a un certo tipo di pubblico aveva lanciato alla Sud e al team di scrittori, sembra aver abbandonato lo stile tipico della serie, cadendo in qualche cliché e scelta narrativa un po’ scontata.
Il fotografo che abitava davanti alla famiglia massacrata, aveva una strana storia, sembrerebbe viste le foto scattate alla figlia adolescente dei Stansbury, morbosa. E fin qui possiamo anche starci, ma la stanza tappezzata da foto è una scena veramente vista e rivista che lascia stupito lo spettatore di The Killing, che da questo tipo di scelte d’immagine, diciamo così, era sempre stato risparmiato.

Questo non è la cosa più grave a mio avviso, quello che proprio trovo inconcepibile e permettetemi poco veritiero è la cattiveria cieca dei cadetti della scuola militare, dove Kyle è tornato a seguito della dimissione dall’ospedale. Perché anche i bulli più spietati concederebbero una tregua a un ragazzo che ha perso l’intera famiglia, ma questi no, addirittura inscenano uno scherzo che chiamarlo di cattivo gusto sarebbe un eufemismo. Dite che è realistico? A me è parso un tantino forzato anche per gli standard americani.The Killing_402

Nonostante questi difetti, come dicevo poc’anzi che stonano con lo stile realistico delle passate stagioni, Unraveling è un episodio affascinante e molto potente.
Mireille Enos interpreta magistralmente questa Linden spezzata dall’omicidio di Skinner e i suoi primi piani ci dicono molto più di mille dialoghi. Le crisi di panico, l’ansia fanno ormai parte della vita di Linden che vive costantemente all’erta di venire scoperta. Holden dal canto suo si trova improvvisamente immerso nell’accettazione della paternità e alterna momenti di spensieratezza e felicità ad altri di costernazione di fronte a questa novità che sta per travolgerlo.

In conclusione, tralasciati i difetti che rendono forzate certe scelte narrative, The Killing convince sempre grazie anche alle grandi prove attoriali; ricordiamo oltre la Enos anche Joan Allen che interpreta in modo ineccepibile Margaret Rayne e lo stesso Tyler Ross che interpreta Kyle, unico sopravvissuto della famiglia Stansbury che dopo l’entrata in scena della ragazza ricercata dalla polizia nasconde molto della verità.

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