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Good Wife (The)

The Good Wife: recensione dell’episodio 5.19 – Tying The Knot

Dopo tutti i drammi e gli stravolgimenti degli scorsi episodi, The Good Wife ritrova il suo formato più classico riportando un caso legale al centro della scena. Ma siccome il passaggio era “delicato” e rischiava di essere un po’ brusco, i King riportano in scena uno dei personaggi più sfacciati e amati di questo telefilm: Colin Sweeney. Chiamato in scena anche per alleggerire la tensione dopo episodi così drammatici e tirati.

Il personaggio di Sweeney, così esuberante e controverso, non può fare a meno di fare colpo ma devo anche ammettere che con il passare del tempo gli schemi narrativi che porta con sé si sono un po’ calcificati. Va sempre in scena uno scandaloso omicidio che lo vede più o meno colpevole e che richiede l’intervento di un’Alicia destinata ad aiutarlo, più o meno volontariamente, a The_good_wife_519-02scamparla. Anche questa volta c’è di mezzo una moglie o una quasi moglie e una qualche pratica sessuale pittoresca: questa volta lo Shibari. Il caso in sé non è particolarmente interessante, né particolarmente scandaloso o articolato. La rivelazione finale sulla effettiva colpevolezza di Renata è un classico e serve solo per fare lo sgambetto ad Alicia. Ma la sua confessione sulla gioia di vedere qualcuno morire davanti ai tuoi occhi suona un po’ grossolana in un telefilm così raffinato… pur all’interno di un episodio sopra le righe in Sweeney style.

Ma come ho detto il caso in sé lascia il tempo che trova, così come la sua risoluzione. Molto più interessante è la posizione di Alicia come testimone, alle prese con una serata complicata e con dei ricordi più o meno confusi. L’opener è da maratona ed è stilisticamente e ritmicamente perfetto. Da rimanere senza fiato! E gran parte del merito va a Josh Charles, regista d’eccezione di questo episodio. Il suo tocco raffinato e dinamico sicuramente aumenta la qualità generale nell’episodio. Specialmente in quelle scene confuse in cui Alicia cerca di mettere insieme i suoi ricordi della serata combattendo con i dubbi. Splendida per esempio l’idea di far spuntare Eli nel bel mezzo della scena solo perché Alicia gli stava parlando al telefono.

Altre scene davvero potenti sono quelle di Finn che tornato in aula per la prima volta dopo la The_good_wife_519-03sparatoria deve vedersela con lo stress post traumatico. Sia la pozza di sangue che si allarga ai suoi piedi, che l’improvviso colpo di pistola, sono un pugno allo stomaco e rischiano pericolosamente di farmi saltare sulla sedia. Matthew Goode è bravissimo e si conferma un’aggiunta preziosa al cast. I King erano in attesa di un riscontro di pubblico positivo prima di riconfermarlo per la prossima stagione, ma direi che ormai il verdetto è certo. Finn attualmente ha il ruolo di oasi di tranquillità e gentilezza in mezzo al caos che la morte di Will ha lasciato. Non è mai brusco o scontroso. Non ha mai una parola di rimprovero anche quando Alicia sembra prenderlo un po’ sotto gamba o ignorarlo per questioni più importanti. La sua reazione di sconcerto divertito al suggerimento di Alicia di candidarsi è naturalissima ed è quella che ci si aspetterebbe da chiunque; eppure, arrivato il momento di difendersi, non esita ad entrare in azione mettendo in atto la strategia suggerita.

Il momento più memorabile dell’episodio non è certo la confessione sopra le righe di Renata ma la faccia sbalordita di Finn quando scopre di avere l’appoggio di Peter per la sua campagna e di essere diventato improvvisamente il candidato di punta. Questa svolta narrativa ci coglie di sorpresa ma ha totalmente senso nel legare il personaggio strettamente ad Alicia, Peter e tutto quello che ci sta in mezzo.

Nell’episodio c’è anche spazio per molto altro. La fumosa questione di Zach (ah!), una graditissima apparizione di Owen (mi stavo chiedendo dove diavolo fosse in questi momenti così delicati) e The_good_wife_519-04qualche schermaglia tra Alicia e Diane, che rientrano più nel campo della sana competizione che del duro contrasto. E’ bello anche vedere ancora che il dolore di Alicia per la perdita di Will è sempre lì appena nascosto sotto la superficie.

L’episodio insomma non è certo tra i migliori della stagione in quanto a trama, ma l’ottima direzione e la bravura degli interpreti lo elevano comunque ad un ottimo livello. Lo prendiamo come un momento di tranquillità prima della forsennata corsa finale.
Vi saluto, sempre più grata che da qualche parte qualcuno abbia ritenuto necessario darci una sesta stagione.

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