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Good Wife (The)

The Good Wife: Recensione dell’episodio 7.02 – Innocents

Non sono una grande appassionata della politica statunitense – reggo a malapena quella italiana! – e anche il quadro sociale, a meno che non venga snocciolato sui telegiornali nostrani, non mi è particolarmente congeniale. Quello che so, tuttavia, è che The Good Wife è ben noto per trattare temi estremamente attuali e, anche stavolta, non fa eccezione. Vero è che ormai solo quelli riescono a ravvivare gli episodi, altrimenti chiusi nel vortice dei soliti giochi politici di Peter e Alicia, ora nemici ora alleati, con o senza Eli a fare da paciere.

the good wife_702_2L’episodio si apre ancora una volta con Alicia alla corte d’appello, a contendersi casi da 135 dollari, dove incontra un giovane accusato di vandalismo, arrestato per aver spaccato un quadro in un museo. Come poi scopriranno Alicia e la sua nuova collega, il quadro non è altro che la fotografia del ragazzo che, insieme alla sorella, è stato fotografato dalla madre quando aveva soltanto otto anni, completamente nudo. La discussione, che sarà dibattuta al processo civile, è se quelle foto possano o meno essere considerate pornografia. Il dibattito che si apre circa le foto è di un’attualità disarmante. Da una parte c’è la visione della fotografia che è arte e una mamma dietro la macchina fotografica, affettuosa e forse un po’ hippie, che considera i nudi dei figli nulla di meno della grandiosità dei nudi di Michelangelo o di Botticelli. I suoi figli, per lei, sono quelle figure naturali e bellissime e non ha paura di mostrarle al mondo, mostrando così il suo amore per loro.

the good wife_702_4Il rovescio della medaglia è quello di foto che, sempre e comunque, restano foto di piccoli bambini nudi, che vorrebbero disperatamente non essere etichettati semplicemente per il ruolo che hanno avuto nel servizio fotografico che ha reso noti loro e la madre. Pedofili vengono chiamati a testimoniare, dicendo che effettivamente le foto sono sicuramente pornografiche, ma la sentenza delibera a favore della madre e del Museo che espone le foto e lascia gli avvocati a contendersi privatamente la questione. Come si dice, tutto è bene quel che finisce bene? Io, se vi interessa la mia opinione, sto comunque dalla parte del poveraccio: neanche a me piacerebbe che mie foto di bambina fossero la prima cosa che la gente vede su google! Il caso in sè, come dicevo interessante, è persino più autentico grazie alla ricerca (ormai necessaria) di un nuovo investigatore, che dalla dipartita di Kalinda né lo studio né la stessa Alicia avevano trovato. Mentre la nuova-Kalinda si rivela un disastro totale, diverso è invece il ruolo di quel belloccio di Jason Crouse (che noi conosciamo bene come Jeoffrey Dean Morgan, papà Winchester e interesse amoroso di Izzy prima che nel Gray-Sloan Memorial iniziassero a morire tutti, ma proprio
tutti). L’arrivo di Morgan – benchè renda subito evidente e persino scontato un coinvolgimento con Alicia – porta una ventata di ironia e qualche sorriso, tanto che non possiamo fare a meno di scioglierci (e Alicia con noi) di fronte a quel sorriso sghembo, mentre è appoggiato allo stipite della porta. Rifiutare il lavoro strapagato alla Florrick-Agos and Associates è una mossa audace, una mossa che definiremmo stupida se non capissimo che è la voglia di conoscere meglio questa straordinaria donna, madre e avvocato che guida le azioni di Strouse. the good wife_702_3Incrociamo le dita per avere più momenti che li vedano protagonisti, nelle prossime puntate!

A differenza della parte dedicata ad Alicia, poco o nulla succede sul fronte Carey/Diane. Ormai è scontato ribadirlo ma, da quando il loro destino è stato nettamente separato da quello di Alicia, sembra che gli autori non sappiano più cosa fargli fare. Diane guida uno studio sul punto di scoppiare e finge che tutto vada bene, Carey continua ad avere l’aspetto di uno che è appena uscito dalla prigione e tenta, tanto debolmente da farci credere che non ci stia provando abbastanza, a rinnovare uno studio che ha evidentemente bisogno di un’impronta più giovanile. L’intera faida con Howard, che nulla ha mai fatto di male a nessuno, oltre ad essere una macchietta nello Studio, mi è sembrata un tentativo di ‘fargli fare qualcosa’. Diciamocelo, la storyline che riguarda Carey e Diane è la parte ‘filler’ della puntata, che venga aggiunta o tolta non incide sulla storia. Perché, mi domando io? Abbiamo due personaggi così forti, così interessanti, così indipendenti e vengono rilegati alla serie C? Eh no, non va bene per niente!

the good wife_702_1La vera (forse unica) sorpresa è il nuovo rapporto di amore-odio tra Peter ed Eli. Pappa e ciccia fin dalla prima stagione, la corsa per la presidenza costringe Peter a sostituire l’amico fidato di lunga data. Eli naturalmente non andrebbe mai a fondo senza trascinarsi dietro almeno un centinaio di persone che se lo meritano e, se riesce a restare a galla, tanto meglio. La sua scialuppa di salvataggio è per ora Alicia, che di buon grado si lascia sfruttare come pedina per innervosire Ruth Eastman e che sembra intenzionata a tenere Eli come capo del suo staff. Guerra fredda in arrivo tra i due campaign manager?

Un episodio che altalena momenti interessanti ed altri interamente piatti, che ci porta a chiederci se effettivamente sia rimasto qualcosa che The Good Wife possa ancora raccontarci o se resteremo per sempre intrappolati nei nostalgici ricordi di quando ancora Kalinda era un personaggio straordinario e quando non c’era altro uomo nella vita di Alicia al di là di Will Gardener. L’arrivo di Jeoffrey Dean Morgan sembra promettere bene e non ci resta che sperare che il debole tentativo di animare la serie non resti solo questo… un tentativo senza risultati.

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7.02 - Innocents
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