Good Wife (The)

The Good Wife: Recensione dell’episodio 7.11 – Iowa

The good wife

L’apertura di questo Iowa è stata semplicemente strepitosa. Emozionante e intelligente quanto alcuni degli episodi più belli che questo telefilm ci ha regalato in passato. Ero così contenta che saltellavo sulla sedia.

Prima di tutto la continuazione dello scontro tra titani: Alicia vs Eli, che già ci aveva dato tanto nell’ultimo episodio, ma che ha continuato a crescere di intensità fino a quando tutto è andato in mille pezzi. Mi sarei aspettata di ripartire con una scena diversa, non certo di vedere Alicia che con gelida cura sceglieva i piatti peggiori del servizio per lanciarli ovunque, e di ritrovare Eli così addolorato nel realizzare le conseguenze della sua confessione impulsiva, costretto ad una fuga precipitosa. Sono scene come queste che ci fanno capire perché Julianna Margulies continui ad essere nominata per mille premi anche ora che il telefilm non brilla più come in passato. Strepitosi entrambi, tanto da farti venire voglia di averli in scena insieme per tutti i quarantadue minuti.

the good wife  La visita inaspettata di Jason poi, che doveva essere già in viaggio, coglie anche noi di sorpresa. Tanto facile sarebbe stato lasciarlo entrare e ammettere la catastrofe. Ma Alicia si nasconde dietro la porta, inventa scuse improbabili e tanto chissene importa. Magari non ci avrebbe sorpreso più di tanto vederla cedere davanti ad un’occasione simile, seguendo di l’impulso di non lasciarsi più scappare nulla, ma io sono contenta che la porta si sia chiusa. Perché di reazioni impulsive di Alicia ne abbiamo viste un po’ e difficilmente hanno portato a qualcosa di buono. Io spero solo non sia un allontanamento definitivo. Alla fine Jason lo abbiamo visto ricomparire anche più avanti nell’episodio, segno che non è svanito del tutto?

Quasi arrendendosi al fatto che tutto è sfacelo e l’opporvisi è futile, Alicia, dopo aver gettato tutto all’aria, ricompone piano piano la valigia e si imbarca in un tour strampalato diretta in Iowa per sostenere la campagna di Peter. Qui la gioia si moltiplica mentre il pullman vaga tra la campagna assolata e nell’aria risuona una canzoncina scioccamente allegra e Alicia è affondata al suo posto a leggere Jane Eyre (YEEE!) mentre ascolta una canzone che parla di gioia, ma che è in realtà un funerale. Quando è apparso Zach quaThe good wifesi mi sono commossa. I contrasti si sprecano, l’equilibrio tra comico e tragico è dosato alla perfezione e c’è solo voglia di applaudire.

Peccato però che la seconda parte dell’episodio vada a perdersi, ritornando alle abitudini di questa stagione. Ci sono gli accordi matrimoniali di Jackie che qualche sorriso lo strappano, ma non aiuta ritrovare Cary e Diane alle prese con l’ennesima complicazione dello studio. Non c’è pace per questi due e il problema non è neppure questo. Sono loro due in balia di rogne che gli autori continuano a buttargli addosso, ma difficilmente riescono ad ottenere un coinvolgimento emotivo da parte dello spettatore, anche perché tra i due l’equilibrio è incerto ed è diventato difficile capire che razza di rapporto li leghi e li tenga insieme. Notevolmente peggio fa la parte della campagna elettorale. E va bene, la maratona in Iowa ha i suoi momenti. Ma non capisco se il problema è che sono abbastanza americana per capirne il senso, o se i King commettono qualche errore di gestione. Il tutto è una farsa, ma non così tanto farsa da permettermi di capire se dovrei ridere di gusto oppure no. E’ una presa in giro della democrazia o una dichiarazione d’amore rivolta alle sue deliziose assurdità? Io non ci si capisco niente, se non cTHE-GOOD-WIFE-s7e11he, tra assurdità varie, Peter le prende alla grande e la sconfitta è così sonora da farci sperare che la questione della corsa alla presidenza sia conclusa qui. Il problema è che non abbiamo mai fatto il tifo per lui, e allora ci importa davvero qualcosa?

Anche Ruth va al tappeto e forse saluteremo pure lei. Ha qualche scambio interessante con Alicia, ma per me lei resta un personaggio un po’ strano che mi rimane particolarmente estraneo. Margo Matindale è sempre fantastica, ma se la strada di Ruth finirà qui, non me la prenderò a male.

A mente fredda fa sorridere l’idea di un’Alicia in mezzo alla tempesta costretta a sopportare un’assurdità dietro all’altra come se nulla fosse, come se nulla la toccasse più davvero. Mi si è stretto il cuore a sentirla ricordare “un ragazzo innamorato” da dietro quegli occhiali scuri. E alla fine comprendo anche perché scelga di consolare Peter, come riconoscendo un compagno di disavventure su cui la sorte si abbatte senza posa.

Siamo alla fine della corsa. Indipendentemente da cosa deciderà la CBS, i King hanno dichiarato che questa sarà la loro ultima stagione e la fine ideale della serie. Cosa ci aspetta? Io sono davvero curiosa di sapere quale fine hanno in mente per Alicia. Dopo tutti questi anni non li mollo!

PS: voglio godermi ogni istante del dramma Alicia vs Eli… e poi voglio la pace.

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7.11 – Iowa
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