Killing (The)

The Killing: recensione dell’episodio 3.09 – Reckoning

Il finale del precedente episodio non faceva sperare niente di buono per il destino a cui sarebbe andata incontro Bullett. Un destino uguale a quello di molte altre ragazzine di Seattle ammaliate e cadute nella trappola di un mostro ancora senza un volto e senza un nome. Nonostante la morte di Bullet fosse nell’aria, la scoperta da parte di Holder del cadavere della ragazzina è stato un qualcosa di veramente straziante. Il rapporto che c’è stato nel corso della stagione tra Bullet e Holder è sempre stato un rapporto di “amore/odio”, ma sempre con una forte componente protettiva, oserei dire paterna da parte di Holder nei confronti di quella ragazzina tosta, che mai si è data per vinta, lottando (e sperando) fino all’ultimo di ritrovare viva la sua amica Kallie.

ThKilling3X09-3La reazione di Holder alla morte di Bullet ha conseguenze devastanti su di lui. Prima ha un acceso litigio con la sua fidanzata in macchina, poi cerca il disperato conforto di Linden cercandola addirittura di baciarla in preda alla disperazione. Ma l’exploit lo ha quando si presenta a casa del suo collega Reddick e lo pesta di botte, accusandolo di non averlo avvertito che Bullet, poco prima che venisse rapita e in seguito uccisa dal killer, ha chiamato per due volte in centrale. Su questo particolare ci si potrebbe soffermare anche un tantino di più, prendendolo come un indizio e aggiungendolo a quando lo stesso Reddick trova per primo la scatola di collane delle ragazzine scomparse nel box dove si rifugiava Joe Mills, il primo accusato in via ufficiale dalla polizia di Seattle, catturato e messo in custodia.

Linden può così tirare un sospiro di sollievo credendo di aver catturato il killer. Oltre ad aver trovato diversi indizi che lo collegano al ritrovamento dei cadaveri delle ragazze gettate in dei sacchi in una palude, riesce ad avere anche la confessione del figlio di Seward che, alla domanda su chi ci fosse in casa mentre sua madre veniva uccisa, il piccolo Seward punta il dito proprio sulla faccia di Mills. Peccato poi che Linden venga a scoprire dalla madre di Kallie che Joe durante l’omicidio della moglie di Seward si trovasse in Alaska. E così è tutto da rifare, ancora una volta. Linden sembra aver perso una volta per tutte le speranze di mettere le mani sul vero colpevole. Ma al termine dell’episodio, sembra che si sia accesa come una lampadina nella testa di Linden e infatti la vediamo presentarsi in macchina davanti alla casa o al luogo di lavoro del nuovo indiziato.

TheKilling3X09-2Le speranze sembrano perdute anche per Seward, ad un passo dall’esecuzione letale. A nulla gli servono le parole di conforto indirizzate a lui dal suo compagno di cella, che poi si rivelano essere parole di una manipolatore a cui piace giocare con le menti altrui. Più volte io e miei colleghi che hanno curato le recensioni di questa stagione si è elogiato la bravura di Sarsgaard nell’interpretare un personaggio così complesso, pieno di sfaccettature che sono state rivelate ad una ad una nel corso degli episodi. Seward si conferma essere non solo il personaggio migliore della stagione ma uno dei migliori in assoluto che ci ha riservato al momento quest’annata televisiva. Chapeau a Saragaard e agli autori di The Killing.

Mancano solo due episodi alla conclusione di questa stagione. Una stagione che, se ricordate bene, non era neanche nei piani della AMC avendola cancellata al termine della seconda stagione per ascolti sempre più al ribasso. Forse è stato proprio lo script già pronto a convincere il canale della cable tv americana a tornare sui suoi passi e a produrre una terza stagione, che al momento, almeno di cedimenti sul finale che scongiuriamo, rimane la miglior stagione di The Killing. Con buona pace della povera Rosie Larsen e della sua famiglia.

P.S. = La regia di questo episodio è di un certo Jonathan Demme. Vi dice niente “Il Silenzio degli Innocenti”?

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