Killing (The)

The Killing 2.10 – 72 Hours

L’apertura di questo episodio è una bellissima sequenza in cui Linden si sveglia e lei, come noi spettatori, non ci rendiamo conto di dove si trovi, possiamo intuirlo, ma l’ottima fattura della realizzazione di questa scena e il senso di stordimento arricchito dalla gestualità e fisicità di Mireille Enos hanno un effetto sorprendente.

Questo dimostra una delle migliori caratteristiche di The Killing, ossia un’invidiabile parte tecnica, molto curata e di alto livello oltre a degli attori, che quando possono esprimere il loro potenziale lasciano incantati.

Purtroppo, io sono convinto che ormai siamo a meno tre dal series finale. Complici gli ascolti non esaltanti e il “non si può tenere aperto un caso per 3 stagioni” chiuderanno baracca e burattini al 10 giugno. Il fatto che abbiano annunciato nei titoli di coda che si scoprirà l’assassino entro fine stagione per me è un chiaro segnale.

Questo calo, è sicuramente dovuto, come spesso abbiamo sottolineato nelle recensioni scritte su questo sito, ai diversi difetti che accompagnano in questa serie i pregi di cui parlavamo prima.

Primariamente l’eccessiva lentezza di alcune parti, sicuramente dovute alla struttura “a giornata” e al ricercato iperrealismo, per cui non si possono inserire colpi di scena a raffica. In secondo luogo all’inserimento di alcune situazioni che, invece, si dimostrano anticlimax, come quella che nello scorso episodio si intuiva come stupro di Gwen che si trasforma nel primo bacio di Gwen, o al pseudo-colpo di scena nel finale in cui si vede la stessa assistente/ex compagna di Richmond pagare quello che faceva il filmato all’incontro coi sostenitori dell’aspirante sindaco in uno dei suoi campi da basket del progetto di recupero delle periferie degradate (ricordate dalla prima stagione? Si quelli dove lavorava il “ti-ho-rivisto-ora-torna-nel-dimenticatoio-dei-personaggi-sbagliati” Bennet Ahmed). Infine, anche svolte abbastanza improbabili come Capo Tribù Jackson che rimette a nuovo la stanza del delitto ma guardaunpo’ si dimentica del tombino con la chiave magnetica del comune.

A parte queste considerazioni è stato un bell’episodio, soprattutto per la parte riferita alla definizione più approfondita di Linden, veramente ottima regia e montaggio e la stessa fisicità della Enos, come dicevo prima, nel muoversi, nel parlare, conferiva un di più alle scene, a questa esplorazione di Linden come “broken thing” (direbbe il mio primo cavaliere preferito), perché lei è effettivamente “broken” e la costruzione mi è piaciuta forse anche di più perché le rivelazioni sul vecchio caso, che ce l’han menata per mesi su cosa fosse, erano non ad effetto, perché in fondo, per quanto efferato, era una storia banale, quasi a smitizzare la straordinarietà del suo essere poliziotto e protagonista.

Tutto l’episodio è comunque piacevole proprio perché riescono a mantenere un ottimo ritmo narrativo, con un perfetto equilibrio nelle parti della trama, tra una Linden che sprofonda in se stessa, un Holder determinato come mai lo avevamo visto e la sua evoluzione nel corso delle due stagioni è stata decisamente ben costruita ed ha anche qui evidenziato la bravura di Joel Kinnaman, e la famiglia Larsen che finalmente volta pagina (sostituendo figlia e moglie con un cane, ma vabbè, meglio dei piagnistei continui)

L’evoluzione della trama, a meno di red herrings a cui The Killing ci ha abituato, anche se li vedrei ormai fuori tempo massimo, sta evolvendo verso quello che sembra uno scontato epilogo, l’ammucchiata del crimine composta da Ames impresario malvagio, Sincado baciatore di minorenni, Capo Tribù Jackson e Janek capobanda polacco che avevano tramato per far soldi a palate col fronte del porto (sfruttando il dettaglio presentato nello scorso episodio della richiesta di capo Jackson di esimere dalle tasse tutto ciò che c’è in territorio indiano, quindi infilare ossa indiane nel cantiere del fronte del porto per poi reclamarlo al territorio indiano per via delle sepolture e quindi far un bel pacco di grana) che però alla fine vengono scoperti e sconfitti e il sindaco buono vince, Linden e Holder felici e colleghi con piccolo Jack finalmente sereno, famiglia Larsen riunita e cane munita.

Nota a margine e domanda di base: ma il sindaco ovunque vada, perde qualcosa? badge, anelli (o era una spilla non ho capito)? è il peggior criminale della storia, non so come abbia fatto a far carriera in politica.

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