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The Handmaid’s Tale: Recensione degli episodi 2.01 e 2.02

The Handmaid's Tale - Recensione episodi 2.01 e 2.02

La seconda stagione di The Handmaid’s Tale ha finalmente debuttato qualche giorno fa, facendo chiarezza sull’annosa questione con cui si era chiusa la prima stagione.

Nick è riuscito a far fuggire June? Il furgone in cui è entrata la porterà verso la salvezza? O verso una nuova punizione? Qui si conclude anche il libro di Margaret Atwood che lascia qualche accenno e supposizione su cosa possa essere accaduto a June, ma senza spiegarci i tempi e i modi.

La premiere della seconda stagione di The Handmaid’s Tale riparte proprio dal quel furgone in cui è stata rinchiusa June. Lo showrunner Bruce Miller ormai senza le linee guide del libro, ma con la consulenza sempre presente della scrittrice, ha scelto di scorporare la premiere in due episodi, che appaiono proprio come due tronconi. Uno dedicato a June (Elisabeth Moss) e l’altra a Emily (Alexis Bledel) e soffermarsi al tempo prima di Gilead, a come la libertà individuale delle donne e delle minoranze sia stata sottratta in modo sottile e lento.

E sono proprio i flashback della società precedente, più delle torture alle ancelle il vero pugno allo stomaco allo spettatore.

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La forza dei flashback

Nei flashback, vediamo infatti un America predente a Gilead, dove le libertà personali stavano già per essere scalfite. June ha bisogno della firma del marito per avere la pillola in farmacia e dopo una semplice febbre della figlia, le viene fatto un terzo grado per negligenza.

E’ tutto molto plausibile e quindi pietrificante e angosciante come, pian piano senza destare particolari preoccupazione da parte dei cittadini, la libertà delle donne viene erosa. La stessa cosa succede a Emily a cui di punto in bianco consigliato di non insegnare più dopo che la foto di sua moglie e sua figlia è stata vista da una studentessa.

The Handmaid's Tale - Recensione episodi 2.01 e 2.02

Il cambio di rotta della seconda stagione di The Handmaid’s Tale

June non è stata liberata da Nick e quando si aprono le porte del furgone, la scena che ci aspetta è una delle più potenti e angoscianti, forse anche un po’ troppo auto celebrativa se vogliamo.

Mentre le note di This Woman’S Work di Kate bush fanno da sottofondo alla scena delle ancelle pronte all’impiccagione, lo spettatore già sa che nessuno morirà perché in mezzo a loro c’è June. Quindi è solo un modo di impatto per mostrarci un’altra tortura odiosa di questo regime. La resa scenica è indubbia, la valenza narrativa invece lascia un po’ a desiderare, no?

Comunque ben presto scopriamo che è solo l’ennesima punizione di Zia Lydia ancora ignara che June sia incinta. Appena scoperta la gravidanza però, June ottiene come tutte le ancelle che hanno compiuto il loro ruolo nella società una serie di benefici.

Abbastanza inaspettatamente però, in una lunga scena adrenalinica e angosciante June riesce a fuggire. Grazie al supporto di Nick e del maiday, June non è più un ancella, o meglio è ora un’ancella incinta. Un bene preziosissimo che sarà molto difficile far uscire dal paese.

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The Handmaid's Tale - Recensione episodi 2.01 e 2.02

Emily e le colonie

Il secondo episodio è dedicato alle colonie e a Emily, la struttura del primo è simile e anche qui, mentre vediamo per la prima volta le colonie, dove vengono spedite le ancelle “non donne”, cioè non più utili alla società. Sono anche qui i flashback a lasciarci più scioccati e in ansia dei terreni radioattivi dove le ancelle lavorano tutto il giorno. E’ la scena dell’aeroporto, dove si riversano famiglie e persone in fuga nella speranza di riuscire ad abbandonare il regime nascente, la più straziante e sconvolgente.

E’ chiaro che dopo questi due episodi, la seconda stagione di The Handmaid’s Tale cercherà in tutti i modi di eguagliare la prima. Forse mancherà dei dialoghi incisivi e brillanti della Atwood, forse sarà meno sottile. Quello che è certo è che il materiale per sviscerare la dittatura, inventata dalla mente geniale di una delle scrittrici femministe dello scorso secolo, c’è ed è tanto. Quindi mi aspetto grandi cose!

Episodi 2.01 june e 2.02 Unwomen
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