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Good Wife (The)

The Good Wife: Recensione dell’episodio 7.08 – Restraint

C’è un limite agli episodi di The Good Wife che possono essere dominati dalla figura di Alicia. Sia chairo, Alicia Florrick è un personaggio straordinario, reso unico da tantissimi elementi e la ripetione non è tra quelli. Fin dall’inizio di questa settimana stagione era evidente che ci fosse bisogno di qualcosa per smuovere le acque, per movimentare la vita di Alicia in seguito dopo il fallimento della sua campagna politica e alla dipartita (non definitiva quanto quella di Will, ma comunque) di Finn Polmar. In parte la soluzione è stata fornita dall’arrivo di Lucca e di Jason, personaggi di contorno legati in maniera tanto stretta ad Alicia da rendere anche il suo cursus più interessante.

the good wife_708_4Più interessante, specifichiamolo, non è un superlativo assoluto, e da qui torniamo alla mia affermazione precedente: c’è un limite agli episodi che Alicia può dominare, pur essendo protagonista. Finalmente arriva con Restraint un episodio in cui si dividono la scena Diane e Grace. Mentre per Grace la sorpresa è genuina, per Diane questo episodio rappresenta una risposta all’SOS lanciato dagli spettatori di The Good Wife, che avevano visto il progressivo abbandono dei personaggi suo e di Cary. Mentre per Cary pare non ci siano ancora sviluppi degni di nota, Diane si ritrova coinvolta in una battaglia legale circa un tema che le sta particolarmente a cuore, quello dell’aborto. Da sempre conosciamo la sua posizione circa questo argomento, proprio come le sue convinzioni politiche, e proprio per questo non ci saremmo mai aspettati di vederla accettare un caso in cui debba difendere ciò in cui non solo non crede ma a cui è categoricamente contraria. Proprio come dice ad un convinto Ethan Carver, Perchè devo essere così dannatamente convincente?’. Perchè sei un ottimo avvocato, risponderemmo noi, perchè era ora che gli autori se ne ricordassero e ti mettessero di nuovo in un’aula di tribunale e non dietro ad una scrivania a discutere dei problemi di Howard Lyman. Piccola digressione circa Howard (e Jackie): so bene che sembra piuttosto forzato, per quanto tenero, voler spruzzare polvere rosa sul suo personaggio con questo nuovo fidanzamento. Personalmente preferisco mille volte la sua storia con Jackie a qualsiasi causa legale volesse intentare contro Florrick, Agos e Soci. Siete con me?

the good wife_708_3Diane si muove con sicurezza nelle vesti di avvocato determinato a dimostrare il proprio valore, anche a costo di chiamare a testimoniare una testimone che aveva lei stessa deciso di scartare. Il finale è qualcosa che supera perfino i fuochi d’artificio: tutto si può dire di Diane Lockhart ma non che non sia coerente. Quando il giudice le intima di mollare un caso che non è adeguato al suo credo politico, prima propone di cambiarlo e poi se ne va senza troppi complimenti, quasi un ‘Drop the mic!’ che praticamente alza il nostro livello di apprezzamento da mille a un milione.

Ingegnosa è quindi la sequenza dedicata a Grace, in parallelo a dei colloqui fallimentari di Alicia e Lucca, alla ricerca di nuovi clienti. Mentre risulta astuto e perfino ingannevole il metodo utilizzato da Lucca per scoprire i potenziali interessati (grazie Louis Canning!), i colloqui sono praticamente dei numeri di qualche Operetta comica. Alicia che sbaglia prima il nome dello Studio e poi le risposte diverse in base alle aspettative del cliente, sue e di Lucca? Si presuppone che, data la necessità di nuovo lavoro, le due donne siano più attente riguardo a certi particolari!

the good wife_708_5Ma ci pensa super-Grace a risolvere tutto. Con un pò di astuzia e qualche computer, riesce non solo ad avere dei potenziali clienti ma poi perfino dei clienti-clienti, che accettano conoscendo il buon (si può ancora dire, dopo tutto quello che ha combinato?) di Alicia di farsi rappresentare da lei. La cosa sorprende non poco tanto Alicia che Lucca, che avevano liquidato l’aiuto di Grace fin dall’inizio come una potenzialità, che poteva benissimo risultare nel nulla. Peccato che ora a Grace spetti un ricompenso e non pochi spiccioli ma proprio quel denaro promesso con leggerezza da Alicia, che non pensava la figlia potesse portare a termine per davvero quanto promesso. In questa circostanza, io sto con Grace. Insomma, ha lavorato come una matta non solo per lo studio ma anche per farlo crescere, venendo ricompensata con al massimo un sorriso dalla donna che, in questa particolare circostanza, non è solo madre ma anche datore di lavoro e suo capo. Mamma Florrick, ora te la vedi tu con tutti i dollaroni che le devi e ben ti sta!

the good wife_708_2Ultimo, ma non meno importante, è infine il capitoletto (perchè è davvero piccino piccino) dedicato alla vita amorosa di Eli. Sfrattato dallo staff di Peter, ignorato da Alicia – che di politica, a ragione, ne vuole sapere poco o niente – non gli resta che concentrarsi sulla sua vita privata. La sua storia con Wilhelmina Slater – qui nota come Courtney Paige – di per se non ha nulla di straordinario ma è il vedere un Eli coinvolto, preso da una persona che non sia Peter, a renderla interessante. Ecco allora il bacio e la promessa di uno sviluppo interessante, in cui galeotto fu l’ufficio di Courtney.

Un episodio che brilla – molto più del precedente, in ogni caso – per la centralità di figure interessanti, lasciate troppo spesso in ombra. La scrittura non è eccellente, nulla in confronto alle prime stagioni, ma qualche scenetta comica e un contorno sufficiente fanno comunque il loro dovere. Un episodio promosso, anche se non a pieni voti. Quelli ormai non ce li aspettiamo più.

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7.08 - Restraint
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