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Killing (The)

The Killing – recensione dell’episodio 3.01 – 3.02 – The Jungle/ That You Fear The Most

Pioggia, ragazze sgozzate e detective con problemi d’ inserimento nella società. Cosa si crea con questi tre elementi? Ma certo, avete indovinato; una nuova stagione di The Killing !

Alcuni di voi non se l’aspettavano questo grande ritorno nel palinsesto USA, altri non ci speravano (come me), altri ancora forse non lo conoscevano (se è così andate a rivedervi le altre stagioni subito!).  Ad essere onesto ero indeciso se avvicinarmi o meno a questo nuovo ritorno televisivo per paura di vederlo decadere in trame scontate rovinando così l’intero fascino che aveva creato nelle prime due stagioni. La paura di un ritorno del candidato e holerdi uno spin off sull’omicidio della Larsen aleggiava sulle teste di molti, ma fortunatamente gli autori hanno trovato una strada originale per presentare questo “nuovo inizio”. Aprire un caso ex novo sarebbe stato forse troppo forzato per la riuscita di questa nuova stagione; il fatto di ricollegarsi indirettamente al vecchio caso ha creato un’idea di trama continua senza creare una sorta di nuovo C.S.I (astuti gli autori!). Un cambio di registro era però da adottare, qualche novità la si doveva pur dare per creare uno stacco sul passato.  E se è vero che Seattle (come l’Italia in questo momento) è una costante di delitti dove gente complessata vive in una città dove il clima piovoso non cambia mai, l’unica cosa che sembra essere cambiata in questo nuovo ritorno sono i nostri detective ripresentati (all’apparenza) sotto una nuova luce.

Il “giovane Holder” sembra aver abbandonato la veste da tossicodipendente per lasciare il posto a un nuovo look da “detective da telefilm” con tanto di partner scadente e grandi ambizioni per la sua carriera. Subito catapultati sull’omicidio di una ragazza trovata sgozzata notiamo l’attaccamento di Holder a questo caso; una sorta di flashback sulle scorse stagioni ci balza subito nella mente, la storia ce la siamo già fatti tutti nella testa: quanto ciKILL_301_CS_0301_0343a_595_slogo metterà Holder per ricadere nello sbaglio di Linden diventando ossessionato dal caso e “vittima” del lavoro?  La nostra rossa ex detective intanto trascorre le sue giornate come guardia di porto con un’aria più rilassata e un nuovo fidanzato come compagnia (quante puntate ci metterà per scappare da lei?). Casa su un’isola semideserta, lavoro leggero e abiti adatti a una puntata di “Come ti vesti?” sembrano essere i nuovi protagonisti di una vita forse un po’ troppo monotona di un ex agente forse un po’ troppo iperattiva. Linden sembra vivere serenamente questo nuovo stile di vita, ma se è vero che il passato non ti lascia mai, credo che a breve la vedremo tornare in carreggiata a fianco di Holder.

La trama di questa stagione ci fa “riesumare” (cosa molto frequente in questa serie) una serie di ricordi passati sulla stabilità mentale di Linden, dopo essere diventata ossessionata da un caso di un bambino trovato vicino al cadavere di sua mamma per 6 giorni. Il modus operandi è lo stesso di un cadavere di una prostituta che Holder trova all’inizio della puntata e se subito il detective vuole passare questa patata bollente a un altro collega; successivamente, qualcosa gli fa scattare il collegamento con il caso che aveva tanto assillato Linden. Holder cerca di attirare l’attenzione di Linden per farla tornare in pista e alla fine della puntata sembra riuscire nel suo intento in quanto la si vede fare domande al Killing 3x02suo ex partner che aveva condannato il presunto omicida.

La cosa bella di questo telefilm è senza dubbio la presenza di sotto trame nella storia e la visione totale dell’ambiente in cui si va a investigare; il caso non viene analizzato solo da un punto di vista ma ci viene dato pian piano un quadro generale della storia che ci permette di formulare noi stessi teorie e collegamenti vari. I due detective sono solo dei personaggi che cercano di schiarirci le idee componendo pian piano un enorme puzzle eliminando o smussando quei tasselli della storia che non riusciamo a far combaciare con gli altri. Per questo, anche in questa puntata, oltre alla parte dei due protagonisti, seguiamo il killer incarcerato da Linden e dal suo ex collega verso la sua condanna a morte affacciandoci pian piano al di là della cella per scoprire qualcosa in più di questo presunto omicida cercando di capire se è il vero colpevole. Altro tassello importante è quello di due ragazzine (o forse una alla fine) che, private di una vita normale all’interno della società dovuta a vari problemi familiari, sono costrette a vivere per strada prostituendosi o elemosinando posti dove dormire e cibo a comunità per il recupero di persone dissociate. Bullet, questa ragazzina con chiari atteggiamenti da maschiaccio, si danna fino alla fine della puntata per trovare la sua amica scomparsa durante la notte. Scontratasi già un paio di volte con Holder, capiamo che diventerà forse un personaggio sempre più presente nei prossimi episodi.

Intanto Linden cade nella trappola di Holder e riapre il fascicolo del caso che l’aveva fatta diventare pazza  provando a chiudere definitivamente quegli spiragli di dubbio che l’attanagliano. Dopo aver fatto visita al suo ex partner e all’omicida, Linden si reca a casa del bambino che aveva vegliato il cadavere di sua madre e, appena entrata in camera sua, trova il famoso disegno in stile The Ring con l’aggiunta di un nuovo elemento; due case nere (o capannoni boh!). Salita in macchina con il disegno in mano, Linden si reca nel luogo che assomiglia al disegno (come avrà fatto a trovarlo subito? Forse lo scopriremo nella prossima puntata) e, scoperta delle scoperte, dopo aver attraversato una radura di alberi spogli, si trova sulle rive di un laghetto dove in superficie galleggiano scheletri avvolti da qualcosa di rosso. Si chiude così questa prima puntata che non mi ha deluso per niente. La riapertura di questo caso mi sembrava la strada più ovvia per non cadere nel baratro della banalità in versione Lost. Lo stile è sempre a linden_notesmille, le atmosfere sempre curate e accompagnate da musiche malinconiche e colori freddi. Il telefilm non è di sicuro leggero e non è adatto i più deboli di stomaco. Penso però che mostrare la dura realtà attraverso il piccolo schermo sia una carta vincente per rendere ancora più veritiera la storia e provare compassione per quello che sta accadendo.

The Killing sembra una versione un po’ romanzata di quella che sono purtroppo le realtà che ci circondano; forse il fatto di vedercele compresse in pillole settimanali da 50 minuti ci sconvolge un po’, ma il risultato è pressoché perfetto. Non so se Seattle sia così tremendamente messa male; alla fine di ogni serie, dopo averci mostrato le parti più nere e losche della città, dovrebbero fare un video promozionale per attrarre nuovamente le persone a visitarla mostrando anche le sue parti belle . Scherzi a parte penso che questo nuovo inizio sia partito alla grande, gli elementi per creare una nuova bella stagione ci sono, vediamo come penseranno di gestire il tutto. Fino al prossimo aggiornamento,

stay Yo e tuned

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