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The Following: Recensione dell’episodio 1.04 – Mad Love

Non sono solo cattivi, sono anche bisessuali, stiamo ancora più attenti! Più o meno è questo il livello di scrittura di The Following, con il quale dobbiamo confrontarci in questo episodio. Ed a parte le insulsaggini per le masse, ci troviamo di fronte un episodio che ha una storia che annega nella banalità, nel cliché e nello sciatto.

The Following 104cIl versante cattivi langue: dopo aver portato a casa la ragazza asiatica e aver deciso di ucciderla, il compito viene lasciato al giovane Jacob che entra in una spirale di dubbio infernale: deve uccidere la ragazza? Lui non ha mai ucciso a nessuno, ha mentito agli altri raccontandogli una scena di The Killing, probabilmente, e gli fa pure schifo uccidere (e chiaramente s’è scelto una setta di maniaci assassini per uscire il sabato sera, chiaro), quindi inizia un dialogo strappalacrime (?) con la ragazza legata, strategie macchiavelliche per fuggire, fino al liberarla e dirle corri (dove? in mezzo al nulla?) e lei che esce di soppiatto dalla cantina non trova niente di meglio da fare, visto che non l’avevano vista, di correre fuori sbattendo la porta (poteva anche girarsi e con gestacci urlare “assassini! tiè! visto che c’era) e nascondersi nel granaio (!) dove la trovano dopo 10 secondi circa.

The Following 104aNon va meglio nemmeno tra la più stupida rappresentazione dell’FBI mai vista, che dopo essersi fatta uccidere un agente perché lo si manda in giro da solo a sorvegliare i bersagli dei cattivi e aver perso un prigioniero che s’è soffocato con le bende (!) mentre era in massima custodia, si dimentica bellamente di proteggere, chessò, l’unico familiare in vita dell’agente arcinemico del cattivo (!).

Piccola digressione sull’agente arcinemico del cattivo: va bene l’eroe tragico, ma la madre morta di leucemia mentre lui era piccolo, il padre ex agente morto ammazzato in una rapina mentre era in pensione, il fratello pompiere morto l’11 Settembre… non vi sembra di esagerare un filino? Che poi nei flashback sempre più smarmellati ci tocca pure assistere alla classica scena “la lascio perché la amo troppo”… milioni di api si sono suicidate per protesta e per impedire lo spreco di miele in questo modo innaturale.

Tornando ai nostri impareggiabili agenti, una volta rapita la sorella dall’ormai fuori controllo Maggie, e ricevuta la telefonata il nostro buon eroe, chiaramente vuole andarci da solo come lei chiede, per rispettare la più sciatta e irreale tematica da film poliziesco, ma dopo un po’ di pressione accetta l’auito del suo Follower, Mike, ed insieme decidono un elaboratissimo piano di attacco: “ti lascio la porta sul retro aperta, entra e risolvi tutto”. The Following 104eA dire il vero, c’hanno anche pensato un po’, questo era il secondo piano, il primo era “entro e vediamo che succede”. Qui dobbiamo sorbirci la solita ridicola scena del cattivo che cattura il buono, non lo uccide ma lo lega per dargli la morte più atroce e poi uccidere anche la sorella (passando da “voglio che veda tutto così rimarrà traumatizzata a vita” a “appena ucciso te, uccido lei”) e quindi parla, parla, parla… nel frattempo, l’amico del buono, che doveva essere andato a far colazione al bar visto che non è entrato per mezzora buona, arriva giusto all’ultimo secondo, uccide la cattiva e salva tutti. S’è guadagnato di farsi chiamare per nome! Yeah, birra per tutti, pacche sulle spalle e fuori i sigari.

The Following 104dAlla fine quindi arriviamo al punto in cui i buoni un po’ stupidi, grazie al telefono della Follower uccisa, riusciranno ad avvicinarsi un po’ alla fattoria, nella quale gli equilibri cambiano, la solidarietà tra i cattivi si rinsalda con un bel threesome e regalo della povera ragazza rapita ancora viva in cantina, così finalmente il nostro cattivo con i rimorsi potrà avere il suo battesimo del fuoco.

Spero vivamente che cambino rotta, propongano delle situazioni meno scontate e provino a ricreare il ritmo e la tensione visti nel pilot, perché altrimenti questa serie cadrà nell’anonimato più assoluto.

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