Killing (The)

The Killing – 2.08 Off the Reservation

Per la prima volta, alla fine dello scorso episodio, ho provato l’impellente necessità di avere quello nuovo fra le mani. Cosa che non mi era mai successa con questa serie. Che gli autori ci stiano riprovando ad eliminare l’unico personaggio vagamente solare (e considerato Holder è una grande affermazione) della serie? Già ci avevano quasi fregato a fine prima serie con il suo finto passaggio al lato oscuro… che ora abbiano deciso per una via più diretta?

Linden, ascoltato in diretta il pestaggio di Holder sul suo cellulare, chiama immediatamente il distretto per richiedere delle squadre di ricerca. C’è giusto il tempo di mollare Jack nell’appartamento di Holder (si è salvato da un nuovo puzzoso motel) prima di apprendere che nessuna squadra di ricerca verrà mandata alla riserva indiana. Sull’orlo di una crisi di nervi, la nostra eroina marcia diritta nell’ufficio del suo superiore e, in una scena che ci fa davvero apprezzare la bravura di Mereille Enos, fa una scenata molto emotiva a Carlson, accusandolo di aver lasciato morire il suo partner senza aver mosso un dito. Carlson è, tanto per cambiare, losco e spocchioso come non mai, ma le minacce di Linden sembrano fare breccia nel suo cuore nero e la cavalleria viene spedita a salvare il salvabile, pronta a frugare la riserva indiana da cima a fondo. E cavolo, la cavalleria è numerosa e ben determinata ma c’è tempo solo fino all’alba, prima che le autorità della riserva arrivino a bloccare tutto.

E’ l’alba del giorno ventuno e la scena si apre preoccupantemente su un campo pieno di rifiuti abbandonati. Qui The Killing ci mostra il suo meglio con una scena desolata e gelida nella luce bianca dell’alba, mentre Linden fruga a mani nude tra i rifiuti alla ricerca del cadavere del suo partner. La tensione è perfetta ma viene un po’ incrinata dall’apparizione di un gruppo di bambini indiani che al buio e al gelo si intristiscono a giocare tra i rifiuti (nell’episodio precedente li avevamo visti giocare con il cadavere di un animale?!). Una di loro alza una manina scarna e punta il ditino verso il bosco mostrando a Linden dove spostare le ricerche. Il tempo sta ormai per scadere! E a questo punto ci concediamo un piccolo infarto nel momento in cui il copro insanguinato di Holder viene ritrovato dai cani, abbandonato ai piedi di un albero. Una vocina nella mia testa mi dice “se è morto, basta.”.

Ed è ovviamente proprio questo il momento migliore per tornare a Richmond e alla sua stupida campagna elettorale! Se avessero mostrato Mitch avrei probabilmente tirato una scarpa nello schermo. Sadici!
Blah blah blah, campagna elettorale, blah blah. Si torna a Holder che… è vivo!! (Lo so, era ovvio, però un po’ ho temuto…) E’ in ospedale ed è ridotto uno schifo e forse solo Linden, che non dorme ormai da settimane, sta messa peggio di lui, ma almeno è vivo! E questo significa che si può continuare a vedere The Killing! 😉

Stan Larsen ha un gran da fare con quelli che lo chiamano per la ricompensa ma a noi non frega un tubo, così torniamo all’ospedale. Qui Linden ha un incontro scontro con la sorella di Holder, la quale, dopo averle fatto passare cinque brutti minuti facendola sentire molto in colpa, le consegna l’astuccio di fiammiferi con l’ora dell’appuntamento. E’ ancora in tempo!

L’incontro si svolge in un negozio da barbiere e Linden si fa una bella chiacchierata con la cameriera del casino. Saltano fuori un sacco di cose (per lo più inutili) e la mia memoria che fa schifo non mi permette di capire se siano congrue con quanto detto precedentemente oppure no; fatto sta che Rosie non era affatto una prostituta, ma era una cameriera del casinò; cosa che ha un pochino più di senso visto come è stato presentato il suo personaggio. La morta era effettivamente al casinò la notte del suo omicidio e forse stava proprio andando a quel cavolo di piano numero 10 che sembra essere diventato il centro di tutti i mali del mondo. Si rivelerà l’ennesima falsa pista o possiamo finalmente dare per sicuro che gli indiani ci sono dentro fino al collo? Immagino non ci vorrà molto per scoprirlo.

Sguardi torvi tra Richmond e il sindaco. Lui sa della foto e il sindaco un po’ se la fa sotto, ma tanto ha il suo massiccio aiutante pronto ad appianare tutti gli ostacoli. E a noi non ce frega un tubo.
Intanto quella tristona di Linden ha solo guadagnato felicità e popolarità… e tatto. Fa in tempo ad abbattere tutte le nuove speranze di Stan Larsen, prima di rendersi conto che ora tutti i colleghi la schifano perchè la ritengono colpevole di quello che è successo ad Holder. Per iniziare bene la giornata il capo le dice che è antipatica e che può consegnare il suo distintivo perchè con il casino che ha fatto ora può andare a vendere gelati… o a sposarsi! Simpatico Carlson… peccato che sia troppo tardi pure per quello. Qualcun’altro vuole darle un calcio negli stinchi? C’è da meravigliarsi che all’uscita quelli dei servizi sociali non siano lì a farle un’imboscata.

All’ospedale ci viene regalata un’altra di quelle scene che a me piacciano tanto tra Holder e il suo nipotino. Holder è quasi in gran forma e ne approfitta per fare ammenda e restituire piccolo la moneta che gli aveva rubato. La madre li guarda sorridendo dalla porta e come raramente succede, The Killing regala un po’ di speranza ad uno dei suoi protagonisti.

Nella scena seguente ci ritroviamo tutti con un forte senso di de-javu e assistiamo a qualcosa a cui non eravamo quasi più abituati. Sarah e Jack sono all’aereoporto! Per un istante ho il terrore che stiano ancora cercando di andare a Sonoma, ma lo shock è totale quando scopro che Linden sta spedendo Jack da suo padre, giusto per tenerlo fuori dai guai per qualche giorno. Sono così stupita che quasi non mi meraviglio di vedere apparire anche Holder praticamente ormai sano. In verità la scena è molto bella e struggente e non merita la mia ironia. Finalmente Linden e Jack condividono un momento di vero affetto che ci fa dimenticare un po’ delle carenze di madre della nostra eroina.

L’accenno finale ad un certo desiderio di suicidio di Richmond non incrina, anzi rende ancora più emozionante la conclusione l’episodio con i nostri 2 eroi riuniti, soli contro il mondo e decisi più che mai ad infilarsi in quel benedetto piano numero 10.

In conclusione per quel che mi rugarda un buon episodio con scene davvero belle di atmosfera e di introspezione dei personaggi. Il contorno Larsen/Richmond resta noioso e statico ma la bella notizia è che ci siamo liberati del povero e Jack e che abbiamo guadagnato un po’ più di tensione e forse un po’ più di attenzione alle indagini.

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