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Killing (The)

The Killing: Recensione degli episodi 3.11 e 3.12 – From up here e The road to Hamelin

Be cool, mr cool.

Prima di guardare questo episodio stavo parlando con mia sorella. Le ho detto: “Finale di The Killing! Manca solo da scoprire il vero colpevole. Ma gli ultimi episodi sono stati così belli che anche se saltasse fuori che il colpevole è… tipo il capo della polizia, non mi lamenterei!”. Giurò sui miei sacri cofanetti DVD di Alias che è esattamente quello che ho detto.

Quando in un episodio di The Killing vedi risplendere il sole (e sono tipo tre episodi che non si vede pioggia) e Linden che ride, dentro di te le tue ossa sussurrano che sarà una catastrofe, una carneficina, i tuoi eroi moriranno soffrendo e tu maledirai Veena Sud per l’eternità con le poche forze rimaste.

The_Killing312-02Questa doppio episodio inizia come potrebbe concludersi un’improbabile e fantascientifico finale a lieto fine. Una Linden sorridente sembra essersi decisa a rimanere a lavorare con la polizia e si è quasi convinta che il sereno possa durare. Si porta a casa il capo e la mattina dopo, mentre lava i piatti, gli sorride e gli annuncia che il mondo è un luogo meraviglioso e le persone cambiano. Holder fa pace con la sua compagna che lo abbraccia brillando per maturità ed intelligenza. Twitch butta via una bustina di droga dimostrando all’universo che c’è speranza per tutti.

Ma c’è un caso nuovo ad attendere Linden e Holder, un cadavere bruciato in un auto. La sintonia tra i due è perfetta e il dialogo tra loro in macchina è così divertente che mi strappa una vera risata. Ma le trombe della catastrofe squillano sopra la mia testa. Mancano troppi minuti alla fine dell’episodio e nessuno ha mai creduto davvero che Mills potesse essere il vero colpevole. Quando il coroner annuncia che al cadavere ritrovato manca un dito tutto è devastazione. Tremo ancora di più quando Holder, lanciandosi in un 2+2 sfrenato, capisce che il vero colpevole debba essere un poliziotto e che quasi sicuramente si tratta del buon Reddick. Motivo assolutamente concreto per scartarlo all’istante.

La situazione è spinosa. La polizia si è vantata di aver preso il colpevole e se saltasse fuori che in verità si è sbagliata e che gli omicidi delle ragazze sono colpa di un poliziotto, il tutto esploderebbe in un casino di proporzioni epiche. Per questo, per qualche momento, l’atteggiamento vagamente sospetto di Skinner può passare inosservato. Ma The Killing non è mai tropo sottile quando si tratta di farti vedere una mano mentre nasconde l’altra. La foto improbabile di Reddick in casa della prima vittima (ma interrogarlo prima sto padre?) e il tempo extra per individuare la macchina dell’inseguitore di Adrian puzzavano di marcio in modo nauseante. Quando Skinner si è raccomandato di tenere la cosa fra di loro, la luce si è accesa definitivamente e io mi sono fatta una piccola risata. Non aspettavo altro che vedere l’anello di Kallie al dito della figlia. Ma questo non vuol dire che quando lo hanno inquadrato, un urletto non mi sia scappato lo stesso.
La scena in cui Linden realizza l’enormità della realtà dei fatti è magistrale. Passa un camion dei gelati con la perfetta scritta “Be cool, Mr cool!” e per qualche istante sperimentiamo l’effetto dell’adrenalina che Linden aveva descritto a Seward, dove tutto rallenta e i dettagli più stupidi saltano all’occhio… è poi tutto va in vacca. In senso stretto e in senso lato.
La scelta di Skinner come colpevole è tanto tirata. E’ proprio il voler scegliere la persona più impensabile, il cercare il colpo di scena a tutti i costi quando probabilmente non se ne sentiva particolarmente la necessità. E’ anche vero che l’impatto della scoperta sui protagonisti vale la forzatura, ma decisamente non convince in pieno. Come non convince la The_Killing312-04tattica di Linden di tenere sotto mira Skinner e guidare chissà dove alla ricerca di Adrian.

Il viaggio in macchina verso la casa al lago è eterno e serve più che altro a creare tempo e occasione per tante spiegazioni che per quel che mi riguarda, quando si tratta di serial killer, lasciano sempre un po’ il tempo che trovano. Ci interessano davvero le spiegazioni più o meno farneticanti di una persona mentalmente malata? A me interessa molto di più la catastrofe emotiva che sta avvenendo dentro Linden e devo dire che questa è resa benissimo. Il piano di entrambi non è chiaro. A considerarla logicamente non vedo come Linden abbia potuto credere che, nel poco tempo passato dal presunto rapimento di Adrian, Skinner fosse riuscito a fare avanti e indietro tutta la strada fino al lago. Dall’altro lato non si capisce se Skinner avesse intenzione di darsela a gambe (cosa in cui non si è molto applicato visto che quando Linden è accasciata a terra vomitante le porge un fazzoletto e non una botta in testa) o sperasse solo di venire ucciso… cosa che rende tutto quel viaggio un po’ assurdo.

Holder, dopo essersi liberato in modo alquanto fantasioso ma efficace dagli affari interni con una completa e benvenuta rivalutazione di Carl, si getta all’inseguimento e la tensione è tanta da tenermi sulle spine tutto il tempo e da farmi gridare alle schermo più volte per convincerlo a guardare la strada e non la cartina.

Potremmo giustamente a lungo interrogarci se sia plausibile che l’intuitiva Linden, pur convivendo a stretto contatto con un serial killer per così tanto tempo, abbia potuto in qualche modo ignorare totalmente la sua vera natura. Se i fatti fossero stati recenti allora sarebbe stato in parte comprensibile ma la cosa risale ad un sacco di anni prima quando il loro legame era decisamente stretto. Ci resta solo la scoperta di una verità tanto enorme da essere impossibile da gestire. Linden ne è comprensibilmente devastata viso tutto quello che ha passato, il dramma della morte di Seward e di tutte quelle ragazze che probabilmente non verranno mai ritrovate. “Non c’è nulla di più solitario al mondo che aspettare di essere ritrovati.”

Il finale è un classico. Inizialmente mi convincono davvero che Adrian sia nel baule. Parte un primo colpo ma non è mortale. Holder è lì che supplica Linden di mettere via la pistola. Adrian è salvo ed è tutto finito. Ma potrebbe Sarah vivere la sua vita mentre Skinner continua a esistere da qualche parte? Il secondo colpo è alla testa, fatale. Ed è la punizione che entrambi devono pagare, equamente distribuita. Holder è tutti noi quando sconvolto non può fare altro che mormorare: “No no no no no.” E qui ci lasciano.

The_Killing312-03Questa stagione aveva sparato le sue cartucce migliori nei tre episodi precedenti e questo finale non risulta purtroppo altrettanto soddisfacente. Ma lo prendiamo e ce lo portiamo a casa lo stesso, proprio grazie a quei personaggi che ci hanno fatto amare questo telefilm e che ci hanno fatto seguire anche questa terza inaspettata stagione. La recitazione, soprattutto per quel che riguarda i due protagonisti, è sempre splendidamente sottile (non vi ha dato i brividi vedere sorridere a quel modo Mireille Enos a inizio episodio?). L’alchimia tra Holder e Linden ha raggiunto vette stratosferiche e splende particolarmente nel dialogo in cui lei nota che Holder si è finalmente cambiato lo felpa e fatto la barba e nella già citata scena in macchina dove si scherza sulla relazione tra lei e Skinner. Perfetti.

Molto bello anche il funerale di Bullet con Holder che commenta la foto scelta, assolutamente inadatta, assieme a Danette. Mi piace Danette, tanto quanto non mi piaceva la lacrimevole mamma Larsen. Ho tanto sperato che la sua Kallie si fosse salvata. E in parte mi soddisfa anche la spiegazione del mistero dei disegni di Adrian che in verità, come a volte capita in The killing, nessuno si era mai fermato a considerare seriamente.

Non so voi, ma dopo questa stagione le mie speranze di un rinnovo per una quarta sono davvero pressanti. Soprattutto per il modo brutale in cui ci hanno lasciato. Ho bisogno di un’altra buona dose di Linden e Holder, con o senza pioggia battente. Teniamo le dita incrociate.

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