Good Fight (The)

The Good Fight: a morte gli avvocati! – Recensione episodio 2.01

The Good Fight

Torna finalmente The Good Fight con una seconda stagione che deve dimostrare di sapere mantenere le buone promesse sparse alla sua prima uscita e continuare a mantenersi fresca e interessante rispetto a The Good Wife, la sua serie madre.

Come da marchio di fabbrica, questo primo episodio non manca di rendersi subito stilisticamente interessante decidendo di ambientare tutte le vicende e gli incontri e scontri dei suoi protagonisti nella durata di un interminabile funerale. E’ morto Carl Reddick, uno dei soci fondatori dello studio e la storia del telefilm ci insegna che la scomparsa di un vecchio pilastro è foriera di grandi scossoni e possibili minacce. Ad essere sinceri nessuno sembra particolarmente colpito dalla morte di Carl, neppure sua figlia che si mostra più combattiva che affranta e così tutti usano questo scenario funereo per avvantaggiarsi, scontrarsi o portare avanti i propri interessi. Ci sono clienti che vogliono andare altrove, posti di lavoro offerti e messi a rischio, trattative giudiziarie e crisi personali. Tutto questo tra un elogio funebre, una canzone accorata e gli spostamenti avanti e indietro dal cimitero.

Conferme e smottamenti per The Good Fight

L’episodio in sè non ci regala nulla di straordinario, ma si prende il compito di confermare alcuni elementi che avevano caratterizzato la prima stagione e di introdurne di nuovi per il futuro. E così, volenti o nolenti, siamo di nuovo alle preste con il caso Rindell: con Maia ancora nei panni della giovane emotiva e impetuosa e Lucca impegnata a condurla a più miti consigli mentre intelligentemente tiene a bada l’avversario. Niente di nuovo insomma su questo fronte, anche se resta sempre piacevolissimo vedere Lucca che rintuzza le tattiche spregiudicate di Madeline Starkey (la perfettamente irritante Jane Lynch). Sembra quindi che ci toccherà tenerci questa storyline anche quest’anno nella speranza, però, che non impegni totalmente il personaggio di Maia costringendo Rose Leslie sempre nello stesso angolo narrativo.

Quanto alle novità, questo episodio permette un avvicendamento già preannunciato con l’uscita di scena della brava Erica Tazel (Barbara Costal) a favore di Audra McDonald (Liz Reddick). La mossa è interessante, ma soprattutto dovuta, visto che il personaggio di Barbara era quello che meno era stato sviluppato nella prima stagione, avendola relegata al ruolo di socio con un non ben definito antagonismo nei confronti di Diane. Per lei non sembravano quindi esserci grandi possibilità di crescita o di manovra. Liz Reddick, per come ci è stata presentata in questo episodio, non mancherà di sparigliare le carte in tavola, andando a porsi in netta contrapposizione al personaggio di Adrian con cui condivide comunque un passato non sereno che promette sorprese.

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The good fight rose leslie

Kill all the Lawyers

E’ una citazione dall’Enrico VI di Shakespeare quella che sentiamo pronunciare dall’uomo che ha investito e ucciso un avvocato che riteneva aver commesso un’ingiustizia nei suoi confronti e questo moto di violenza insensato non sarà certo un caso isolato in questa stagione. Come a voler fare da specchio agli atti di efferata violenza che stanno scoppiando pericolosamente intorno a noi, frutto di odio cieco e manipolata frustrazione (il riferimento al comportamento di Trump non è difficile da cogliere), The Good Fight mette in scena una caccia spietata agli avvocati che si trovano improvvisamente al centro del mirino. Questo è l’elemento imprevedibile che i King schierano in questa seconda stagione e che promette di destabilizzare i nostri protagonisti in modi inaspettati.

La prima vittima collaterale è proprio la nostra Diane, che più di tutti subisce gli sballottamenti di questo episodio. Prima si ritrova vittima di un inaspettato Howard che, dopo essere stato scaricato come avvocato, riesce a ottenere una carica di giudice e a guadagnare il modo di togliersi qualche sassolino dalla scarpa. Poi è al centro di una corte serrata da chi prima l’aveva tradita e abbandonata e ora le offre un lavoro come se niente fosse, salvo poi scoprire che sarà la sua apparente nemica ad ottenere quel posto e a liberarla da ogni futuro scontro. Quando a tutto questo si aggiunge l’insensata violenza rivolta contro la categoria degli avvocati (che per Diane è ancora più pesante considerato quanto è successo a Will), qualcosa in lei sembra perdere equilibrio come se la realtà fosse diventata improvvisamente insensata.

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Diane e la dipendenza da funghi psicotropi

Sì, l’ho scritto. Suona assurdo eppure da quanto ci mostrano le anticipazioni di questa nuova stagione, non sembra che l’assunzione di droghe, che abbiamo visto a fine episodio, sarà un semplice caso isolato. Come useranno questa storyline i King? Mireranno a portare in scena i classici problemi di una dipendenza da droghe (non mi piacerebbe e saprebbe di già visto) o questo sarà solo un mezzo per liberare la nostra protagonista da freni e inibizioni e gettarla in nuove inaspettate direzioni? Staremo a vedere. In fondo Diane di scossoni ne ha subiti parecchi ed è anche comprensibile che il suo personaggio sia giusto ad un punto di rottura.

Insomma, questo Day 408 riporta in scena personaggi ben consolidati e che abbiamo imparato ad amare e lo fa con la solita grazia e intelligenza, pur senza stupirci particolarmente. Ora ci toccherà aspettare per vedere se i semi sparsi da The Good Fight in questo episodio porteranno a buoni frutti.

Episodio 2.01 - Day 408
  • Un buon ritorno
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