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The Handmaid’s Tale: il cast parla della seconda stagione

The Handmaid’s Tale, la serie ispirata al romanzo distopico di Margaret Atwood, ha da poco fatto il debutto e ha già conquistato il beneplacito del pubblico e soprattutto di Hulu. Il servizio streaming americano ha infatti deciso di rinnovare lo show dopo soli 4 episodi. I lettori della Atwood si chiedono ora come Bruce Miller e il resto del team porteranno avanti la storia di Offred, esaurito il materiale contenuto nel romanzo.

Durante un panel organizzato da The Hollywood ReporterElisabeth Moss, Alexis Bledel e Reed Morano hanno rilevato qualche dettaglio in più sulla seconda stagione e commentato ciò che abbiamo visto in questi primi episodi, sottolineando l’importanza di un racconto di questo tipo in un momento storico come quello che stiamo vivendo.

“La storia è sempre stata opportuna” ha affermato Morano, regista dei primi tre episodi “Tutto quello che è raccontato nel libro è accaduto o sta accadendo ora in qualche parte nel mondo e così è stato quando Margaret (Atwood) lo ha scritto. Il messaggio che Margaret vuole trasmettere nel libro è che grandi cambiamenti non accadono durante la notte, si verificano molto lentamente nel tempo, quasi non ti accorgi che stanno accadendo fin quando non è troppo tardi. Noi tendiamo ad essere un po’ protetti in America a causa dei diritti che abbiamo e quello a cui siamo abituati. Spero che le persone apprezzino quello che hanno.”

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Elisabeth Moss ha raccontato che, nel momento in cui ha ricevuto la sceneggiatura, ha capito che era un progetto che non doveva lasciarsi scappare. Ha inoltre rivelato che è stata lei a spingere Bledel e Morano nel progetto, affinché fossero coinvolte. “Non sapevo se volevo fare un’altra serie tv così presto, era passato solo un anno e mezzo dalla fine di Mad Men.” Alexis Bledel ha invece raccontato che è stata l’impronta ribelle a convincerla ad accettare il ruolo “Non sai mai cosa verrà scritto, è una sorpresa ogni episodio”.

Reed Morano ha parlato anche dell’approccio con cui Bruce Willis e gli alti hanno voluto trattare la violenza, psicologica e fisica, raccontata dalla serie. “[Il punto] era non mettere un muro tra il pubblico e la storia e farlo sentire il più possibile reale. Non stiamo cercando di glorificare la violenza, ma mostrando quei momenti nella loro crudezza stiamo cercando di inviare un messaggio che speriamo la gente riceva … è davvero f-up. Queste cose accadono in altri paesi e la gente dovrebbe saperlo e non essere protetta”.

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Il cast ha rivelato che Margaret Atwood ha anche dato la sua benedizione per sua seconda stagione. La scrittrice è apparsa in un piccolo cameo nel primo episodio, nel quale interpreta una Zia che prende a schiaffi Offred.

La nuova stagione dovrà ovviamente prendere le distanze dal libro, ma anche in questi primi episodi la storia (ad esempio il personaggio di Bledel) segue strade diverse rispetto al romanzo. “Non vogliamo esplorare tutto in una stagione. L’intenzione è di continuare ad esplorare le cose in profondità. Questa è una cosa grande che puoi fare quando lavori in una serie che ha più stagioni. C’è un enorme gap tra l’epilogo e la fine del libro, in cui ci sono molte domande senza risposta. C’è così tanto non detto in quel libro e stiamo cercando di esplorarlo con Margaret”.

Fonte: The Hollywood Reporter

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