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Good Wife (The)

The Good Wife: Recensione dell’episodio 6.17 – Undisclosed Recipients, 6.18 – Loser Edit

Con la vittoria di Alicia, che ci fosse piaciuta o meno la trama politica, ero convinta che saremmo giunti ad un punto di svolta e cioè al momento in cui le strategie e il tanto parlare sarebbero stati messi da parte, sostituiti da concretezza e duro, onesto lavoro (con conseguente ritorno alle aule?).
E invece no. Prima di tutto Alicia se la deve vedere con quelli che che l’hanno supportata durante la campagna, quelli insomma che hanno cacciato i soldi ma che sono così scomodi dal volerli tenere lontano il più possibile e nascondere sotto il tappeto. Se la buona moglie era convinta che con la vittoria tutti i salamelecchi e le cautele potessero essere gettate alle ortiche, si sbagliava di grosso ed è il solito Eli, sempre sull’orlo di una crisi di nervi, a farla nuovamente ragionare. E’ consigliata una sfumata doppiezza sempre e comunque. Tanto da non compromettersi e da tenere tutti buoni e vagamente soddisfatti. Terremo in considerazione e valuteremo tutte le possibilità.

The_Good_Wife_618-02Ma neppure le minacce esterne e le bassezze da campagna elettorale sembrano avere fine. Le email trafugate e che apparentemente erano state messe a tacere, tornano alla ribalta e minacciano di portare scompiglio e scontento tra i votanti festanti. Ci sarà mai una fine alle cautele e ai balletti? Anche in questo caso è il grigio a farla da padrone. Non ammettere e non negare nulla, ma esprimersi sempre con una vaghezza di contenuti che non permetta condanne. Non è forse questo che Alicia si esercita a fare mentre fa passare la sua relazione con Will (che lei stessa aveva dichiarato così profonda e importante) come un ridicolo flirt da ufficio che merita soltanto imbarazzate risatine? E’ quello che c’è da fare per salvare la poltrona, perché ammettere altrimenti vorrebbe dire portare alla luce tanti altri trucchi o teatrini messi in scena a favore della macchina politica. Sì, parliamo del matrimonio con Peter, di quella sterile e acida relazione che ci trasciniamo dietro da anni per pura e semplice convenienza. Eppure anche qui qualcosa sta cambiando. Sarà vero che si siano finalmente superati tutti gli stadi del dolore e si stia finalmente arrivando ad una serena consapevolezza?
Non credo di dovermi preoccupare di questa riconciliazione (è vero, Peter, in fondo non sei mai stato così cattivo come avremmo desiderato), anzi, la vedo come qualcosa di positivo. Se anche la rabbia se n’è andata, cosa resta se non una reciproca comprensione che permetterà ad entrambi di andare avanti? Sono io a vederla troppo rosea? Intanto è impossibile negare che le scene tra Peter e Alicia, volenti o nolenti, non sono mai banali e non mancano mai di intensità.

Intanto accontentiamoci di gioire per un Finn che si guadagna una presenza notevole in ben tre episodi di fila. Prima come amico, poi come professionista fidato nel tentativo di farThe_Good_Wife_618-04 avere ad Alcia quello che le spetta (come sarà finita?) ed ora pure con una storyline che lo vede separato dalla buona moglie. Ringraziamo l’universo per tanta generosità! Noi lo sappiamo che con la nostra grande pazienza ce la siamo meritato.

Per il resto è ormai da tanto che ci stiamo girando intorno. Tutti sappiamo che Kalinda leverà le tende dallo show a fine stagione, ma i King si illudono di riuscire a inchiodarci alla sedia per la tensione di scoprire come e perché. La parentesi Bishop sembra essersi ormai sgonfiata nel nulla e la nuova minaccia sembra arrivare dai maneggi compiuti per scagionare Cary. Era chiaro che la falsificazione dell’email sarebbe tornata a tormentarci, ma è ancora difficile immaginare cosa comporterà. Gli sceneggiatori fanno bene ad affiancare Kalinda a Finn e allo stesso tempo a legare a filo stretto il suo destino a quello di Diane, aumentando così notevolmente la posta in gioco. Se il personaggio di Kalinda ha ormai esaurito da tempo la sua carica, mai vorremmo che capitasse qualcosa alla nostra meravigliosa Diane. Cosa si inventerà Finn per metterci una pezza? Che il destino di Kalinda sia semplicemente quello di finire in gattabuia? Intanto il nemico è un vero osso duro e uno di quelli che io personalmente vorrei vedere rimosso per sempre. Non odio molti personaggi in questo telefilm, ma Andrew Wiley e i suoi marmocchi iperattivi suscitano in me un istinto omicida notevole. Spero che Finn lo faccia nero.

Inutile dire che una delle parti che sto preferendo in questo momento è quella dedicata a Diane. Era ora che le si lasciasse maggiore spazio e Christine Baranski non fa altro che risplendere in tutto questo spazio. Far sposare questa accanita democratica con un appassionato repubblicano era risultata una scelta sensazionale da parte dei King che si spingono ancora più in là regalandole un cliente repubblicano potente e testone. Ho già detto tante volte che una delle cose che apprezzo di più in questo telefilm è la sua capacità di trattare temi delicati e dibattuti presentando entrambe le parti con equilibrio e rispetto. E’ chiaro che i King stiano con Diane e vederla dibattere, attorniata da repubblicani maschi e cocciuti, con quella scintilla di divertimento ed esaltazione negli occhi è significativo. Tuttavia l’avversario non è uno stupido bigotto come sarebbe stato semplice mettere in campo, è una persona intelligente e sensibile che, in errore oppure no, è pronto a sostenere le sue convinzioni. IThe_Good_Wife_618-03n più non c’è facile sentimentalismo o sciocca accondiscendenza. Tutto il confronto iniziale e il finto processo sono una gioia da guardare e Christine Baranski domina la scena rappresentando Diane come una fiera e sicura professionista. Ancora una volta è la legge ad essere centrale, ma una legge umana e giusta, come la definisce Diane stessa e che si trova a dover stabilire dove la libertà personale finisce per andarsi a scontrare con il reato di discriminazione. E l’ultima parola i King la lasciano a R.D. (ottimo Oliver Platt) come a sottolineare che il dibattito è aperto e complesso. Basta leggere in rete i commenti all’episodio per comprendere quanto il tema sia attuale e sentito.

Impossibile non chiudere questa recensione con un accenno all’ultima bomba lanciata da quella simpaticona di Petra. Solo altro fango o è effettivamente vero che la votazione sia stata manomessa o per lo meno non sia stata completamente giusta? La minaccia suona un po’ come un bis delle elezioni di Peter e mi fa sospirare: “Ancora?!“. Se da una parte potrebbe essere semplicemente altro dramma per alimentare le polveri, non è impossibile vederlo come una semplice scappatoia. E se le elezioni venissero annullate? E se ci fosse stato davvero un errore e la vittoria fosse di Prady? Vi piace l’idea o vi spaventa?

La stagione, bisogna dirlo, non è ai suoi livelli più alti. Questo show ci ha abituati a ben altri ritmi ed emozioni, ma resta innegabile che anche nei momenti più dimessi c’è ancora tanto per cui gioire. Intanto noi ci lanciamo verso il finale di stagione con la solita ansia da rinnovo. Riusciranno questi ultimi episodi a guadagnare slancio e a regalarci forti emozioni e magari anche un’altra stagione?

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