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The Following: Recensione dell’episodio 2.11 – Freedom

La dichiarazione universale dei diritti dell’uomo, all’articolo 1, stabilisce che “tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti; essi sono dotati di ragione e coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza”. Come distorcere questo nobile proponimento ci viene spiegato nell’episodio settimanale di The Following.

2x11joeAvere pari diritti e dignità ed agire in spirito di fratellanza sono concetti spesso usati anche dai presunti profeti delle tante sette pseudo religiose che li declinano nella versione più adatta a perseguire i propri fini. Se il ruolo di leader è poi affidato a Joe Carroll, facile comprendere che l’agire in spirito di fratellanza diventa il pretesto per donare la morte come conquista della libertà dalla schiavitù del vivere terreno. È questo che Joe insegna ai suoi nuovi accoliti in una scena abbastanza telefonata (chi non aveva capito subito cosa ci fosse sotto il telo e cosa avrebbe fatto Angela?). Eppure, nonostante il suo eloquio appassionato e la ricerca continua di riferimenti biblici (con la frase “non sono venuto a portare la pace, ma la spada” tratta da Matteo 10,34 che ben si presta ad una lettura volutamente di parte e superficiale), Joe si trova in difficoltà. Troppo brusca è stata la sterzata dai concetti generici di amore e pace di Micah al nuovo credo di sacrifici e sangue di Joe (anche se va detto che Korban nell’antica religione ebraica indica proprio il sacrificio cruento). Sempre maggiore è il numero di seguaci che dubitano della sua parola e lo stesso Robert, fin qui apparso come un novello Roderick, deve essere convinto non con le spiegazioni da Joe, ma con il trucco più vecchio del mondo da Emma (e, se non fosse una battuta sessista, si potrebbe rifarsi alla storiella di cosa tira più di una coppia di buoi). Sorprende che sia proprio Emma a mostrarsi scettica sulle intenzioni di Joe ed, in effetti, pare che gli stessi autori non abbiano ben chiari quali questi progetti siano. Quasi che Joe sia stato tenuto al centro della serie solo perché difficilmente avrebbero trovato un villain più adatto da mandare contro Ryan.

2x11lukenewUn antagonista diverso, in realtà, nella prima parte di questa stagione era stato proposto e, pur con qualche limite dovuto alla mancanza di una chiara motivazione per le sue azioni, stava funzionando abbastanza bene grazie alla bravura degli interpreti. Torna finalmente a farsi vedere, quindi, Lily Gray che da perfetta mammina premurosa assolda una efficiente banda di killer per restituire la libertà ad un ancora ricoverato Luke. Il piano degli uomini di Lily di fingersi seguaci di Joe per distogliere l’attenzione ed assaltare con relativa semplicità l’ospedale è abbastanza credibile e riesce a ingannare anche lo spettatore spaesato da Serena che uccide l’infermiera scegliendo una vittima specifica e non una a caso come è rituale per i seguaci di Joe. Unica pecca: il recap ad inizio puntata mostra Lily e Luke lasciando presagire che si sarebbero visti in questo episodio. Inevitabile quindi che l’arrivo in ospedale del gruppo faccia calare la tensione essendo a quel punto chiaro lo scopo dei killer.

2x11ryanAltrettanto inevitabile diventa la sconfitta di Ryan che non riesce a fermare la fuga di Luke complice la solita lentezza di polizia e FBI a fare le cose ovvie (come circondare le uscite) e una disposizione dei luoghi tanto favorevole quanto insolita (da quando gli ospedali hanno un uscita in un supermercato?). Un passo indietro per Ryan a cui la ritrovata serenità di coppia sembra aver donato non solo un inguaribile ottimismo, ma anche una rinnovata incapacità di arrestare un fuggitivo. Alla visione in rosa di Ryan si oppone il pessimismo di Mike che quasi si rassegna ad essere sempre un passo indietro rispetto a Joe e Lily. Un guizzo di preoccupazione lo ha solo quando Claire si ripresenta a Ryan nel finale di questo episodio. Ancora aperto è il dibattito se quella di riportare Claire in scena sia stata una scelta intelligente o solo un inutile colpo ad effetto. Se, da un lato, rivelare che Claire non era morta è sicuramente una sorpresa inattesa da una serie che ha sempre peccato di prevedibilità, non è però chiaro cosa possa portare in dote a questa stagione. Sarebbe insensato che Joe decida di cambiare la missione della sua setta da redimere il mondo col sangue a cercare la propria consorte. Coinvolgere Ryan in un triangolo amoroso e immergerlo nei sensi di colpa per aver lasciato che il ricordo di Claire fosse cancellato dalle burrose grazie di Carrie indebolirebbe le sue certezze proprio ora che si mostrava più concentrato sul suo scopo finale. Per non parlare poi della illogicità di un programma protezione testimoni che tiene al sicuro Claire quando tutti pensano che Joe sia morto e le permette di mostrarsi di nuovo proprio ora che Joe è tornato.

2x11mandyUna certa incoerenza la si può vedere anche nella gestione di Mandy. La figlioccia di Joe era stata inizialmente dipinta come una sua fervida seguace al punto da uccidere la propria stessa madre pur di non lasciarlo. Invece, sembra che Mandy scopra solo ora chi sia Joe e cerchi di liberarsi di lui fuggendo e chiedendo aiuto proprio a Lily e ai bentornati gemelli. Come sia stato tanto semplice per Mandy evadere da un campo recintato e vigilato da guardie e trovare un numero di telefono che si suppone fosse segretissimo e non in bella mostra nel primo quaderno a portata di mano sono quelle semplificazioni che indeboliscono da sempre la credibilità di questa serie. Ma, si diceva all’inizio, tutti hanno diritto alla libertà, fosse anche quella (purtroppo) di cadere in tanto banali errori.

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