Good Wife (The)

The Good Wife: recensione episodio 6.08 – Red Zone

Ritornano gli appuntamenti fissi con le recensioni di The Good Wife. È ormai chiaro che i prossimi episodi saranno decisamente “caldi” per quanto riguarda la trama. Ma andiamo con ordine e vediamo come si sta evolvendo la situazione.

tgw_608_2Lemond Bishop, ti odio ma ti amo
È incredibile come questo personaggio riesca a farmi provare ribrezzo e affetto allo stesso tempo. Non gli abbiamo mai visto fare niente di cattivo se non sottili minacce ma sappiamo tutti cosa possa fare. Questo suo alone di mistero lo rende temibile ma allo stesso tempo affascinante.

In questo episodio è Kalinda ad essere sotto attacco. La sua nuova (o sarebbe meglio dire vecchia) fiamma sta infatti indagando su Lemond che chiede quindi a Kalinda di posizionare una ricetrasmittente nel portafoglio dell’agente FBI.

Ed è qui che succede qualcosa di inaspettato per un personaggio come Kalinda. Invece di tradire Lana e pensare a se stessa, ovvero quello che ha sempre fatto in tutte queste sei stagioni, decide di non seguire gli ordini e correre quindi il pericolo di una possibile, se non praticamente certa, reazione di Bishop.

Resta il dubbio sulla motivazione di questa scelta: non riesco a credere che Kalinda si sia finalmente innamorata di Lana dopo tutti i loro trascorsi quindi forse ha semplicemente deciso di non darla vinta a Bishop.

tgw_608_4Gli avvocati sono i peggiori testimoni
Cary è deciso a testimoniare al suo processo per raccontare la sua versione dei fatti. Pessima scelta, come tentano di fargli capire Alicia e Diane anche facendolo controinterrogare da Viola Walsh (bentornata Rita Wilson!) e mostrandogli poi i filmati della sua testimonianza. Carey è aggressivo e non riesce a mantenere il suo ruolo come semplice testimone senza volersi anche autodifendere.

Qualcosa però cambia dopo che Kalida gli confessa di voler vedere altre persone. Forse Cary aveva bisogno proprio di uno scossone perché dopo questa notizia il suo modo di porsi cambia completamente. Diventa un testimone tranquillo che risponde alle domande poste dall’avvocato della controparte senza aggiungere dettagli o difese non richieste.

Personalmente credevo che la trama dedicate a Cary fosse in fase conclusive ma sembra sempre più ovvio che dovremo attendere ancora diversi episodi per conoscere il suo destino.

tgw_608_1Focus group
Dopo l’entrata in scena del nuovo candidato alle elezioni, Elfman e Eli decidono di effettuare un focus group per capire come gli elettori percepiscono Alicia. Questa forse è stata la mia parte preferita di tutto l’episopdio. Trovo affascinante come ogni nuovo dettaglio riesca a spostare l’opinione generale da una o dall’altra parte.

Per quanto Alicia voglia cercare di mantenersi “pura”, politicamente parlando, ha bisogno di persone come Elfman e Eli che si sporcano le mani e gestiscono la sua immagine per far si che venga percepita esattamente come dovrebbe essere percepita dal pubblico.

Da cosa nasce cosa…
Alicia e Finn hanno ormai degli appuntamenti fissi. Si può quasi dire che si stiano frequentando, o sbaglio? È vero non c’è alcun tipo di tensione sessuale tra di loro, per ora, ma non tutte le relazioni devono partire in quel modo, no? Trovo molto bello che Alicia abbia trovato una persona, con cui spesso lavorativamente si trova a confrontarsi su lati opposti, di cui riesca a fidarsi e che sia diventata ormai il suo confidente.

Altre note
E’ tornato Michael J. Fox ma non capisco cosa vogliano combinare con lui… sta morendo davvero o è il suo ennesimo giochetto?

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