Killing (The)

The Killing: Recensione dell’episodio 4.01 – Blood in the water

Torna The Killing, rescuscitato per la seconda e ultima volta, da Netflix che ha sviluppato questi 6 episodi che serviranno a dare una chiusura alla storia e a quanto successo nel finale della scorsa stagione, l’ultima prodotta da AMC. E proprio dal finale della scorsa stagione ripartiamo, in un cold open che si presenta carico di silenzi e di buio, non solo esterni ma anche interiori alla nostra coppia di poliziotti.

the killing 401eSkinner è morto. Linden lo ha ucciso, condannando il capo ed amante e condannando se stessa per non aver saputo vedere il mostro che c’era in lui, per aver anche solo immaginato di poter amare di nuovo. Rabbia, delusione, disperazione e caduta nell’abisso. Al principio di questa quarta stagione è Holder che deve recuperare i pezzi di Linden, un Holder cresciuto e maturato nel corso di questa storia, tanto da essere ormai lui la guida della coppia, mentre Linden, pur rimanendo il poliziotto di intuito, il “cane da caccia”, ora è rotta e non sembrano esserci prospettive di recupero. Esiste solo a possibilità di insabbiare tutto, di cercare di uscirne indenni, pensando al figlio, ma è una prospettiva a breve termine, non si riesce e non si può andare oltre allo “scampiamola ora”, lo sa lo spettatore, lo sanno i protagonisti: la loro tattica serve solo a guadagnare tempo, ma cosa succederà poi?

the killing 401fLinden è rotta, dolente, irritabile, sconsolata e pericolosamente distratta. Lo vediamo tanto, pure troppo e per quanto la Enos renda incredibilmente la disperazione, per quanto dovutamente l’esordio di questa stagione dovesse essere incentrato sulle conseguenze del finale della scorsa, ho percepito, dopo un po’, alcuni momenti abbastanza stancanti nel racconto, vorrei dire quasi noiosi, ma sarebbe un termine forte. Sono consapevole che c’è apparente contraddizione in quello che dico: certe scelte narrative erano inevitabili, necessarie e sono state recitate bene, ma sono lo stesso risultate, per me, pesanti. Perché? Forse è la realizzazione, forse l’aver dovuto aggiungere ulteriore cupezza ad una storia già cupa, forse perché l’avremmo recepito anche con meno calcare la mano o forse per la mancanza, per il momento, di un contraltare adeguato che potesse reggere i sessanta minuti dell’episodio.

the killing 401bPerché il contraltare c’era, la nuova indagine, ma per il momento non mi ha lasciato molto impressionato, anche per la piattezza di certi personaggi: il giovane timido in caserma, il capo della scuola militare dura ma dal buon cuore, il soldato sbruffoncello e figlio di papà, la famiglia apparentemente del mulino bianco. Certo, c’è violenza brutale, certo ci sono giovani e innocenti coinvolti e profusione di sangue (anche qui, forse un po’ eccessivamente scenico), ma il caso, chiaramente ad ora, senza sbilanciarmi su cosa diventerà, mi sembra un caso mediamente interessante per un buon poliziesco, ma poco originale e “forte” come lo erano i casi passati per uno show come The Killing. Ho anche pensato che venisse usato più come pretesto per far scorrere la storia vera, quella del finale che si vuol disegnare per i due ispettori della piovosa Seattle.

the killing 401aCredo che nelle scorse stagioni i casi di Rosie Larsen e del killer delle giovani ragazze di strada fossero solo scuse per narrare qualcosa di diverso, qualcosa di sociale, sulla condizione degli ultimi, sulla pena di morte, sulla corruzione politica e lobbistica, mentre qui non vedo, per ora, nessuna prospettiva del genere, ma solo un caso che sarà sicuramente più articolato di quello che sembra. Certo, un po’ di fiducia in Veena Sud resta, perché se ha trattato certi argomenti in precedenza, presumo potrà cercare di farlo anche ora, pur con un numero ridotto di episodi, ma staremo a vedere.

Carica d’impatto, anche se un po’ tirata per le orecchie, la scena finale di Linden con la figlia di Skinner che urla fuori dalla porta di casa, mentre lei tutta atterrita cercava il bossolo mancante. Nei prossimi episodi capiremo meglio cosa ne vuol fare Veena Sud di questo finale, augurandoci che sia una degna conclusione per un telefilm a volte discutibile, ma sicuramente potente e pregno di messaggi.

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