The Good Wife: Recensione dell’episodio 1.11 – Infamy

Comincio a pensare che quando ci sarà una puntata brutta o noiosa di The Good Wife mi sentirò come fossi stata tradita dal mio migliore amico. Siamo arrivati all’undicesimo episodio e bisogna essere proprio dei puntigliosi compulsivi per trovare della sbavature in questa serie. Dialoghi brillanti, fotografia precisa e calda, l’anima giudiziaria, solitamente più asettica, controbilanciata dalla vivacità investigativa di Kalinda. E se forse Cary è l’unico a dover trovare ancora una propria dimensione, gli altri personaggi sono perfettamente inseriti nel contesto e amalgamati tra di loro.

Anche questa settimana, alle vicende personali della famiglia Florrick si incastra il caso principale, che per altro tocca un tema molto delicato ed importante, cioè la libertà di espressione e stampa tutelata dal dal Primo Emendamento. Ma quand’è che la libertà di espressione diventa libertà di calunnia?
Ce lo fa intuire Duke Rosco, impomatato e arrogante “commentatore” tv che fa sembrare il plastico di Cogne di Vespa come la casa ideale della Barbie. Il caso su cui Rosco si concentra è quello della scomparsa di una bambina. Il giornalista accusa la madre di omicidio, questa, disperata si suicida, lasciando il marito nella disperazione più totale. Lo studio Stern, Lockhart & Gardner assume l’incarico di tutelare i diritti del padre che accusa Rosco di calunnia.

La mia prima reazione di disguto verso un simile personaggio si è trasformata in un dubbio quando ho ricordato che il Governo Italiano voleva promulgare una legge che mettesse in galera i giornalisti che si fossero permessi di pubblicare i testi delle intercettazioni telefoniche. Rosco sarà anche antipatico, ma quello della libertà di opinione è un tema talmente delicato che non può e non deve essere piegato all’antipatia verso una persona. In questo modo il sistema crolla e la parola liberà diventa, appunto, solo una parola.

Ne è consapevole anche l’istrionico giudice, quello che non vuole mai la gente in piedi, che alla fine, pur dimostrando di non apprezzare i metodi di Rosco, non può che giudicare in favore della difesa. L’accusa, cioè lo studio Stern, Lockhart & Gardner non è riuscita a produrre prove della lucidità dell’azione calunniatrice di Duke Rosco, cercando invece di influenzare con i sentimenti la giuria.   

L’amaro in bocca viene leggermente addolcito dalla scoperta che la bimba è viva .  L’annuncio arriva con una bellissima scena, con Diane, Will e il padre seduti ad aspettare la sentenza. Will riceve una telefonata, Diane capisce che c’è qualcosa di strano e infine Will, che nelle scorse puntate ci è sembrato un freddo senza cuore, fa commuovere noi e Diane comunicando che la piccola è stata ritrovata. La bimba è di nuovo con il papà, Rosco è libero ma la madre si è uccisa a causa del peso della calunnia. Chiunque si aspettasse un pentimento o delle scuse da parte del commentatore è rimasto molto deluso. Io me le aspettavo, ma questa serie non ci ha abituati alla banalità, il lieto fine non sempre c’è nella vita.
Di sicuro però i conti con Rosco non sono chiusi, il suo personaggio può offrire moltissimi spunti, per cui mi auguro che possiamo ritrovarlo nelle prossime puntate.

In perfetto parallelismo, ai segreti e alle bugie della trama principale si incastrano a meraviglia quelli più personali di Alicia, Peter e del nuovo procuratore di Glenn Childs. La moglie di quest’ultimo vuole divorziare, ma gli accordi prematrimoniali sono a suo svantaggio. La signora non ci sta e decide di utilizzare la sua arma segreta. Alicia. Con la minaccia di rivelare ad Alicia informazioni riguardanti “l’indagine” di Childs nei confronti di Peter la signora riesce ad ottenere tutto quello che vuole.
E ovviamente i dubbi che Peter sia stato incastrato aumentano sempre di più. hi non si è sentito una volta nella vita come Alicia? Costretta ad essere usata e a guardare attraverso un vetro la vera festa, ovvero l’incontro tra i legali della rete di Rosco e il suo studio, cui non le è dato partecipare…

Una chicca la scena finale. Alicia e Kalinda mangiano popcorn davanti alla TV, aspettando le rivelazioni di Rosco. Chi non ha pensato che fosse Kalinda?? Alicia no di sicuro, visto il modo in cui la guarda di sottecchi, e forse nemmeno Kalinda visto come trattiene il fiato. Chi rimane? Ma ovviamente Diane Lockhart e la risata liberatoria e sardonica di Christine Baranski ci fanno sembrare il giornalista ancora più feccioso e morboso di quanto non ci sia apparso finora.
Grazie di esserci Diane, all’inizio sembravi un’arpia senza cuore ora ti stai trasformando in una delle colonne della serie.  Quella risata, in scena e sui titoli di coda, vale da sola il prezzo della puntata.

VOTO 9+
Personaggio: Diane

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