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The Following: Recensione dell’episodio 1.14 The End is Near

Repetita iuvant, un po’ meno pugnalar la gente sempre nello stesso punto

Il concetto base che la scrittura in The Following è carente lo abbiamo espresso più volte finora nelle recensioni precedenti, certo, con differenti variazioni di giudizio, proprie del gusto personale di ognuno, ma io volevo soffermarmi su quello che secondo me è il motivo principale di questa cattiva scrittura e sostanzialmente ciò che mi da più fastidio in The Following. Sostanzialmente l’idea di una setta che metta sotto scacco tutta la polizia di un Paese può anche essere interessante e la buona base per realizzare un prodotto che si barcamena tra il genere crime, il thriller e l’action, come anche il dare un rilevante peso allo sviluppo della trama orizzontale anziché al cattivo di settimana è una cosa apprezzabile, il tutto condito da una regia e una fotografia che a tratti sono anche piacevoli e da un ritmo coinvolgente.

Allora cos’è che non va? Quello che manca, ed è mancato, è la voglia di giustificare i passaggi e le scelte narrative in modo costruito, spiegare perché un’azione porta ad un determinato risultato e non ad un altro. La risposta che gli sceneggiatori di The Following danno The Following 114bspesso e volentieri è “perché sono scemi”, chiaramente non esplicitamente ma in modo decisamente sfacciato. Joe Carrol deve sopravvivere all’aggressione della sua ex moglie? certo, mica possiamo giocarci il villain così; allora come lo giustifichiamo? un intervento all’ultimo di qualcuno che lo salva, un imprevisto all’ultimo momento? no, lei lo pugnala dove non lo può uccidere e quando le ricapita l’occasione, lo ripugnala di nuovo lì, ossia: è scema. Come fanno i poliziotti a farsi sfuggire sempre i cattivi? Sono scemi e manco riconoscono Emma che gli apre la porta tranquilla, quando il suo volto è il secondo più famoso dopo quello di Carroll. Ci rendiamo conto che la strage avverrà nella palestra (tra l’altro, appena sentita la descrizione della trama de “La morte rossa” anche i sassi un po’ attenti avevano capito dove andavamo a parare, mentre i poliziotti continuavano a fissare il vuoto con sguardo vacuo), che si fa? prendiamo il controllo della struttura ed entriamo armi in pugno intimando a tutti di sdraiarsi a terra? macché, giriamo a coppie e vediamo se qualcuno si comporta da Serial Killer… insomma, il concetto mi sembra chiaro.

Eliminato questo dettaglio di critica alla costruzione, vediamo invece come viene sviluppato questo antefinale, che deve essere un trampolino di lancio verso il finale di stagione, che fa rimanere tutti con l’acquolina in bocca, con gran voglia di vedere l’episodio conclusivo; la valutazione qui è buona, The Following 114cdimostrando ancora una volta che le potenzialità e la capacità di tenere il ritmo e di scrivere la storia in generale c’erano, la carenza (e il Diavolo) stanno nei dettagli.

Lo schema classico di una qualsiasi narrazione è seguito alla lettera: tutte le figure principali, buone e cattive, sono ormai riunite in un unico punto, il villaggio di Havenport, e questa vicinanza innescherà la miccia che porterà all’esplosione di fine stagione e al conseguente riallontanarsi delle figure principali. Finalmente vediamo un Joe molto più agitato, tanto che nemmeno si cambia la camicia macchiata di sangue, e pronto alla fuga, aiutato notevolmente nella sua follia a briglia sciolta da alcool e pasticche; in questo stato di delirio supremo, per aprirsi la via della fuga decide di inscenare un massacro su proporzioni epocali, sacrificando quasi tutti i suoi Followers in un impresa suicida (e impiccandone uno lui, così, per passare il tempo). Questa cosa del sacrificare tutti i suoi Followers mi lascia qualche dubbio: che farà nella prossima stagione? avrà un altra base e altre decine di Followers nuovi o lo schema cambierà? ma questo dubbio ce lo porteremo fino presumibilmente al prossimo inverno.

Dall’altra parte i buoni, si sa, son stupidi, quindi brancolano nel buio e trovano dei Followers solo quando ci sbattono addosso, e quando li catturano fanno le domande più insulse, senza ottenere chiaramente nulla, ma in questa puntata riescono a seccarne un bel po’ al party-carneficina, The Following 114dperdendo però la Parker che viene rapita dai Followers e sepolta viva in una scena abbastanza creepy anche se non del tutto chiara come motivazioni.

Al termine comunque ci troviamo con un Joe in fuga con la sua ex moglie come ostaggio, una Emma che taglia la gola a Jacob perché voleva mollare (e anche perché non è del tutto sana di mente sta ragazza), la Parker sotterrata ed il nostro Ryan che ora dovrà salvare tutto e tutti. Chi riuscirà a salvare? Chi invece no? e chi dei cattivi la farà franca mentre alrti ci rimetteranno le penne? Tutte domande lanciate nel finale di questo episodio più adrenalinico nella seconda parte che nella prima e che contribuiscono al lancio del finale di settimana prossima.

Resta comunque un peccato: un buon lavoro in generale, ma affossato da mancanza di voglia o capacità di dare una spiegazione sensata a quello che si vede, senza dover piegare sempre gli avvenimenti e i cervelli dei protagonisti alle esigenze di scrittura generale.

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