Killing (The)

The Killing – 2.05 Ghosts of the past

Richmond fa un sogno bellissimo: sogna che Belko riemerga dalla tomba per sistemare il lavoro mal fatto e liberarlo finalmente da questo telefilm. Ho idea che neppure lui sappia più cosa ci stia a fare qui in mezzo.
Nel frattempo Linden e Holder sono rinchiusi in un buio e segretissimo stanzino alla stazione di polizia, intenti a elaborare la loro ultimissima, esplosiva versione dei fatti. Sarà Alexi, il povero orfano russo, che per vendicare suo padre ha ucciso Rosie? E’ l’una di notte e ci sono dei cattivi da stanare, così l’influenza di Jack, recluso da giorni in un motel, viene archiviata dalla madre con un: “Mettiti a letto. Arrivo presto.”. La notte, assetata di giustizia, non può attendere.
I nostri due detective corrono ad interrogare la madre di Alexi, sperando che abbia mantenuto i contatti con il figlio e Linden, che di carenze materne se ne intende, riesce a farle confessare che il figlio si nasconde in cantina. I due poliziotti scendono le scale ad armi spianate e noi telespettatori siamo costretti a domandarci: quale splendido guaio causeranno questa volta i nostri due eroi? Toglieranno un nuovo sospettato dalla lista facendolo semplicemente morire? La suspense è a mille! Ma Alexi dorme beato. Per questa volta è salvo… ma per quanto?

Intanto i Larsen sono infelici e Richmond è infelice… ha scoperto di non poter più vedere polizieschi alla TV, perchè gli spari lo traumatizzano. La fuggiasca Mitch (in caso a qualcuno fregasse minimamente) avendo abbandonato i suoi figli decide di occuparsi di una ragazza randagia che evidentemente le ricorda Rosie. Scene inutili, nostro tempo sprecato.
Nel frattempo alla stazione di polizia Holder tratta male Alexi cercando di spaventarlo… come se la cosa avesse mai funzionatoprima, mentre Linden fa la buona condividendo allegri aneddoti da orfani su panini alla bologna. Ma Alexi non si lascia abbindolare. Sa come funzionano le cose. E l’unica informazione che riescono a cavargli è quanto Rosie odiasse i suoi genitori. Possibile?!?
Intanto Stan Larsen, non sapendo più dove sbattere la testa, corre alla polizia per confessare tutti i suoi loschi traffici passati e non è più che ovvio che buttando uno sguardo dentro una camera riconosca Alexi? Le chance di sopravvivenza del nuovo sospettato riprendono a crollare rapidamente…
Ma qualcosa finalmente sembra muoversi. In un modo ovviamente del tutto illegale, Linden mette le mani sul contenuto del cellulare di Alexi e vi trova un messaggio registrato di Rosie. E’ una richiesta d’aiuto della ragazza: ha visto di nuovo qualcuno che non avrebbe dovuto e sembra spaventata a morte. Linden fa riascoltare la chiamata ad Alexi facendolo sentire una schifezza e lui finalmente confessa che portava Rosie al traghetto ogni venerdì, quando lei si recava al casinò. Ma ovviamente, mentre sta per rivelare il nome della persona di cui Rosie aveva così paura, arriva l’avvocato e il ragazzo viene rilasciato. Per nulla contenti Linden e Holder si mettono a pedinarlo. Ma quello che ci chiediamo noi è:  il povero Jack sarà ancora vivo?  Lei sarà mai andata a vedere se è morto di peste? Ma sempre al telefono la nostra madre dell’anno apprende che la febbre sembra essere passata. “Magari era solo una scusa per bigiare scuola!”, boffonchia Sarah. Ammesso che a scuola ancora ci vada quel povero figlio. Holder cuore d’oro si offre di fare lui la nottata anche se sappiamo tutti com’è finita l’lultima volta che ha fatto la guardia ad Alexi. Linden accetta e fa un salto a “casa” e chi c’è ad attenderla? Helo… cioè, no… il padre di Jack che ovviamente ha trovato il figlio con 3000° di febbre ed è vagamente schifato dalla vita che Sarah gli sta facendo fare. Lei, gran faccia di tolla, ha il coraggio di cercare di dargli a bere che tutto proceda benissimo e di chiamare una pattuglia pur di farlo smammare. Il padre sembra attualmente il più ragionevole di tutto il telefilm.
In mezzo a tutti questi drammi famigliari, le indagini hanno finalmente una svolta positiva. Toccato nel cuore dalle parole dei nostri eroi, Alexi decide di confessare tutto. E cioè che il tizio di cui parlava Rosie è uno che se ne va a spasso in macchine di lusso nere e che, squilli di trombe, Rosie odiava tutti perchè in verità non è la vera figlia di Stan Larsen. Urlo di stupore! Non so perchè ma credo avremmo dovuto immaginarlo tutti. Alla figlia modello mancava solo questa.
Intanto Richmond è in uno stato sempre più pietoso ma Jamie, che si è ormai rassegnato al suo ruolo di crocerossina dell’amore, non ha intenzione di mollare l’osso e da bravo segugio è venuto a sapere della foto finta che ha inchiodato Richmond; è convinto che sia stato proprio il sindaco, avversario politico di Richmond, a farla circolare.

Ora sulla torta delle disgrazie dei Larsen mancasolo la glassa finale e Stan, come ultimo errore sulla sua lunga lista, decide di baciarsi proprio la sorella di sua moglie, cosa che logicamente spinge Terry a tornare a prostituirsi. Tutto è gioia e speranza in The Killing. La pioggia continua a cadere, Holder continua ad essere incontinente durante gli appostamenti, Linden è una madre sempre più scadente e noi come al solito non abbiamo fatto molti passi verso la scoperta del colpevole. Nonostante questo l’episodio è piacevole ed equilibrato e si ha quasi l’impressione che si muova qualcosa. Abche se la rivelazione su Rosie suona un po’ come una patacca. I due investigatori più svegli del West sono tornati in armonia e le loro interazioni sono sempre piacevoli da seguire sullo schermo. In più un sospettato centrale è uscito incolume dalle indagini… cosa si può chiedere di più a The Killing?

 

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