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The Keepers è il nuovo Making a Murderer? Recensione del primo episodio

The Keepers è il nuovo documentario di Netflix che promette di tenervi incollati, tutto il weekend, allo schermo del vostro computer nella disperata ricerca del colpevole dell’omicidio di suor Cathy Cesnik. Un anno fa l’America e il mondo furono scossi dal caso Avery, raccontato sapientemente in Making a Murderer sempre su Netflix. La questione del sistema giudiziario americano, dei suoi tarli, dei meccanismi malati che non funzionano, crearono un vero tsunami di indignazione e polemiche arrivato fino alla Casa Bianca. The Keepers promette, invece, di indagare una faccia dell’America connessa al sistema giuridico penale ma volta ad approfondire i meccanismi distorti della “provincia” borghese di questo paese, quella che si nasconde dietro il perbenismo e la religione.

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Chi ha ucciso Suor Cathy?

La regia di Ryan White è molto attenta nel voler essere precisa e chiara fin dall’inizio, affidando la narrazione dei fatti ad un giornalista freelance in pensione e l’indagine a due donne, ex alunne della vittima, che hanno fatto di questo caso la missione di una vita. Nel primo episodio viene introdotto il caso con informazioni note alla stampa e all’opinione pubblica, iniziando da chi era Cathy Cesnik per la comunità di Baltimora e cosa è successo nel 1969, anno in cui è stata uccisa.

Suor Cathy è una donna di fede, che insegna in una scuola superiore femminile nella periferia residenziale di Baltimora, un luogo tranquillo in cui nessuno chiude a chiave la porta di casa, dove l’attrazione principale è un grande centro commerciale e ogni abitazione ha il proprio giardino, il proprio vialetto bianco, il proprio portico con fiori e piante. Suor Cathy è una donna moderna amata dalle sue alunne, uno di quegli insegnanti che ricordi per sempre: fa leggere La Lettera Scarlatta e Shakespeare in classe per avvicinare le sue ragazze alla bellezza della poesia. Ed è proprio per questo che la sua morte ha lasciato un vuoto tale da portare due ex alunne a voler dedicare parte della loro vita a risolvere il suo omicidio avvenuto ormai quasi cinquant’anni fa.

Tramite la ricostruzione del giornalista e di alcuni colleghi di Suor Cathy lo spettatore è immerso completamente nel mistero della suo morte, avvenuta senza motivo una sera di novembre mentre andava a comprare un regalo per la sorella. Cathy scompare, la sua macchina viene ritrovata poche ore dopo vicino casa sua e due mesi dopo il suo corpo viene scoperto in una discarica poco lontano.

Ma i dubbi e gli interrogativi iniziano fin dal primo episodio: perché chi ha disperso il corpo ha riportato indietro la macchina? Perché nessuno ha davvero seguito il caso fino al ritrovamento del cadavere? Perché ad oggi l’FBI continua a non dare risposta alla famiglia della vittima? Ma soprattutto cosa sapeva Cathy per essere uccisa e il suo caso insabbiato?

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Perché vedere The Keepers

Sebbene il documentario di Netflix abbia come premessa quella di voler raccontare un mistero ad oggi ancora irrisolto, e sia classificato come genere crime investigativo, The Keepers promette in realtà di voler svelare un volto dell’America che conosciamo poco: quello del perbenismo provinciale che si nasconde dietro la maschera dei dettami religiosi e di regole sociali non scritte.  Lo stesso ambiente del Caso Spotlight, lo stesso tema dell’insabbiamento di reati commessi da religiosi e di cose che non devono essere dette o sapute. Ed è così che gli USA ci sembrano molto più vicini di come pensavamo e la sensazione di disgusto e sporcizia ci assale e resta addosso come il miele appiccicoso.

In sette episodi The Keepers esamina ogni dettaglio del caso, includendo quello di un’altra donna uccisa a pochi giorni di distanza da Suor Cathy, quello di una ragazza molestata da un prete della stessa zona e del probabile insabbiamento dei vertici della polizia del caso di Cathy Cesnick. Sette ore che confermano quanto già visto in Making a Murderer: la realtà è molto più interessante dell’immaginazione di uno sceneggiatore televisivo. Il format del documentario continua a stupire e ad essere uno dei generi di punta di Netflix, capace ancora una volta di stupire con un prodotto originale e necessario.

The Keepers racconta, senza troppe invenzioni stilistiche (che abbiamo visto in Casting JonBenet), una storia che aspettava un narratore dal 1969 e lo fa indagando l’America, le sue fragilità e le sue paure in modo diretto e senza annoiare lo spettatore. Il genere crime in televisione funziona sempre, lo aveva capito Lucarelli quindici anni fa e lo ha capito Netflix ora, ma se prodotto con fondi ingenti e affidato al regista giusto non solo funziona ma è anche ottima televisione.

Good Luck!

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La_Seria_

Studentessa universitaria, persa nella sua Firenze,sfoga lo stress da esame nello streaming selvaggio, adora le serie crime e fantasy lasciandosi trasportare a tratti dai teen drama. Cerca ancora di capire perchè le piace la pioggia incessante

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