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The Flash: recensione dell’episodio 3.14 -Attack on Central City

The CW

Ci sono delle giornate che iniziano col sole. Il sorriso ci incornicia il volto, le nuvole sono un lontano ricordo e ci sembra che nulla possa andare storto. Improvvisamente, in modo totalmente inaspettato, la vita ci toglie questa carica di energia tirandoci uno schiaffo in faccia. Sarà che abbiamo calpestato una cacca usciti di casa, sarà il bus che ci saluta da lontano mentre arriviamo alla fermata troppo tardi o semplicemente un’orda di gorilla senzienti che decide di venire a demolire la nostra città da un’altra dimensione.

The Flash torna sui nostri schermi regalandoci una puntata da un inizio ingenuo e dal retrogusto Mulino Bianco. Reduci da un viaggio su Terra-2 i nostri beniamini si godono la vita con la convinzione di aver alterato ulteriormente il futuro. Barry distrugge il pancreas di Iris a colpi di pancakes e saccarosio, Wally pianifica la convivenza con Jesse, mentre Caitlin e Cisco discutono sull’essenza della friendzone da due punti di vista differenti.

In un attimo questo idillio crolla. Gypsy compare avvisando di aver portato i Gorilla su Terra-1 dopo essere stata controllata da Grodd. Wells si inventa una malattia dalla prognosi infausta per mettere i bastoni fra le ruote alla coppietta universitaria e in un attimo l’infausto futuro con la morte di Iris si ripresenta ai nostri occhi.

Quella che segue è una puntata di buon intrattenimento. I quaranta minuti volano tra piccoli ostacoli che separano Flash dallo scontro con Grodd e tra i piccoli drammi interpersonali che si evolvono portando all’epilogo finale. Verrebbe quasi da dire di aver sentito un ritorno alle origini con questo episodio denso di gag, buoni sentimenti e azione… se non fosse che alcune scelte appaiono forzate, si pensi a Barry che disinnesca le testate a tentativi (che poi il mio portatile non riesce a starmi dietro quando scrivo velocemente e Flash riesce a provare 45000 combinazioni su una tastiera del ’42 in venti secondi?), Harrison Wells che si inventa la scusa peggiore del mondo per tenersi stretto la figlia o il super scontro con Grodd che si riduce a una misera scazzottata di pochi secondi.

Il messaggio della puntata è quello della via alternativa. C’è una soluzione per tutte le cose, a volte non è quella più lampante, ma un modo si trova. Con questa nuova consapevolezza Barry chiede ad Iris di sposarlo per costruire una vita assieme dimostrando ancora una volta come spesso i suoi sentimenti vadano più veloci della sua testa. E qui mi rivolgo agli sceneggiatori: perché aumentare ulteriormente la posta in gioco per la morte di Iris? Perché trasformarla da compagna a moglie quando l’unica cosa che effettivamente preoccupa non è il suo destino (diciamolo, Iris sta a cuore a pochi), ma le conseguenze che il suo decesso avrebbe su tutti i personaggi, in primis il protagonista?

Va bene l’azione, vanno bene le gag, ma The Flash troppe volte si dimostra ingenuo a livello di scrittura. Davanti a ostacoli posti da una trama troppo ambiziosa, gli sceneggiatori trovano vie facili facendo comparire un po’ sempliciotti i nostri personaggi o creando aspettative per eventi che non avvengono: si veda lo scontro con Grodd. Nuovamente riaffiorano i difetti di questa stagione che rende una trama orizzontale ambiziosa e piacevole un’accozzaglia di episodi senza uno scopo ben codificato.  La carne al fuoco c’è, non accontentiamoci dell’insalata. 

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3.14 - Attack on Central City
  • Ingenuo
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