Hour (The)

The Hour: 2.02 Episode Two

La BBC starà anche affrontando un periodo burrascoso della sua esistenza, ma la sua classe in quanto a serie TV resta immutabile. E The Hour ne è forse l’esempio migliore. Eleganza sfrenata, attenzione maniacale ai dettagli, attori di una bravura disarmante. Tutto l’arsenale è in bella mostra anche per questa seconda stagione, dove come al solito le vicende personali dei nostri protagonisti vanno ad intrecciarsi con i mutamenti storici e politici dei tormentati anni ’50.

La scintillante e spregiudicata ascesa al successo di Hector subisce una brusca frenata quando l’elegante party a casa sua viene interrotto dall’arrivo della polizia venuta ad arrestarlo. Miss Kiki Delaine lo accusa di averla brutalmente picchiata. E’ una doccia fredda per tutti ma le reazioni sono diverse. C’è chi, avendo assistito al suo comportamento autodistruttivo degli ultimi tempi, non ne sembra particolarmente stupito mentre Bell è pronta a difenderlo a spada tratta, certa della sua completa innocenza. La reazione più inaspettata è quella di Marnie, che stanca di rimanere a casa a fare la moglie perfetta in un matrimonio ormai morto, è ormai arrivata ad un punto di rottura. Al posto di accorrere al carcere per schierarsi al fianco di suo marito, si reca ad un’audizione per un programma di cucina. Davanti alle telecamere e ai produttori è sempre la moglie splendida ed impeccabile che conosciamo, ma dentro di lei qualcosa è cambiato. Oona Chaplin è uno spettacolo nella parte ed è un piacere che gli autori le stiano concedendo più spazio e una maggiore identità. Quando finalmente Hector torna libero lei è glaciale nel constatare la fine del loro matrimonio e nel mettere le cose in chiaro… splendida!

Anche Romola Garai ha la sua parte di azione in questo episodio, quando per salvare Hector è costretta a trasformarsi in detective e ad andare a scavare nel torbido, prima al club El Paradis e poi in dubbie librerie alla ricerca di foto pornografiche che ritraggono Miss Delaine e che potrebbero essere alla base del piano per incastrare Hector. Ancora non mi è chiaro dove voglia puntare la trama investigativa di questa stagione… ma invero anche nella prima c’era voluto un po’ per orientarsi. Mi ha sorpreso molto vedere subito svelato il vero colpevole del pestaggio della bionda attrice, che si rivela essere l’integerrimo amico di Hector, il comandante della polizia Stern. Stranamente presto per rivelare una cosa simile? Questo mi fa domandare se questa stagione ruoterà solo intorno ai torbidi maneggi di un paio di persone dalla dubbia moralità o se prenderà pieghe inaspettate e più ampie.

Altro lato sorprendente della vicenda è stata la simpatia e la sincera pena che ha suscitato in me Hector, personaggio che non ho mai amato molto. Dominic West è bravissimo a mostrare tutta la sua spavalderia di facciata e tutta la sua profonda fragilità. L’ultima scena dell’episodio non promette nulla di buono ma io spero che per lui ci sarà l’occasione di risollevarsi.

Intanto il nostro Freddie, sbarbato di fresco, è alle prese con i giovinastri fascisti del suo vicinato che sembrano aver preso di mira proprio casa sua. Uno di loro lancia addosso a sua moglie Camille un grumo di fuliggine. Il gesto in sé non è particolarmente grave ma la scena è comunque piuttosto forte. Ormai tutto possiamo aspettarci da Freddie tranne che reazioni “normali” e il suo colpo di genio questa volta è quello di invitare a The Hour, per un intervista, proprio il suo persecutore in un confronto con Say, il giovane di colore che ospita sotto il suo appartamento. Portare in TV, alla BBC, un fascista sembra a tutti un tantinello esagerato anche per lui, ma i risultati delle due interviste sono così buoni da convincere anche i membri più intransigenti del consiglio d’amministrazione della rete. Il confronto sull’immigrazione e il razzismo è interessante e attuale e il tutto è molto democratico e moderno, ma a me sinceramente, per la prima volta in questa serie, fa storcere un pochino il naso.

Che il giovane fascista si riveli un educato e pacato adolescente mi pare un pochino forzato. E il discorso ispirato del giovane dottore che considera la grande Inghilterra la sua patria proprio per la sua ampiezza di vedute e forza democratica, forse inumidirà gli occhi degli inglesi ma a me fa un po’ venire il latte alle ginocchia. Alla fine quasi quasi mi aspetto che tutti si abbraccino e si diano benevole pacche sulle spalle e che al fascistello venga offerto un lavoro al programma. Tutto troppo facile per i miei gusti.

Altre gemme della serie restano Capaldi e la Chancellor. Randall è un misto di bizzarrie e saggezza che rendono imprevedibili le sue mosse. Lix invece ha un po’ il ruolo di Lady Violet in Downton Abbey: mentre tutti trottolano affannati di qua e di là, con la sua ironia e le sue battute ben mirate è spesso la voce della ragione. In più la relazione tra i due è curiosa e intrigante.

L’unico personaggio che rimane un po’ ritagliato con l’accetta è Camille, la giovane moglie di Freddie. Così smaccatamente francese e isterica da sembrare solo un triste plot device. Cosa avranno in serbo per lei gli sceneggiatori? Intanto anche Bell si è guadagnato un nuovo interesse amoroso… sempre più complicazioni sulla strada del vero amore?! Perdonatemi, sono impenitentemente Freddie/Bell shipper! 🙂

Concludo la recensione non una menzione d’onore all’abito da cocktail color smeraldo di Bell e in generale a tutto il suo guardaroba. Uno spettacolo per gli occhi!

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