Good Wife (The)

The Good Wife: Recensione dell’Episodio 6.07 – Message Discipline

Avendo un po’ perso il filo nelle scorse settimane (scusateci!), eccomi a cercare di fare un po’ di ordine tra eventi passati e presenti. Mentre noi latitavamo, le tre principali trame hanno continuato a procedere sicure sui loro binari, rallentando un po’ il ritmo dei primissimi episodi come a preparare il terreno per gli episodi tosti che inevitabilmente ci aspettano a novembre.

Alicia sale sul ring (e ne prende un po’)

Le campagne politiche non sono cosa nuova per questo telefilm; Peter in questi anni se n’è fatte un paio, senza però mai riuscire a interessarmi completamente. Le sue campagne erano una complicata danza politica, coreografata magistralmente da Eli, che aumentava o diminuiva di interesse a seconda del grado in cui Alicia ne veniva coinvolta. Troppe complicate macchinazioni, troppi calcoli spregiudicati. Non è che la formula in questo caso sia cambiata, è pur sempre politica, ma il coinvolgimento emotivo è schizzato alle stelle, considerato che a questo giro al centro di tuttThe_Good_Wife_607-02o ci sta Alicia, una persona che abbiamo imparato a conoscere molto bene e che ormai, avendo seguito tutta la sua evoluzione, sentiamo vicinissima. Ci sono stati in questi anni dei momenti in cui è stato davvero difficile seguire con comprensione e affetto i suoi passi. Alicia ne ha fatte di cavolate: è stata spesso testona e arrogante, ma è anche per questo, che dopo sei stagioni, il suo è un personaggio rotondo, completo; è insomma diventata una di famiglia, a cui l’affetto sincero permette di perdonare tante cose. Ed è proprio questo affetto che rende emozionante questa corsa alle elezioni. Lei la conosciamo bene, sappiamo quali sono i suoi punti forti e quali sono quelli deboli che le causeranno un sacco di guai. Così come sappiamo che per quanto uno desideri rimanere duro e puro, una campagna elettorale lo porterà inevitabilmente a scendere a compromessi, a sporcarsi le mani. Il personaggio di Peter era molto più grigio e dubbio e quindi era più difficile mettere in risalto i suoi dilemmi morali e personali e poi diciamocelo… quanto ci fregava di Peter? Per Alicia è tutta un’altra storia. Io quasi mi nascondevo sotto il tavolo per il disagio quando l’ho sentita rispondere rigida e monosillabica all’intervista TV con Frank Prady, riprovando tutte quelle sensazioni terribili da interrogazione del liceo. Per non parlare del suo goffo tentativo di accaparrarsi il suo favore (un filo esagerato?). E quanto ho sghignazzato quando nell’intervista con il pastore quasi si strozzava cercando di abbozzare delle risposte vagamente convincenti per non cadere in sfacciate bugie?!

Per quanto riguarda Eli, sapevamo già che il suo personaggio fosse una garanzia ed avevamo già apprezzato in passato la franchezza di rapporti (quasi spudorata) tra lui e Alicia, ma anche il nuovo arrivato, Johnny Elfman, sta facendo la sua parte. Credevo sarebbe risultato un personaggio ingombrante invece si è accollato il compito delicato di fare da ponte tra la recalcitranza di Alicia e la spregiudicatezza di Eli, fornendo nuovi punti di vista e angolazioni alle situazioni. Poi la coppia Eli-Elfman, impotenti spettatori dei disastri della loro protetta è impagabile.

Se vi ricordate io avevo espresso i miei dubbi sulla validità di un personaggio come Castro, così smaccatamente amorale e stupido che avrebbe fatto sembrare Alicia ancora più santa, ma i King ancora una volta mi hanno messo al mio posto, con l’introduzione di un nuovo, inaspettato candidato. Frank Prady, è ancora più popolare e apparentemente a-politico di Alicia ed è decisamente un oggetto misterioso. Impossibile capire quali fossero le sue reali intenzioni e se sia stata la mossa di Eli a spingerlo a candidarsi o se fosse nelle sue intenzioni fin dall’inizio. La disputa serve solo ad aumentare l’alone di incertezza sulla natura del personaggio che ci verrà svelata piano piano. Finalmente Alicia ha trovato pane per i suoi denti, un avversario sicuramente più abituato di lei a gestire la sua figura pubblica, che ha una grande disinvoltura dalla sua parte e a suo dire le stesse identiche motivazioni di Alicia per entrare in politica. Sarà meglio affilare le unghie e sfoderare tutta quella grinta che le abbiamo visto usare tante volte durante i processi.The_Good_Wife_607-03

Stessa strada, stessa porta

Alicia ha annunciato al mondo la sua candidatura e quindi è plausibile che anche Cary (che ha già le sue belle grane) e Diane lo abbiano saputo in qualche modo. Sorprende un po’ che tra loro non ci sia stata ancora alcuna discussione sull’argomento, specialmente quando mi sembra palese che il ruolo di Alicia all’interno dello studio ne risentirà parecchio. Forse non si voleva aggiungere ulteriori motivi di conflitto ad un piatto già bello pieno?
Comunque sia in questi episodi è successo qualcosa di sorprendente: i nostri sono tornati a casa e per farlo hanno sfrattato Lee & Cunning. Povero Cary, lo capisco tanto quando a sentire l’idea gli è salito il sangue alla testa. E’ stata una mossa un po’ a sorpresa e forse semplicemente dettata dalla produzione del telefilm. Sarebbe stato spiacevole buttare via un set così grande, proprio ora che lo studio rivale ha ben poco spazio a disposizione.
Insomma, l’ennesimo trasloco fa un po’ sorridere, ma ci regala una delle scene più belle di questi ultimi episodi: con Diane e Alicia che ritornano nei loro vecchi uffici, lasciati nel caos dai loro nemici, e nel silenzio si guardano intorno sorridendo e scherzando, seppur fin troppo consapevoli della presenza silenziosa intorno a loro. Momenti davvero intensi e resi alla perfezione sia dalla regia che dalle due splendide protagoniste, che senza troppe parole comunicano tutta l’emozione e la commozione del momento. Will, non sei dimenticato.

Cary, hai voluto la bicicletta…

Volevamo più spazio per Cary e lo abbiamo avuto e le sue vicissitudini processali proseguono con costanti sballottamenti. Prima ci si mette uno sconfinamento inconsapevole, poi nuovi coinvolgimenti in azioni dubbie (grazie Peter), tra testimoni che essendo scampati una volta alla morte, finalmente ce la fanno a farsi uccidere, cacciandolo ancora più nei guai. La vita di Cary è un tormento. Il costante stato di incertezza lo logora, è impossibilitato a svolgere al meglio il suo lavoro e ora anche il supporto (già instabile) di Kalinda gli viene sottratto con un’ordinanza davvero spietata. Tutto intorno si muove e si ribalta, mentre lui è costretto immobile nell’attesa di un processo ancora lontano. E se almeno prima si trovava di fronte un avversario duro ma onesto, ora anche questa sicurezza è sfumata.

Più Finn, grazie.

Quando quest’ultimo Message Disciplie, si è aperto mostrandoci il volto di Finn, la speranza che gli fosse dato più spazio è schizzata alle stelle. Vanno bene le serate davanti ad un bicchiere e ad un’Alicia tuttThe_Good_Wife_607-04a sorrisi e perdoniamo tutta la sua ostinazione nel voler lasciare marcire in cella il nostro Cary (sappiamo essere molto comprensivi), ma era ora che gli venisse dato un filo più di spazio e lo si levasse da un ruolo che rischiava di ingabbiarlo. Ed ecco qui che le nostre preghiere sono state accontentate. Davanti all’ennesima porcata di Castro, Finn decide di averne le tasche piene e di abbandonare la barca prima che vada a schiantarsi sugli scogli. Okay, bene, perfetto, applausi. Io ho temuto sinceramente che Alicia lo invitasse ad unirsi alla sua banda di avvocati (che vuoi che sia uno in più o uno in meno ormai??) invece si profila la possibilità che gli venga affittato il famoso sfigatissimo piano della ex Lockart & Gardner. Questa soluzione mi sembra ancora più insensata considerato che: A) da impiegato statale non vedo come Finn possa permettersi tutto quello spazio, B) non so cosa sen ne possa fare di un intero piano e C) non comprendo che senso abbia affittare i propri uffici ad un concorrente. Ma noi prendiamo e portiamo a casa al grido di “Più Finn per tutti!”.

Note processuali:

Ramona, Ramona, Ramona, sei uno strano clone di Alicia e ora lavori per Peter. Cosa dobbiamo immaginarci?
– Vabbè, non potevo fare a meno di almeno nominarla: la Tascioni innamorata e per di più di Perotti. Ho detto tutto. Call me maybe?

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