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The Flash: Recensione dell’episodio 2.23 – The Race of His Life

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Un bravo recensore non lo fa. O almeno non esplicitamente. Ma, in fondo, commentare una serie tv e non limitarsi a fare la sinossi dell’episodio significa anche scrivere qualcosa di vagamente autobiografico perché sono le proprie sensazioni personali a motivare il modo soggettivo in cui si giudica quel che si è visto basandosi ovviamente su dati oggettivi. Perché questa premessa? Perché chi scrive è recensore per diletto e astrofisico e cosmologo per passione (e per lavoro anche). E ciononostante non è che questo aiuti più di tanto nel spiegare l’inestricabile guazzabuglio di magnetar, pulsar, time remnant, time wraith e viaggi nel tempo che questo season finale di The Flash ha servito agli avidi appassionati che avranno ora mesi a disposizione per provare a dare un ordine sensato al multiforme coacervo di svariate e tutte valide ipotesi che si possono fare dopo aver visto l’ultima scena.

The Flash 2x23Molte cose, tuttavia, si capiscono più che a sufficienza, ma purtroppo non sono le migliori. L’arco narrativo di Zoom giunge alla sua naturale conclusione con la inevitabile vittoria del gruppo di eroi e la sconfitta definitiva del villain secondo uno schema tipico di ogni serie tv di questo genere senza ciò che sia ovviamente un colpevole difetto. Nulla da eccepire sulla conclusione quindi, ma più di qualcosa andrebbe detto sul come la disfatta improcrastinabile del feroce speedster di Terra-2 arrivi. Le prime apparizioni di Zoom erano state salutate con il meritato giubilo dal momento che, per la prima volta in questa serie, arrivava un personaggio che poteva seriamente impensierire Barry e che, soprattutto, era convincente nel suo essere semplicemente e puramente cattivo. Pur non mancando di una notevole astuzia, Zoom colpiva per l’intensità della sua malvagità, per quella sensazione di pauroso pericolo che incuteva (aiutata anche da un costume indovinatissimo), per la totale assenza di ogni traccia di bontà. A differenza di Reverse Flash, Zoom non era nemico di Barry in quanto tale, ma piuttosto in quanto ostacolo al suo piano di sterminio e a questa sua sete di onnipotenza avrebbe sacrificato chiunque si fosse parato davanti al suo inarrestabile cammino. Un personaggio, quindi, partorito dal male e dedito al male e costruito in modo efficace per essere questo e nulla più. Solo che questa sua granitica determinazione è stata smontata parallelamente all’aumento mai ben spiegato dei suoi poteri (su tutti, perché mai riesca ad aprire portali tra le dimensioni semplicemente a pugni). Prima la passione per Caitlin che lo porta ad abbassare la guardia fino a cadere nella trappola ordita da Joe, Cisco e Wells. Poi il desiderio di portare Barry al suo stesso livello di potenThe Flash 2x23za che, se da un lato si potrebbe capire vista la necessità di caricare l’arma definitiva, dall’altro lo rende goffamente presuntuoso fino al punto che l’idea messa in atto da Barry è appunto suggerita per filo e per segno da Zoom stesso. È lui, infatti, a mostrare come usare il time remnant ed è sempre lui a mettere Barry sulla strada giusta dicendogli che deve essere disposto a uccidere sé stesso per sconfiggerlo. Esattamente quello che Barry farà aggiungendoci solo una immotivata fiducia nell’intervento a divinis dei time wraith che non è ben chiaro perché debbano accanirsi su Zoom per aver usato i time remnant quando la stessa cosa fa Barry.

Come contraltare di uno Zoom che viene liquidato, quindi, con troppa faciloneria e come conseguenza indigesta di un esecrabile snaturamento del personaggio, abbiamo un Barry che si conferma persino troppo indispensabile. Non che questo fosse mai stato in dubbio, ma averlo sottolineato relegandolo in panchina per mostrare prima un piano chiaramente destinato al fallimento (perché, qualora fosse anche riuscito, cosa avrebbe impedito a Zoom di riaprire i portali chiusi da Cisco e Wells?) è stata una scelta che voleva essere forse innovativa ma che risulta invece superflua e raffazzonata (e poi, onestamente, quale squadra non schiera il suo miglior giocatore nella finale di Champions?). Anche perché subito dopo l’intervento ad hoc di Wally (ancora tenuto lontano come fosse un lattante indifeso) tutti sono immediatamente pronti a mostrare a Barry quella fiducia che un attimo prima gli negavano nonostante non ci sia nessun cambiamento nell’atteggiamentoThe Flash 2x23 dello speedster di Central City. Va comunque lodata la prova interpretativa di Grant Gustin che, dopo essersi mostrato abile nel rendere un personaggio sicuro di sé stesso e sempre allegro, riesce ad essere convincente anche quando, invece, deve renderlo un superomistico epigono dell’Orlando Furioso prima di ritornare nel tormento del figlio che di tanti padri è costretto a perdere più volte sempre quello biologico.

Archiviata rapidamente la rivelazione ormai telefonata (perché il picchiettare Jay e l’essere Garrick il cognome da nubile della madre di Henry Allen erano indizi troppo forti per sbagliarsi) sull’identità a lungo celata dell’uomo nella maschera di ferro rendendo omaggio alla serie omonima degli anni novanta con lo stesso costume indossato dallo stesso attore con più anni sulle spalle e più chili sulla pancia, si arriva inevitabilmente a quella ultima corsa che tanto farà discutere nei prossimi mesi. Come già nel season finale della prima stagione, Barry torna al momento della morte della madre, ma stavolta non raccoglie il suggerimento del suo doppione (che, fra l’altro, non vediamo). Un Barry convinto ormai che il dolore subito in passato non può far germogliare che altro dolore in futuro decide di incasinare definitivamente sia le linee temporali facendo dissolvere il Barry della prima stagione, sia il sottoscritto che si ritrova a dover cancellare le teorie che aveva fatto allora. Se, infatti, è relativamente semplice spiegare il time remnant (basta pensare che Barry alle ore xx:yy decida di tornare indietro di tot minuti incontrando il sé stesso delle ore xx:(yy – tot) e che sia quello del futuro a morire così che quello del passato possa continuare la sua linea temporale), difficile immaginare cosa possa accadere ora.the flash A meno che non si ricordi un particolare del viaggio di Barry su Terra-2, quel telefono con i nomi di Bruce (alias Batman), Diana (alias Wonder Woman) e Clark (alias Superman). Sono, infatti, loro i protagonisti di The Flashpoint Paradox, film di animazione di qualche anno fa (che si basa sull’omonimo fumetto), dove Barry deve fronteggiare un mondo completamente diverso originatosi dal suo dopo aver salvato la madre nel passato. Quasi impossibile che la prossima stagione realizzi la stessa idea dal momento che significherebbe portare sul piccolo schermo personaggi fondamentali dell’universo DC e impegnati al cinema. Ma è solo un caso che la CW sia anche proprietaria di serie con altri eroi DC (con Arrow e Supergirl che sono versioni low cost di Batman e Superman)? E, d’altra parte, voci insistenti di grossi crossover tra le diverse serie circolavano già per cui … da cosa nasce cosa?

The Flash ci saluta con un season finale che, pur essendo ben realizzato e meglio recitato, non è esente da pecche che minano la coerenza della storia raccontata in questi ventitré episodi. Ma alla fine bastano pochi minuti prima dei titoli di coda per desiderare di avere i poteri di Barry per arrivare già alla premiere della prossima stagione. Maledetti!

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2.23 - The Race of his Life
  • Studiare anni per non capirci niente lo stesso !
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