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Hour (The)

The Hour: 2.03 Episode Three

Dopo gli afroamericani immigrati, la questione sociale spinosa di cui si occupa la redazione di The Hour in questo terzo episodio è la mancata approvazione del governo inglese delle raccomandazioni contenuta nel rapporto Wolfenden.
Lord Wolfenden presidente della commissione dipartimentale sui reati omosessuali e la prostituzione, aveva redatto una relazione nel 1957 che, trascurando le idee convenzionali dell’epoca, raccomandava che il comportamento sessuale tra adulti consenzienti non doveva essere più considerato reato, perché un fatto privato tra due cittadini.
Mentre la redazione lavora per preparare una doppia intervista tra chi a favore del governo inglese e chi invece è schierato con i diritti degli omosessuali, vediamo Hector toccare il fondo durante la festa di Natale ed essere salvato in corner, proprio durante una brutta scenata da ubriaco, dal suo amico il comodante della polizia Stern.
Il che ci riporta proprio a uno dei due momenti più importanti dell’episodio. Freddie riesce in poco tempo, ficcando il naso anche dove non dovrebbe a capire che l’attricetta Kiky, altro non è che la mantenuta del comandante Stern tenuto sotto scacco dal proprietario del Paradis, Cilenti. Ovviamente con questo cognome italiano non potevamo  non aspettarci un po’ di mafia.
I due piani narrativi – il giallo della stagione e l’inchiesta della redazione – s’ intrecciano proprio durante l’intervista che Hector fa al suo amico Stern in merito alla decisione del governo di non accogliere la raccomandazione Wolfenden, senza uscire fuori tema – la raccomandazione riguarda anche la prostituzione – e dimostrandosi ancora lucido e in grado di fare il suo lavoro, Hector assesta un bel colpo al suo amico che viene, di fatto, smascherato, non pubblicamente ancora. Il discorso omosessualità come questione di libertà personale passa un po’ in secondo piano alla fine ma è certo che farà parte della trama della stagione, non credo che gli sceneggiatori non sfrutteranno la storia di Mc Cain in qualche modo collegandola al tema sociale più generico.
Ma non è finita qui, c’è spazio anche per le trame più intime:
Randall e Lix ci rivelano finalmente il loro segreto: la coppia durante la guerra civile spagnola ha avuto una figlia. Questa notizia getta una luce diversa sul personaggio di Lix, sapevo che c’era qualcosa di non detto sin dal primo episodio ma non capivo cosa. Peter Capaldi e Anna Chancellor sono due attori straordinari, con una recitazione composta ma passionale.
Ma questo riguarda l’intero cast, superbo che insieme alla scrittura, alla fotografia e alla regia rendono questa serie un vero gioiello raro.
Apprezzo molto anche la scelta di dare più spazio a Marnie, vedere questa donna così bella e intelligente tratta da manichino era un delitto, sul piano storico poi è ancora più interessante che si affronti l’emancipazione femminile in questo modo. Oona Chaplin è straordinaria in questo ruolo, recitazione elegante ma incisiva. Se vogliamo trovare a tutti i costi un neo a questo episodio, ma forse all’intera stagione, questa è la moglie di Freddie.
Lizzie Brocheré è brava anche in American Horror Story nei panni di una pluriomicida, qui il personaggio che interpreta è estremamente stereotipato. Costantemente senza gonna o pantaloni; per scriversi fa luce con una candela dentro una botte di vino.C’è ovviamente un intento chiaro di caratterizzare la moglie come diametralmente opposta a Bel ma forse si è calcato un po’ la mano su questo.

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