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The Following: Recensione dell’episodio 2.06 – Fly away

Uno dei miti (potremmo dire quasi fondante) dell’ America a stelle e strisce è sempre stato quello del giustiziere. Colpito negli affetti da qualche criminale rimasto impunito, il giustiziere è fermamente convinto che non ha senso aspettare che siano le autorità ad agire ed eroicamente decide di non delegare ad altri quella vendetta che tanto ardentemente brama. In un paese dove la pena di morte è ancora praticata e largamente (e stupidamente, parere personale) accettata, i concetti di giustizia e vendetta finiscono per confondersi e la missione del giustiziere può spesso concludersi con la pena capitale senza processo.

maxmikeThe Following sembra aver scelto la figura del giustiziere come fonte di ispirazione per delineare l’evoluzione di due dei suoi personaggi principali. Se nella prima stagione Ryan era l’ eroe tormentato dal ricordo dei suoi errori e la vittima designata della setta di Joe fino ad apparire spesso troppo facilmente e prevedibilmente sconfitto, l’ ex agente FBI appare quasi trasfigurato dal suo nuovo ruolo. Libero dalla catena del rispetto delle regole e non più gravato dal peso di collaboratori troppo lenti e incapaci, Ryan (guarito da ogni problema di salute a giudicare da come guarisce da colpi di pistola e pugnalate e combatte corpo a corpo) è giunto alla conclusione che giustizia significa farla finita con Joe. Tutto diventa sacrificabile a questa causa. Ogni amicizia può essere dimenticata se è di intralcio e quindi l’ aiuto di Mike può e deve essere rifiutato se non accetta di giocare secondo le nuove regole di Ryan. Quelli che ti sono vicini possono essere anche messi in pericolo se questo rischio ti può portare più vicino alla meta finale e non a caso sempre meno Ryan prova a convincere Max a lasciarlo da solo. Ogni rispetto della legge va dimenticato se rallenta la corsa verso l’ agognato traguardo e quindi la prima opzione di Ryan è sempre quella di uccidere e mai di arrestare (emblematico lo scontro con Sami pugnalato con violenza quando ormai era sotto controllo e l’indifferenza con cui Radmila viene lasciata morire). Tutti tratti che fanno di Ryan una nuova incarnazione di una figura archetipa dell’ America del “prima spara, poi chiedi chi va là”.

lukelastUna metamorfosi simile la sta subendo anche Mike che però è ancora a metà del guado. Se all’inizio continuava a collaborare con l’FBI e cercava di riportare Ryan e le sue indagini nell’alveo dell’ agenzia, in questo episodio cede nettamente al lato oscuro della giustizia. Spinto da un conflitto irrisolto con il passato segnato dalla morte di Debra, Mike sfoga su Luke la propria rabbia in modo tanto violento quanto inatteso se si considera il suo atteggiamento precedente. Una svolta tanto improvvisa che sorprende Max al punto da suggerire una preoccupante instabilità emotiva a conferma dei sospetti della Mendez. Proprio quest’ ultima appare il punto debole di questo episodio: neanche posta di fronte all’evidenza della foto riconosce il proprio errore. Anche il suo legame con Jana (che sia la sorella ?) appare troppo forzato, come un espediente semplicistico per permettere a Joe di salvarsi quando tutto sembra perso.

joewakeupSe Ryan e Mike evolvono verso una maggiore durezza, il percorso inverso è stato invece riservato a Joe ed Emma che, nella stagione precedente, brillavano per il loro essere graniticamente convinti delle proprie azioni. Certezze che si sono invece sgretolate in questi primi sei episodi. Dopo la confessione del proprio fallimento come guida della setta fatta al pastore, stavolta Joe ammette anche il fallimento come scrittore in un dialogo con Emma che funziona per l’onestà che entrambi mostrano nel non nascondersi l’amara verità. Anche Emma si arrende alle sue debolezze e mette da parte l’orgoglio di amante tradita per soccorrere Joe e ritornare ad essere il suo più fidato aiuto. Resosi conto di essere ormai poco più del cucciolo di Lily, consapevole della propria incapacità come autore di thriller, amaramente convinto di non poter far parte di nessun tranquillo tran tran in un posto esotico, Joe finalmente emerge da quel torpore indifferente in cui era rimasto finora e decide di agire.

lilyfakejoeSembra giunta invece al termine il ciclo narrativo di Lily e dei gemelli. Sterminati rapidamente nel corso di due soli episodi tutti i componenti della famiglia, la sola Lily e il timido Mark si trovano a dover fare i conti con il proprio fallimento. Finale facilmente prevedibile per quella che fin dall’inizio era apparsa come una compagnia di dilettanti allo sbaraglio (Giselle, Sami, Jamel, Radmila) o psicopatici senza una meta precisa (l’ormai moribondo Luke e l’insolitamente gentile Mark) guidati da una madre illusa di poter controllare la bestia. Altrettanto facile immaginare che continueranno a svolgere un ruolo anche perché’ sarebbe davvero un peccato privarsi delle capacità di un più che buono Sam Underwood.

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